Caffè letterari, dove nascono idee. Alla scoperta dei locali storici
La mappa delle botteghe che hanno lasciato una traccia: dagli incontri al varo di progetti
Nel 1600 non esistevano né televisori né telefoni: per sapere cosa stesse succedendo nel mondo o scambiare un’idea bisognava uscire di casa. Proprio in quel periodo arrivò in Europa una novità destinata a modificare le abitudini sociali il caffè, una bevanda che «svegliava il cervello» e piaceva tantissimo a scrittori e scienziati. Fece il suo ingresso grazie ai commerci dei veneziani con l’Oriente, e proprio a Venezia, nel 1645, aprì la prima «bottega del caffè».
Il primo caffè letterario fu Le Procope a Parigi, inaugurato nel 1689 e frequentato da Voltaire. Questi locali si diffusero rapidamente in Inghilterra e in tutta Europa: erano vere e proprie fucine di idee dove artisti e intellettuali si ritrovavano per leggere giornali, discutere di attualità e confrontarsi liberamente su letteratura e cultura.
Nel Settecento i caffè divennero luoghi centrali della cultura illuminista.
Tra le più famose in Italia troviamo il Caffè Florian di Venezia, aperto nel 1720, il più antico d’Italia, frequentato storicamente da Casanova e Foscolo; l’Antico Caffè Greco a Roma, celebre ritrovo e seconda casa di scrittori e intellettuali; il Caffè Gambrinus a Napoli, elegante locale del 1860, frequentato da Oscar Wilde e D’Annunzio; il Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze, centro del movimento Futurista, frequentato da Montale e Marinetti e il Caffè San Marco a Trieste, caro a Saba e Svevo.
Prima di allora, le persone importanti si incontravano solo nei palazzi dei re, invece nei primi caffè chiunque avesse un po’ di soldi per una tazzina di caffè poteva sedersi.
Il trisnonno di Tommaso, un nostro compagno di classe, era uno dei gestori del Caffè delle Giubbe Rosse, situato in piazza della Repubblica a Firenze e chiamato così perché i camerieri erano vestiti con delle giubbe rosse. Fino ad alcuni decenni fa, in una delle salette era appesa una targa con scritto il suo cognome «Galletti» e la data in cui l’ha gestito.
In pratica, il caffè letterario è nato perché le persone hanno capito che chiacchierare davanti a qualcosa di buono è il modo migliore per far nascere grandi idee. Oggi il concetto si è evoluto in spazi polifunzionali che uniscono bar, librerie e centri per eventi.
In fondo, il caffè ha sempre avuto lo stesso ruolo: riunire le persone e far nascere idee. Ieri come oggi, basta una tazzina, una conversazione e un po’ di ascolto per creare qualcosa di importante.
Nella nostra classe organizziamo periodicamente il «Caffè letterario»: un momento speciale in cui ci confrontiamo su vari temi che ci appassionano o che ci hanno colpito e dove condividiamo idee.
Ci riuniamo in piccoli gruppi e leggiamo un articolo di giornale o un libro; poi, uno alla volta, raccontiamo le nostre impressioni e li commentiamo insieme. Quando si tratta di mettere a confronto le opinioni su un libro, spieghiamo ai compagni se lo consigliamo o no, motivando la scelta e raccontando le parti che ci hanno colpito di più.
Se invece lavoriamo su un articolo, lo leggiamo insieme e discutiamo confrontando i diversi punti di vista sui temi trattati.
Per ricreare l’atmosfera dei veri caffè letterari, beviamo succo nei bicchierini da caffè, un dettaglio che ci aiuta a immedesimarci negli studiosi e nei letterati del Settecento. In questo modo ci sentiamo parte di un luogo in cui le idee prendono vita attraverso il dialogo.
Una volta concluso il dibattito, scriviamo un verbale dell’incontro, annotando il giorno, l’ora e gli argomenti trattati.
Il nostro Caffè letterario non è solo un’attività scolastica, ma qualcosa che va oltre il momento didattico: è un’occasione per crescere, imparare ad ascoltare gli altri e sviluppare le nostre idee.
Alunni Lorenzo Berti, Riccardo Donati, Caterina Duranti El Harrach Mouhammad Sofia Ferrara, Matilde Franci, Gabor Eduard Mihai, Tommaso Galletti Alen Juan Josè Gamarra Maria Cloè Gentili Giovanni Maria Lacurre Giulia Martinelli, Asia Mattesini, Edoardo Micheli, Diego Minicozzi Noemi Piccioli, Asia Rescigno, Tommaso Sestini, Sulejmanovska Ajla, Gaia Trapassi Ginevra Valentini Insegnanti Tutor: Manuela Caidomonici Docenti: Sabrina Geppetti, Francesca Meazzini, Serena Burroni, Alessandra Giunti, Barbara Lapini Preside Rossella Esposito