ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria di Piegaio di Pescaglia (LU) - Interclasse 3°, 4°, 5°

L’acqua e gli antichi mestieri. La storia della Ferriera Galgani

Gli alunni ci parlano dell’importanza di questo lavoro faticoso, ma anche della passione

Vicino al confine tra il comune di Pescaglia e Camaiore, precisamente a Piè Lucese, si trova la ferriera Galgani che è l’unica ferriera rimasta che usa l’acqua per ricavare energia. Ci lavora da 79 anni il fabbro Carlo Galgani. L’edificio è stato costruito nel 1500 ed è stato ristrutturato nel 1700 perché prima c’erano due mulini. Al primo piano funzionavano le ruote e al secondo piano abitavano le persone. Oggi c’è una ferriera, ma non è una fonderia, precisamente si tratta di un “distendino” cioè si distende il ferro già utilizzato, come ad esempio parti di macchine e pezzi di binari, che come dice Carlo “se li mettessi tutti in fila arriverei fino a Firenze o di più…”.

L’edificio è in pietra, si trova in mezzo alla natura, isolato e lì vicino scorre il torrente Pedogna che in parte viene “immesso” nella gora. Su un lato c’è un lungo tubo che si chiama tromba del vento e che serve a spingere l’aria nella fucina per alimentare il fuoco. All’interno troviamo un’incudine, diversi macchinari e attrezzi, poi ecco che vediamo un martello enorme chiamato maglio.

Le pareti sono scure di fumo e dentro a quel luogo misterioso Carlo e suo nipote Nicola lavorano con il ferro incandescente; per renderlo tale bisogna fargli raggiungere alte temperature e per questo bruciano nella fucina il carbone di due tipi: carbone di legna e carbon fossile. Il maglio funziona grazie all’acqua presa dal torrente che cade su una grande ruota di quercia costruita nel 1950.

Accanto al maglio c’è una colonna d’acqua che si chiama bottaccio ed è alta sette metri; per azionarlo serve una leva che si chiama braccio e fa aprire e chiudere l’acqua. Quindi si muove la ruota che fa battere il maglio: può arrivare a circa 200 colpi al minuto. Il maglio fa un grande rumore; perciò quando Carlo ha le mani occupate dà dei cenni a Nicola: se fa sì con il capo vuol dire di aumentare, invece se fa no significa diminuire; mentre se fa uno scatto indietro con la testa vuol dire di smettere. Oltre al maglio viene usata anche l’incudine che serve per battere il ferro incandescente con il martello e per rifinire i lavori.

Un tempo si modellavano molti attrezzi che servivano per coltivare, mentre oggi tra gli strumenti più richiesti ci sono coltelli, mezzelune, testi per i necci e altri oggetti che vengono comprati da persone di tutto il mondo. Abbiamo visto quanto lavoro si nasconde dietro ad oggetti che troviamo nelle nostre case e apprezziamo l’importanza di questo lavoro faticoso e pericoloso; ci vuole esperienza, prudenza e passione per creare come fa Carlo, con l’acqua e il fuoco.

 

Non lontano dalla nostra scuola è stata costruita una piccola centrale idroelettrica. Siamo stati ospitati dal suo ideatore, Silvio Barsotti, e lo abbiamo intervistato per capire come funziona.

Quando ha costruito la centrale? «La centrale è entrata in funzione nel 2013, ma l’idea è nata circa venti anni fa. Ci sono voluti diversi anni per avere tutti i per-messi e finalmente, nel 2012, sono iniziati i lavori» Dove si trova la centrale? «L’opera di presa si trova sul torrente Pescaglina in località La Belucca, ed è stata realizzata riutilizzando le vasche di un antico vivaio di trote» Quanta energia viene prodotta? «Oggi vengono prodotti circa 100 KW all’ora; in un giorno si riesce a produrre l’energia necessaria per circa 200-300 famiglie» Come funziona la centrale? «L’acqua viene introdotta nella condotta forzata e scende a valle dove, con la sua pressione, fa girare la turbina (100 litri al secondo) e la turbina aziona un generatore elettrico. L’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica Enel, mentre una parte dell’acqua viene restituita, pulita, allo stesso torrente».

Il progetto è stato realizzato in modo da rispettare l’ecosistema. Abbiamo capito che questa opera è utile e importante perché è una fonte di energia rinnovabile e sostenibile.

Gli alunni delle classi terze, quarte e quinte che hanno partecipato a questa edizione di Cronisti in classe della redazione de La Nazione di Lucca: Carlotta Accorsini Brandon Albertini Chloe Albertini Nicolò Biagini Lorenzo Ceccherelli Viola Figliè Yassmine Kahlaoui Diego Lombardi Rejan Lusha Emanuele Mangano Ilaria Papi Samuel Pieroni Emma Ricciardi Rachele Tommasi Docente tutor: Odille Bertoncini, Simonetta Morelli Dirigente scolastica: Fabrizia Rimanti

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