ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Primaria Gianni Rodari di Monteroni D'Arbia (SI) - 4A, 4B, 4C, 4D

Un viaggio nell’arte è nella storia dell’uomo. Interpretarla è conoscere ed emozionarsi

L’arte racconta il mondo, esprime le emozioni dell’uomo, denuncia i problemi della società

L’arte serve a descrivere, spiegare, comunicare, esprimere emozioni. Può rappresentare il bene e il male e può intrattenere la gente.

L’arte è saper raccontare senza scrivere. Per capirla non si deve conoscere una lingua o saper leggere e scrivere con le lettere dell’alfabeto.

L’arte nasce nella Preistoria, nel Paleolitico, quando l’uomo raccontava, attraverso le pitture rupestri e i graffiti, le battute di caccia che voleva realizzare. Quei segni sulle pareti delle caverne erano anche un rito magico per farsi amica la sorte e avere una caccia fruttuosa.

A volte l’uomo imprimeva l’impronta della propria mano, come nella Grotta delle Mani, per indicarci un rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta. L’arte ha sempre accompagnato la vita dell’uomo, come testimonianza del suo passaggio nel Mondo.

Presso gli Egizi le pitture raccontavano la vita quotidiana e i riti religiosi. Raffiguravano dèi e uomini grandi o piccoli a seconda della loro importanza nella società. Spesso la pittura era accompagnata dalla scrittura geroglifica, un modo di comunicare attraverso i pittogrammi.

Nel Medioevo la pittura raccontava le storie della Bibbia nelle chiese. Poiché la maggior parte delle persone non sapeva leggere e scrivere, gli affreschi diventavano un modo per insegnare e narrare.

A Siena, nel Palazzo Pubblico, gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti mostrano, anche oggi, quanto l’arte fosse importante per la società del 1400. Nella Sala della Pace l’artista ricorda ai cittadini che con un Buon Governo la vita può essere serena e pacifica, mentre con un Cattivo Governo può diventare piena di paura e distruzione.

Nel Novecento l’arte spesso denuncia problemi sociali come guerra, violenza, razzismo o esalta valori importanti come uguaglianza tra gli uomini, speranza in un futuro migliore, lo vediamo nelle opere: Guernica di Picasso, Tutto mondo di Keith Haring, di Banksy Girl with Balloon accompagnata dalla scritta “There is always hope”.

Gli artisti cercano di attirare la nostra attenzione attraverso le proprie opere esposte nei musei, nei palazzi o realizzate sui muri delle città.

Molti artisti attraverso la pittura cercano di legare note musicali e colori. Matisse, nella Danza, e Kandinskij, nelle sue Composizioni, hanno fatto dialogare pittura e musica.

L’arte non è solo pittura o scultura: è anche musica e poesia. Attraverso colori, segni e simboli gli artisti trasmettono emozioni, sensazioni e sentimenti e ci aiutano a riflettere sulla nostra storia passata e sul nostro presente.

 

Ad un certo punto ci siamo posti una domanda. Oltre a guardare un’opera d’arte, osservarla, analizzarla, possiamo ascoltare qualcosa che trasmetta un messaggio, che ci aiuti a capire il mondo e la società? La risposta è si! La musica! La musica è un modo per comunicare. Serve a raccontare le proprie esperienze, esprimere le opinioni, spronandoci a fare del nostro meglio per un mondo migliore. Riuscire a capire il meccanismo che lega il linguaggio musicale, fatto di note, pentagramma e pause è difficile, ma farsi ispirare dalla musica è facilissimo. Lasciarsi andare in un flusso di parole, rime, strofe ci porta a “reppare” su una base ritmica.

Ed è cosi che nasce il Rap, genere musicale usato come strumento di riscatto. La cultura Hip-Hop e in questo caso il Rap, nasce a New York negli anni Settanta, proprio come un megafono portavoce della voglia di rivalsa e di denuncia delle condizioni difficili delle minoranze etniche. Anche in Italia abbiamo dei grandi esponenti di questo genere musicale: Jovanotti, J-AX, Fedez, Clementino, Ghali e molti altri stanno nascendo. Ascoltando varie canzoni ed analizzando diversi testi, abbiamo constatato che brani scritti anche alcuni anni fa sono tutt’ora attuali. Questo significa che ancora dobbiamo impegnarci di più per garantire a tutti quanti una vita giusta, dove ognuno possa realizzarsi e dare sempre il massimo. Ed è proprio Ghali, che nel brano “Casa Mia”, attraverso un dialogo con un alieno e osservando la terra dall’alto, evidenzia l’assurdità dei conflitti e la bellezza del mondo.

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