ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Cocchi di Licciana Nardi (MS) - 4°

I valori della pace, ieri e oggi. La storia e l’esempio del Poeta

L’approfondimento della classe quarta del comprensivo Cocchi di Licciana, plesso di Terrarossa L’iniziativa realizzata partecipando al bando della Banca d’Italia “Inventiamo una banconota“

Partecipando al bando della Banca d’Italia ‘Inventiamo una banconota’, abbiamo pensato di rappresentare l’idea della pace, in questi orribili tempi di guerra, nella terra di Lunigiana dove viviamo, nella quale Dante fu messaggero di pace tra i marchesi Malaspina dello Spino Secco e il vescovo conte di Luni.

Essi erano nemici giurati e confinanti, divisi da interessi di potere in anni di guerra, morte, distruzione dei raccolti e così via. L’idea di un così grande uomo e poeta che, da tanto lontano, venne e portare la pace ai nostri antenati, ci ha così sorpresi ed entusiasmati che ci siamo interessati al power point: ’Ai tempi di Dante e Moroello’, proiettato in classe. In seguito abbiamo disegnato la figura del Poeta in varie maniere: ci è piaciuta la rappresentazione di Dante nelle vesti di un nostro coetaneo e anche di più come immagine principale del progetto ‘Cammini Danteschi in Lunigiana’, proposto dall’Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano, che ogni anno ricorda il Poeta con ’La staffetta di luce’ in suo onore. Con le nostre maestre abbiamo deciso di partecipare a tale iniziativa con un progetto verticale che coinvolge anche una classe della scuola secondaria di primo grado, sostenuti anche dal supporto del Comune di Tresana e del Comune di Licciana Nardi. Il progetto prevede la rappresentazione scenografica della Pace di Castelnuovo del 1306, prevista per la fine di aprile. Uno dei nostri compagni rappresenterà il vescovo conte di Luni Antonio Nuvolone da Camilla, mentre un alunno della classe 2° rappresenterà Dante Alighieri, amico di Moroello.

Davanti al castello malaspiniano noi alunni delle due classi c’incontreremo e simbolicamente riprodurremo la “Pace di Dante”, scambiandoci il bacio canonico e una pergamena antichizzata, contenente alcuni dei principi fondamentali della Costituzione Italiana.

Saremo vestiti con i colori dei nostri gonfaloni. Siamo entusiasti e felici nel realizzare questo evento perché anche le nostre famiglie e le autorità ci sosterranno, collaborando all’allestimento scenografico e facilitando il lavoro di preparazione.

Abbiamo affrontato lo studio di un periodo difficile per la Lunigiana di allora, perché stiamo vivendo con molta preoccupazione i conflitti che coinvolgono molte parti del mondo. Per tal motivo ci sentiamo vicini ai valori della nostra Carta Costituzionale, specialmente quando dichiara di ripudiare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

 

Questo testo è tratto dal saggio di Angelina Magnotta con il patrocinio della Regione Toscana “Al tempo di Dante e Moroello“. «La guerra tra i Malaspina del ramo secco e il vescovo conte dura da dieci anni, con episodi di rara crudeltà cui non si è sottratto l’amico mio Moroello che nel 1297 ha generato scompiglio nelle contrade: tutti desiderano la Pace, ma occorre molto coraggio per rinunciare a qualcosa per bene maggiore.

Mi accingo a preparare la bozza in latino del trattato di pace: la lingua degli antichi aiuta a considerare le vicende in una dimensione storica e, direi, distaccata». E questo è tratto dal saggio di Isidoro Del Lungo “Dante in Lunigiana“ dedicato al sesto centenario della venuta del poeta in Valdimagra, 1306. «Il magnifico signore Franceschino marchese Malaspina creò, istituì e nominò suo legittimo procuratore esecutore e messo speciale Dante Alighieri di Firenze per ricevere la pace, la remissione, la composizione e la fine perpetua di ogni dissidio dal venerabile in Cristo Padre e Signore, signor Antonio, per grazia di Dio vescovo di Luni, per i suoi amici, sudditi e seguaci, di tutte e singole le ingiurie guerre, inimicizie, offese, incendi, danni, sedizioni, ferite, omicidi (…) contro lo stesso venerabile padre». Un’esplicita ammissione di colpevolezza marchionale nello scoppio dei diuturni disordini.

Ecco i protagonisti di Cronisti in classe della classe quarta della scuola primaria, plesso di Terrarossa, dell’Istituto Igino Cocchi di Licciana, la cui dirigente scolastica è la professoressa Enrica Ravioli. I ragazzi hanno realizzato la pagina del Campionato di giornalismo edizione 2026, attraverso due elaborati a seguito di un interessante incontro avvenuto nella loro classe.

I loro nomi: Sara Akhay, Oussama Arif, Lorenzo Botti, Mohamed El Gargar, Abderrahmane Hallabou, Ginevra Imperato, Ludovico Mitillo, Gabriel Oliva, Nicolò Rossi, Enrico Tonelli. Le insegnanti tutor sono Marzia Zini e Annamaria Miglietta.

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