ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Tuoro sul Trasimeno di Tuoro (PG) - 3A

Merletto d’Irlanda, che arte! Intrecci che custodiscono storie

Una tecnica artigianale portata al Trasimeno nel 1904 è diventata patrimonio culturale

Viviamo in un’epoca in cui tutto scorre veloce e l’attenzione ai dettagli sembra affievolirsi: oggetti che un tempo richiedevano pazienza e abilità sono oggi prodotti in serie e spesso privi di storia. In questo contesto, le tradizioni artigianali rischiano di perdere valore e visibilità. Eppure, tra le bellezze del territorio del Lago Trasimeno, resiste una pratica antica e preziosa: il merletto d’Irlanda, che custodisce storie di trasformazione e rinascita che affondano le radici all’inizio del Novecento. Il pizzo d’Irlanda è un delicato merletto lavorato con filo e uncinetto molto sottili, caratterizzato da intrecci minutissimi e motivi floreali complessi come la “rosa d’Irlanda”.

Questa raffinata tecnica, nata nei monasteri irlandesi a metà Ottocento, si diffuse in Europa fino ad arrivare sul Lago Trasimeno grazie all’iniziativa della marchesa Elena Guglielmi, che nel 1904 aprì una scuola per le giovani mogli e figlie dei pescatori di Isola Maggiore. Il lavoro artigianale delle merlettaie della Maggiore era apprezzato anche dall’alta moda e conquistò i mercati internazionali, arrivando anche in anni più recenti a vestire Sophia Loren nel film “Francesca e Nunziata” del 2002.

Le donne dell’Isola, guidate dalla maestra Elvira Tosetti De Santis, non si limitarono quindi ad imparare questa tecnica, ma la trasformarono in una risorsa fondamentale per il sostentamento delle famiglie. In un contesto isolato e con limitate opportunità economiche, il merletto divenne una vera forma di autonomia: la scuola favorì l’emancipazione delle isolane e garantì loro l’indipendenza economica, permettendo di contribuire al reddito familiare e di costruire una rete di collaborazione e condivisione. Questa attività rappresentò un passo importante verso il riconoscimento del valore del lavoro femminile e un’esperienza di riscatto sociale che ha segnato profondamente la comunità locale. (Da ricordare che sempre nel comprensorio lacustre si affermò un’altra grande scuola di ricamo, quella del Pischiello, fondata dalla marchesa Ranieri di Sorbello).

Ancora oggi, grazie all’associazione “Il P.Es.Co.”, donne e ragazze continuano a realizzare lavori in pizzo d’Irlanda, portando avanti una tradizione che fa parte della cultura del territorio. Il merletto non è soltanto una tecnica artigianale, ma una memoria viva, capace di attraversare il tempo senza perdere la propria identità. Preservare questa tradizione significa tutelare un modo di vivere fatto di pazienza e cura, riconoscere il valore del lavoro artigianale e trasmettere alle nuove generazioni una storia che merita di continuare.

 

E’ venuta a trovarci la presidente dell’associazione “P.Es.Co”, Franca Martinetti. L’associazione, nata nel 1996 su iniziativa di Emilia Minciaroni, all’inizio si occupava di favorire la consapevolezza e l’arricchimento culturale a tutto campo, ma oggi l’attività principale è insegnare l’arte del merletto. Franca ci ha parlato dell’importanza di tramandare la tecnica del pizzo d’Irlanda e del lavoro portato avanti con le scuole, per trasmettere ai giovani questo mestiere antico. La presidente ha sottolineato come non sia sempre facile coinvolgere i ragazzi, «perché il merletto richiede pazienza e passione». Tuttavia, questo mestiere antico negli ultimi anni sta tornando di moda, tanto che ha attirato l’attenzione di scuole specializzate in design, come il NID di Perugia, e della stilista Veronica Arcaleni, originaria di Passignano, con la quale è attiva una proficua collaborazione. Il merletto, che il P.Es.Co porta nelle mostre non solo del territorio, ma di tutta Europa, è stato candidato al riconoscimento come patrimonio immateriale dell’Unesco, segno di una tradizione che continua a trovare spazio nel presente. Dall’intervista è emersa una forte passione e la volontà di non far morire questa arte. Grazie all’impegno dell’associazione e al coinvolgimento delle scuole, infatti, il merletto continua a vivere e a rinnovarsi: non è solo un passatempo, ma un tesoro da proteggere e tramandare alle nuove generazioni.

L’articolo è stato realizzato dagli studenti della classe IIIA della scuola secondaria di primo grado di Tuoro (Istituto comprensivo di Passignano e Tuoro sul Trasimeno): Affetti Andrea, Billi Sofia, Boussya Aya, Castelli Nico, Cecchini Chiara, Cecchini Martina, Chiappini Lorenzo, Corbelli Diego, Cottini Lorenzo, Crocioni Daylit Sophia, Dahir Malak, Fishti Sara, Laho Edoardo Andrei, Longetti Giulia, Mosconi Anita, Pazzaglia Emanuele, Peverini Sauro Antonio, Poponessi Viola, Saad Aya, Sabini Matteo, Tattanelli Aurora, Tiradossi, Dafne, Tiradossi Vittoria. Dirigente scolastico: professor Luca Severi. Docenti tutor: Cardinali Emanuela, Lupetti Sandra.

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