Visita alla moschea di Livorno. Incontro con la comunità islamica
I ragazzi hanno visitato il luogo di preghiera e hanno parlato con il rappresentate di Livorno
Quest’anno abbiamo studiato in storia la nascita dell’Islam e la diffusione della religione musulmana. Cose distanti nel tempo che rimandano a luoghi lontani, in Africa, Medio Oriente o chissà dove. E invece eccoci qui, nella moschea di Livorno, nei pressi della stazione centrale, a toccare con mano quello che si è appena studiato sui libri. Ad accoglierci Mohamed e Murad, rappresentanti della comunità musulmana, a cui rivolgiamo qualche domanda.
Ci parli delle moschee nella provincia di Livorno, ci sono differenze tra quelle sunnite e sciite, è davvero proibito raffigurare Dio? «La moschea di Livorno è sciita, e le moschee sunnite e sciite sono molto simili: le preghiere, per esempio, sono praticamente identiche. Le moschee sono aperte tutto il venerdì. A Vada, Cecina e Donoratico ci sono altre moschee. In questa religione è proibito rappresentare Allah, sia per gli sciiti che per i sunniti».
Pregate solo nella moschea o anche fuori? Dovete farlo 5 volte al giorno, come ci riuscite? «I musulmani pregano anche fuori dalla moschea, basta un piccolo tappetino da stendere in terra. Ovviamente se uno fa un lavoro, per esempio, il dottore e non può lasciare un paziente per la preghiera, allora può rimandare la preghiera, oppure se deve viaggiare può anticiparla».
A che età le ragazze si devono mettere il velo? E perché? E invece per gli uomini ci sono vestiti particolari? «Con l’arrivo della pubertà le ragazze devono indossare il velo e questo perché tutto il corpo delle donne musulmane è considerato una parte intima da coprire, a eccezione delle mani, del viso e dei piedi. Gli uomini, quando entrano in moschea, devono assicurarsi che non abbiano parti scoperte: in caso di una maglia corta, per esempio, devono mettere delle tuniche che si trovano a disposizione di tutti nella moschea».
Generalmente i musulmani si integrano facilmente in Italia? «Stai toccando un tasto un po’ dolente. Parlo a titolo personale, la parola integrazione non mi piace tanto. Secondo me, Il problema più grosso, sia da una parte che dall’altra, è la mancanza di rispetto verso il prossimo. Se uno rispetta se stesso, di conseguenza rispetta anche il prossimo».
Abbiamo continuato a fare altre domande, poi ci hanno lasciati liberi di giocare, perché nella moschea occorre rispettare il silenzio solo durante la preghiera. Ci hanno offerto la merenda e del the alla menta. Una delle cose più importanti che ci hanno detto è che dobbiamo avere rispetto verso il prossimo. Questo ci dovrebbe far capire una cosa, che ci sono molti pregiudizi nei confronti dei musulmani e che spesso sono incolpati ingiustamente.
La moschea è lontana dal nostro quartiere e fuori da quelli a noi familiari. Per descrivere i luoghi incontrati durante la visita seguiamo le indicazioni che ci sono state fornite durante un laboratorio di scrittura creativa della scuola Carver. Ispirati all’autore Perec, abbiamo effettuato degli appostamenti per riappropriarci di luoghi noti, sebbene diversi da quelli in cui viviamo: la stazione ferroviaria di Livorno e la zona circostante vista dal cavalcavia di via degli Acquedotti. Abbiamo quindi utilizzato la tecnica letteraria dello straniamento per trovare lo sguardo originale dello scrittore.
Sul cavalcavia di via degli Acquedotti ore 12: la vista è molto ampia, spazia dalle campagne livornesi al grattacielo di piazza Roma; proprio sotto di noi la stazione ferroviaria e i treni, che sferragliano sui binari, fanno sognare viaggi verso paesi lontani. Dal lato opposto le bellissime Terme del Corallo. Vicino a noi passa una donna con il velo che ascolta la musica e cammina veloce, forse perché è in ritardo o perché non voleva stare a sentire i nostri schiamazzi.
Sullo stesso marciapiede del cavalcavia, ma più lontano da noi, una persona inizia a salire con passi pesanti e occhi socchiusi che non vede l’ora di arrivare al punto più alto per poi cominciare a scendere. Ancora più lontano si intravede il palazzetto a forma di cupola, che quando ci sono partite o concerti sembra felice, invece a vederlo ora senza luce e musica in una giornata così grigia non sembra lo stesso.
Ecco chi sono i protagonisti di questa pagina di Cronisti in Classe per La Nazione di Livorno.
I nomi degli alunni: Bardi Agata , Becchere Paolo, Cappelli Andrea , Celata Ilaria , Cirillo Ylenia Sofia, De Luca Samuele , De Vito Lisa , Felici Lorenzo, Lignola Giacomo, Loffredo Cloe, Lucchisani Sara , Maffei Alessandro, Maiorino Alberto, Manca Gabriele, Meini Gabriele, Niccolini Diego, Paglia Giorgio, Pane Eden, Scibona Alessandro, Scibona Leonardo.
Prof: . Maurizio Varriale Dirigente: Elisabetta Iaccarino