ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Casa del Duca di Porto Ferraio (LI) - 5B

Viaggio nella storia di Cosmopoli. Le origini del nome Casa del Duca

La fondazione di Portoferraio rappresenta uno dei rari esempi di città ideale rinascimentale

Un piccolo borgo medievale di pescatori “Ferraja” diventa paese, siamo nel 1548, il duca Cosimo I de’ Medici, duca di Firenze e futuro Granduca di Toscana, sta osservando una mappa dell’Arcipelago Toscano distesa sul tavolo per cercare una soluzione alle razzie del terribile Dragut, pirata ottomano, sull’Isola d’Elba. Per Cosimo non è solo un’isola, ma una sentinella, perché chi controlla l’Isola controlla il Mar Tirreno. Con la determinazione che lo contraddistinse il Duca inviò una squadra di esperti ingegneri ed architetti guidata dall’ Architetto Giovanni Battista Bellucci e l’architetto –ingegnere Giovanni Camerini. Tutto documentato su un affresco del Vasari a Palazzo Vecchio in Firenze.

Per attuare questo progetto grandioso recapitò la manovalanza dalle carceri di tutta la Toscana e ben seicento galeotti riscattarono la pena lavorando alla costruzione delle fortificazioni. Grazie alle informazioni che ci ha fornito un esperto di storia della nostra città, il dottor Massimo Scelza, sappiamo che il Duca controllava i lavori di costruzione da una collina situata proprio vicino alla nostra scuola, dando così il nome sia alla scuola che alla località “CASA DEL DUCA”. Nel suo progetto Cosimo non voleva realizzare solo una fortificazione, ma una città ideale che incarnasse il potere e la razionalità del Rinascimento. Sembra che durante le sue numerose visite abbia dichiarato che avrebbe realizzato “una città che non appartiene solo alla Terra, ma all’Universo”, una città ordinata e sicura, capace di dominare il Mar Mediterraneo. Nella forma urbana di Cosmopoli si può riscontrare una chiara dicotomia tra architettura militare e architettura civile: la prima fu progettata dal Bellucci che dedicò tutto il suo ingegno nella costruzione dei due forti, il Forte Stella ad est con una visione a 360 ° ed il Forte Falcone ad ovest arroccato sul punto più alto e massiccio della città, uniti da una cinta muraria perimetrale, la seconda invece fu realizzata dal Camerini il quale si dedicò al piano urbanistico.

La Torre della Linguella costruita sopra le rovine della villa romana, serviva per la sua posizione al controllo della darsena medicea, ogni sera per la sicurezza di quest’ultima, veniva chiusa con una catena da un bastione (oggi Molo Gallo) alla Torre. Per vivere in autonomia durante gli assedi fu applicata la politica dell’autosufficienza, gli abitanti dovevano essere in grado di sfamarsi, quindi sotto i bastioni dei Forti veniva coltivato il grano, la cui farina veniva macinata da quattro grandi mulini a vento che costituivano il Bastione dei Mulini e negli orti coltivavano legumi. Per l’approvvigionamento di acqua furono costruite due grandi cisterne per la raccolta delle acque piovane che ritroviamo ancora oggi, una si trova sotto il Palazzo della Biscotteria l’odierna sede comunale e l’altra sotto il parcheggio di Piazza della Repubblica.

Durante i recenti lavori di restauro è stato scoperto che le acque delle cisterne sono ancora limpide grazie al sistema naturale di filtraggio.

 

Nel XVI secolo l’uomo viveva in modo sostenibile a stretto contatto con la natura per necessità, mentre oggi cerca la sostenibilità per scelta dopo aver compreso i danni causati dallo sviluppo incontrollato. Gli abitanti ai tempi di Cosimo vivevano con quello che la natura offriva, coltivavano la terra all’interno delle sicure fortificazioni seguendo i ritmi naturali delle stagioni, la rotazione delle colture e usavano concimi naturali e producevano per un consumo locale. Sfruttavano l’energia del vento con i mulini, la pioggia veniva convogliata e canalizzata in cisterne per caduta, la legna per scaldarsi. queste informazioni ci costringono a chiederci se il progresso ci abbia davvero resi più efficienti o solo più dipendenti dalle risorse esterne. Partiamo ad analizzare la risorsa dell’acqua: a Cosmopoli la gestione delle acque era il massimo dell’efficienza “passiva” ogni goccia di pioggia veniva raccolta nelle cisterne e filtrata naturalmente con sabbia e carbone vegetale, con impatto ambientale pari a zero. Oggi la città di Portoferraio, come tutta l’Elba, dipende da un acquedotto sottomarino che porta acqua dalla Val di Cornia perdendo così la cultura della raccolta piovana domestica. L’economia era circolare per necessità, quello che non si mangiava finiva agli animali allevati vicino alle mura.

Adesso il cibo percorre molti chilometri prima di arrivare nelle nostre tavole.

LA REDAZIONE Ecco i nomi dei protagonisti Ecco tutti i protagonisti che hanno reso possibile la realizzazione di questa pagina di cronisti in classe dell’edizione di Livorno del quotidiano La Nazione.

Gli alunni si sono occupati dei disegni che degli articoli. Gli alunni che hanno scritto gli articoli sono: Bilenkyi Pietro, Bize De Gelis Sasha, Caputo Rosa Jasmine, Caserta Dino, Caserta Mario, Cioffi Ginevra, Ferreri Manuel, Frangioni Marco, Gregori Matilde, Hachdi Youssef, Kleshnin Maksim, Pagnini Valentina, Popovici Alessia Giulia, Ratti Nicola, Ridi Enoha, Sandonà Ginevra, Taoufiqi Adam, Tredici Melissa. Docenti tutor: Cristina Burchianti, Maria Rosa Cazzamalli, Rita Bacci.

Coordinamento grafico: Maria Rosa Cazzamalli.

DS: Prof.ssa Daniela Pieruccini 

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Apertura votazioni 22/04/2026 ore 10:00
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