La rivoluzione del «Rifiuto zero». La scuola e il rispetto dell’ambiente
Differenziare i rifiuti è un gesto quotidiano che si può imparare anche fra i banchi
Gli alunni della classe quinta D della scuola primaria del plesso di Cavallina dell’Istituto comprensivo di Barberino di Mugello hanno intrapreso un percorso di approfondimento sulla raccolta dei rifiuti nel loro territorio e si sono posti la domanda: «Perché è difficile differenziare?». Vogliamo parlarvi di questo problema che ancora oggi risulta non solo essere una questione di educazione civica ma anche di sanzioni amministrative per chi non rispetta le regole.
La raccolta differenziata, un tempo percepita come un fastidioso rito domestico fatto di sacchetti colorati e calendari da frigo, si è trasformata nella sfida economica e tecnologica più importante del decennio. Se dieci anni fa l’obiettivo era «togliere i rifiuti dalla strada», oggi la missione è radicalmente diversa: trasformare lo scarto in valore. I dati dell’ultimo rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani delineano un’Italia a due velocità, ma in netta crescita. La media nazionale di raccolta differenziata ha ormai superato la soglia critica del 65% con punte di eccellenza che sfiorano l’85% in molti comuni del Nord e del Centro.
Ma cosa succede dopo il «clic» del coperchio? Il vero miracolo avviene negli impianti di recupero.
La plastica diventa fibra tessile per l’abbigliamento sportivo, l’alluminio rinasce all’infinito sotto forma di nuove lattine e componenti meccaniche e l’umido organico la frazione più pesante e complessa si trasforma in biometano per alimentare i bus cittadini e in componenti per l’agricoltura rigenerativa. Il problema principale oggi non è quanto differenziamo, ma come lo facciamo. Gli esperti lo chiamano «wishcycling»: l’errore in buona fede di chi getta nello scatolame tutto ciò che sembra riciclabile ma non lo è. Questi errori costano cari: una partita di carta contaminata da residui di cibo o materiali non conformi può compromettere l’intero carico di un camion, finendo inevitabilmente in discarica o all’inceneritore. La nuova frontiera è la Tariffa Puntuale: il principio del «chi inquina paga, chi ricicla risparmia».
Grazie a mastelli dotati di microchip e sacchetti tracciabili, i cittadini pagano la Tari in base all’effettiva produzione di rifiuto indifferenziato. E’ la spinta verso una consapevolezza totale: ridurre gli imballaggi alla fonte è meglio che doverli smaltire. Quindi la differenziata non è il traguardo, ma la partenza per un mondo più pulito. A Barberino il problema è stato risolto con l’apertura del nuovo Ecocentro di Alia Servizi Ambientali il 6 dicembre 2022, aperto 6 giorni su 7 dando la possibilità ai cittadini di differenziare anche rifiuti ingombranti.
Avete mai pensato che un barattolo di pelati possa diventare una bicicletta? O che una vecchia bottiglia di plastica possa trasformarsi in una caldissima felpa di pile? Non è magia, ma il risultato di un lavoro di squadra che parte proprio dalle nostre case e dalle nostre scuole: la raccolta differenziata. In classe quinta abbiamo imparato che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Ogni volta che separiamo la carta dalla plastica, stiamo salvando un pezzetto di foresta o risparmiando gocce preziose di petrolio. I dati ci dicono che noi ragazzi siamo i veri «campioni» del riciclo: siamo spesso noi a ricordare ai grandi – che purtroppo talvolta non dimostrano grande sensibilità – in quale secchio gettare il cartone della pizza o il vasetto dello yogurt. Ma, attenzione, riciclare è importante, ma ridurre è ancora meglio. Secondo noi è importante usare la strategia delle tre «R». Ridurre: comprare meno cose con troppi imballaggi. Riusare: dare una seconda vita agli oggetti (come un barattolo che diventa un portapenne) Riciclare: l’ultima fase, per trasformare ciò che non serve più in materia nuova.
Quindi il futuro è nelle nostre mani. Ricordiamolo sempre: fare la raccolta differenziata non è un compito noioso, ma un atto di amore verso il pianeta. Il viaggio verso un mondo «Rifiuto zero» è appena iniziato e noi ragazzi di quinta siamo i piloti principali di questa bellissima astronave chiamata Terra.
La classe quinta D dell’Istituto Comprensivo di Barberino di Mugello Scuola Primaria «Lorenzo il Magnifico» del plesso di Cavallina: Bardazzi Carla, Bellentani Matilde, Brunetti Dante, Cacciafani Alice, Cangioli Carolina, Cioffi Gioele, De Domenico Niccolò, Essam Zakariae, Fusi Anna, Gamberi Matteo, GJoni Jueld, Guidetti Giulio, Landa Amra, Manetti Aurora, Mistretta Andrea, Napoli Francesco, Romiti Ginevra, Serrao Cassandra, Tescione Giorgia, Valenti Greta, Zinbi Douae.
La Dirigente scolastica: professoressa Silvia Ravaioli. Docente tutor: Gabriella Ianniello.