ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado A. Frank di Pistoia (PT) - 2D

Voci di ieri, radici di domani. Il ricordo di quel 2 giugno

Le storie di Ilde, Lubiana ed Emilia: il vestito ’buono’ della festa, per cucire il nostro futuro

Oggi noi ragazzi abbiamo bisogno di essere nutriti dalle voci del passato e così abbiamo deciso di arricchire la nostra conoscenza attraverso i racconti di tre donne che, con la loro testimonianza, ci hanno fatto capire l’importanza di un gesto che oggi più che mai diamo per scontato, il voto. È il 2 giugno 1946, quando Ilde, Lubiana ed Emilia escono di casa come ogni giorno, ma per compiere un’azione che avrebbe cambiato la storia: votare. Seduti ad ascoltarle, abbiamo percepito la loro voglia di raccontare e una grande fiducia nei giovani.

Le tre testimoni, Ilde Bucci, Lubiana Lenzi ed Emilia Dragomanni, ci hanno accolti con la gentilezza e la lucidità che solo chi ha attraversato un secolo di vita può avere. Ilde, che oggi ha 105 anni, ci ha raccontato di quando, a 25 anni, entrò nella scuola di Baggio con il suo «vestito buono», emozionata e fiera di esercitare un diritto che avrebbe accompagnato tutta la sua vita. Dalle sue parole abbiamo capito che il voto non fu solo un dovere, ma un momento di riscatto per tutte le donne che fino ad allora erano rimaste ai margini delle decisioni importanti. Lubiana, 106 anni, ci ha colpiti con la sua forza tranquilla: per lei votare significava libertà.

Anche lei si era vestita a festa ed era andata al seggio con il marito, felice che finalmente anche le don-ne potessero scegliere. Nella sua vita non erano mancati momenti drammatici, come quando rischiò di essere fucilata dai tedeschi e fu salvata dai partigiani. La sua storia ci ha ricordato che la democrazia è fragile e preziosa e che ogni conquista richiede coraggio. Emilia Dragomanni, oggi 101 anni, nel 1946 aveva appena compiuto 21 anni. Non sapeva bene come funzionasse il voto e fu il prete del paese a spiegarle tutto. Anche lei si era messa elegante ed era andata a votare con orgoglio, nella scuola trasformata in seggio elettorale.

Nelle sue parole abbiamo sentito la gratitudine per una Costituzione nascente capace di dare finalmente sicurezza e diritti a tutti. Dalle tre donne è arrivato un messaggio chiaro e attualissimo: conoscere la storia, rispettarsi, aiutare gli altri, impegnarsi per ciò in cui si crede. E soprattutto non dare mai per scontato il diritto di voto. Perché quel gesto semplice è stato conquistato da persone come loro, che hanno vissuto privazioni, guerre e paure, ma non hanno mai rinunciato alla speranza di un Paese migliore. Il nostro incontro con Ilde, Lubiana ed Emilia non è stato solo una lezione di storia: è stato un regalo per il futuro.

 

Che cosa pensano i ragazzi della Costituzione? È una cosa lontana o parla anche alla loro vita di tutti i giorni? Per capirlo, lo abbiamo chiesto ad alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e le risposte mostrano che la Costituzione, anche se complessa, parla davvero a tutte le età. I più piccoli la descrivono con parole semplici ma autentiche: libertà, rispetto, scuola. Gli alunni della primaria fanno un passo avanti: per loro la Costituzione è un in-sieme di regole, che servono a «tenere un gruppo unito». Alla domanda se sia importante conoscerla, rispondono senza esitazione: «Sì, altrimenti saremmo tutti ignoranti». Gli studenti della secondaria approfondiscono ancora di più. Usano parole come democrazia, ordine, giustizia, uguaglianza e senso di appartenenza. Molti dicono di riconoscersi nella Costituzione e immaginano che, se potessero parlarle, le direbbero di non lasciarsi cambiare. Il diritto più sentito è la libertà, seguito dallo studio. Tra le situazioni in cui vedono violati i diritti citano bullismo, razzismo e discriminazioni verso le donne. Molti pensano che la Costituzione oggi sia spesso data per scontata, ma tutti concordano su un punto: a difenderla devono essere tutti i cittadini. Infine, alla richiesta di completare la frase «La Costituzione per me è…», bambini e ragazzi scelgono parole simili: libertà, regole, protezione, rispetto. Segno che, crescendo, cambia il linguaggio, ma non l’essenza di ciò che la Costituzione è.

La pagina con l’intervista e l’approfondimento è stata realizzata dagli studenti della Scuola secondaria di primo grado Anna Frank di Pistoia, classe 2° D. Ecco tutti i nomi degli studenti: Zeno Bruno Balli, Duccio Bartalesi, Lorenzo Bartolini, Alice Bellandi, Irene Dolfi, Mattia Gavagni, Diletta Gentili, Giulio Giovannini, Arsjena Hyseni, Emilia Magazzini, Giulia Manzari, Lucilla Manzo, Sara Mastromarino, Tessa Meini, Duccio Meli, Mariah Melo Ferraro, Carolina Monterastelli, Alissia Mottola, Cristiano Pellegrini. Dirigente scolastica: Margherita De Dominicis. Professoressa referente: Sara Lenzi. 

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