ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

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IC Poggibonsi 1 di Staggia Senese (SI) - 3A, 3G

Clima? Facciamo un patto!. Freniamo la ’febbre’ del pianeta

L’Italia si ’scalda’: dalle scuole e dal PAESC azioni concrete per città più verdi

Il nostro pianeta ha una febbre costante: la sua temperatura è aumentata di 1,6 gradi rispetto all’epoca pre-industriale e gli ultimi tre anni sono stati i più caldi dal 1850, ovvero da quando si misurano regolarmente le temperature.

A livello globale negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza e si sono fatti alcuni passi avanti: un esempio è la Croazia in cui nelle scuole gli alunni vengono sensibilizzati al cambiamento climatico, ai problemi che causa e alle possibili soluzioni da mettere in atto. Lo abbiamo visto anche noi quando siamo andati in Erasmus e forse è anche per questa esperienza fatta che il problema ci sta a cuore.

In Italia il 2024 ha confermato una tendenza all’aumento delle temperature e degli eventi estremi. Il nostro paese, al centro del Mediterraneo, vero e proprio hot spot (punto caldo) del pianeta, è particolarmente colpito dal riscaldamento globale e nelle città le temperature possono essere anche di 7 gradi più alte rispetto alle campagne circostanti. Per quanto riguarda Poggibonsi – la cittadina in cui abitiamo – si parla di circa 4-5 °C di differenza tra la città, in cui asfalto, muri di cemento e pietre attirano e conservano il calore – e la campagna circostante in cui alberi, piante ed erba mitigano la temperatura.

L’Unione Europea nel 2020 ha proposto a tutti i comuni d’Europa il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), uno strumento con cui i Comuni programmano e gestiscono le politiche climatiche locali in cui devono essere contenute azioni concrete.

La cosa interessante è che i cittadini possono partecipare proponendo azioni pratiche al proprio comune.

Cosa possiamo fare noi? Nella nostra scuola in questi anni ci siamo presi cura dei nostri giardini scolastici e facendoli diventare piccoli presìdi climatici in cui gli alberi e le piante assorbono CO2 (azione di mitigazione) e creano zone d’ombra e benessere per tutti noi(azione di adattamento). Come dice Martina Meocci – ambasciatrice della rete degli Ambasciatori per il Clima (EUCLIPA) e medico per l’ambiente: “il benessere dei più giovani è una priorità strategica e l’ortoterapia nei plessi scolastici non è solo giardinaggio, ma un investimento nella salute un ponte verso un futuro più verde e consapevole”.

Ci piace immaginare tutti quei piazzali asfaltati che spesso circondano gli edifici scolastici delle scuole italiane, trasformati in orti, microforeste, giardini: un patto con la natura, piccola rivoluzione da cui partire per trasformare le nostre città a partire dalle scuole.

 

Che la guerra provochi la morte di esseri umani innocenti è chiaro a tutti, che contribuisca al cambiamento è invece meno noto, anzi se ne parla proprio poco. Mentre la spesa militare cresce sempre di più, si è quasi smesso di parlare del problema del cambiamento climatico e forse non è un caso.

Calcolare l’impatto dell’industria bellica sul clima non è facile perché, a causa delle pressioni dei governi, dal Protocollo di Kyoto fino agli Accordi di Parigi, la rendicontazione dei gas serra prodotti dagli eserciti è rimasta volontaria per-mettendo di nascondere un’impronta ecologica devastante. È stato stimato che solo nei primi mesi dell’invasione dell’Ucraina sono state riversate nell’atmosfera tra 1,6 e 3,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente, circa il 5,5% (quante quelle di un paese al quarto posto in termini di emissioni, tra India e Russia!) e in due sole settimane di conflitto in Iran si è inquinato quanto un milione di auto a benzina in un anno. Con l’aumento esponenziale delle spese militari e delle guerre globali, il problema è cresciuto, senza calcolare i danni ambientali delle ricostruzioni e della devastazione dei territori. Tutti costi che stiamo pagando ogni giorno e pesano come macigni sul futuro. La nostra generazione sta crescendo mentre il mondo intorno si incendia per il petrolio. I combustibili fossili sono la miccia dei conflitti moderni e il loro uso non è più giustificato perché a livello tecnologico le fonti energetiche rinnovabili possono davvero rappresentare la soluzione. È tempo di svegliarsi: la pace e la sopravvivenza del pianeta passano per la stessa strada. Cosa aspettiamo?

3A: Mattia Aresti, Tommaso Bartalini, Nahui Brunone, Yasmin Charafi, Viola Ciavarella, Beatrice Cilemmi, Laura Citernesi Flores, Emanuele, De Giorgi, Mirko Ghini, Sebastian Giagnorio, Aurora Giannetti, Tancredi Giannini, Niccolò Grazzini, Colin Laurino, Mirko Luongo, Cristian Marku, Manuel Morandi, Giorgio Paradisi, Elisa Rappuoli, Antonio Russo, Andrea Visalli.

3G: Emanuele Abbondanza, Lorenzo Bacciottini, Alessio Bennati, Simone Benvenuto Gerardi, Brenda Bilenchi, Enea Bushaj, Giorgia Giovannini, Adele Gravili, Alessandro Manganelli, Faty Mbaye, Coumba Mbaye Ndeye, Andrea Mealli, Aleandro Monti, Mia Navarro Vanzi, Sofia Radomir, Salaheddine Soultani, Wissal Targui, Ettore Tosto, Francesco Trefoloni, Giulio Zari Docenti tutor Simona Del Bravo e Francesca Foti Dirigente scolastico Susanna Guarducci

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