Memorabili «Scintille di futuro». Il nostro incontro con Pietro Grasso
Ex magistrato, procuratore antimafia e presidente del Senato: una vita per lo Stato
Il 26 marzo è stata una giornata indimenticabile per noi alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Rignano sull’Arno e Incisa Valdarno. Ospitati dal Polo Lionello Bonfanti, sede della Scuola di Economia Civile, abbiamo avuto l’onore e il privilegio di incontrare il magistrato e politico Pietro Grasso. Un grande uomo, con un passato importante e difficile, che ha dedicato la vita alla lotta contro la criminalità organizzata. Lo abbiamo atteso con entusiasmo e quando è entrato nella sala affiancato dalla scorta è stato accolto con un caloroso applauso, a cui sono seguiti i ringraziamenti del dirigente Antonio Restaino, della vicesindaca Federica Morandi e della commissaria Antonietta Lonigro. Non è stata una semplice conferenza, ma una vera e propria lezione di vita, storia e legalità, trasmessa con una gentilezza e una disponibilità che ci hanno profondamente colpito. Il giudice a latere del Maxiprocesso ci ha invitato a fargli tutte le domande possibili e ha risposto con pazienza anche a quelle più inaspettate, rassicurandoci con un sorriso smagliante.
Oltre ad essere uno dei migliori amici di Falcone e Borsellino, Grasso negli anni ha contribuito a incriminare migliaia di mafiosi, grazie soprattutto alla perseveranza e al lavoro di squadra.
Ci ha raccontato aneddoti di vita privata e lavorativa: dal primo (e ultimo) tentativo di andare a fare spese con la moglie senza scorta, alla cattura del boss Provenzano.
Oltre ai fatti storici, a sorprenderci è stato il suo modo di raccontare: con spontaneità e umiltà, includendo momenti più leggeri e divertenti che hanno reso tutto ancora più coinvolgente. La parte più emozionante, l’apice dell’incontro, è stata quando ha mostrato l’accendino d’argento lasciatogli da Falcone prima di partire da Roma per Palermo, nell’ultimo volo precedente la strage di Capaci: «Tienilo tu, se riprendo a fumare te lo chiederò indietro»
Ancora oggi lo conserva e gli dà la forza di andare avanti, di sentire il suo amico vicino. Vedere un pezzo di storia dell’antimafia nelle mani di chi ha combattuto in prima linea, è stato un messaggio potentissimo per noi studenti.
La fondazione «Scintille di futuro» porta avanti questa memoria.
Tramite la libreria Nani Pittori di Firenze e la professoressa Paola Masciullo che ha guidato l’evento abbiamo preso il fumetto biografico «Da che parte stai? Tutti siamo chiamati a scegliere» (Tunuè 2025) la cui lettura ci ha fatto riflettere sull’importanza di decidere da che parte stare nella vita, soprattutto quando si parla di verità, giustizia e coraggio.
Lo scorso 17 marzo nella cornice del teatro all’italiana di Figline Valdarno – il Comune che diede i natali all’umanista Marsilio Ficino gli studenti di varie scuole del territorio hanno assistito a «Il ribelle – Peppino Impastato», opera interpretata da Gaia Perretta per la regia di Giovanni Gentile della Compagna Penta Teatro di Pistoia, vincitrice del premio Caponnetto per la Cultura della Legalità. Una scenografia essenziale – sedia di legno rossa, valigia vintage verde anni ‘70, qualche indumento da stirare – e la bravura dell’attrice, che tiene un monologo di oltre un’ora con tanto di intermezzi canori dalla tradizione siciliana, domina la scena. I suoi lunghi capelli rossi, lisci come la seta, rilucono al caldo dei riflettori del palcoscenico. Lo spettacolo ha ripercorso la vita dell’attivista siciliano ucciso da Cosa Nostra nel 1978, proprio il giorno del ritrovamento di Aldo Moro. La registrazione originale di Radio Aut, con il racconto di Mafiopoli, è stata una delle parti più emozionanti della pièce, che ha trasportato i giovani spettatori nel passato della Sicilia: dal paesino di Cinisi alla costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, destinata al traffico illegale di stupefacenti.
L’iniziativa fa parte del progetto di rete «InformAzione! Giovani Reporter Antimafia», contest sviluppato dall’associazione Conkarma di Montevarchi insieme a Libera Coordinamento Valdarno con il contributo della Regione, che ha reso noto ai più giovani il processo sullo smaltimento illecito dei rifiuti conciari Keu, promuovendo in loro senso critico e autentico contrasto all’illegalità.
La pagina è stata realizzata dalla classe 3° A della scuola Dante Alighieri di Incisa. Ecco i nomi dei giovanissimi giornalisti: Justin Ajasllari, Domenico Armenise, Edoardo Baldini, Tommaso Capanni, Daisy Chibbinesc, Giulio Ciucchi, Adele Fantoni, Vieri Focardi, Gregorio Gerboni, Yris Grassotti, Diego Innocenti, Franca Leporatti, Aurora Lomelli, Amelia Musmeci, Roberto Angelo Oprea, Yahya Ouhcine, Marta Pinciani, Angelica Luna Primi, Bianca Somigli, Adele Tiranno, Leonardo Veneziani, Mattia Virzì.
Docente tutor: Sara Moran. Dirigente scolastico dell’istituto Rignano-Incisa: Antonio Restaino