I bambini vittime delle guerre. Conseguenze dirette e indirette
Con le nuove tecnologie traumi reali anche per chi non vive i conflitti in prima persona
Nel mondo ci sono molti conflitti e chi ci rimette sono i bambini.
Questi bambini soffrono molto perché nella maggior parte dei casi nascono durante un conflitto.
Altri bambini invece vengono sfruttati per i lavori forzati, è un diritto universale il rispetto sui bambini. Molti bambini non hanno cibo nè acqua, cioè le sostanze nutritive necessarie alla vita. Molti di questi stanno vivendo una vita molto dura, ma soprattutto sono in difficoltà perché non hanno le scuole, ciò significa che non sanno parlare.
Durante una guerra ci sono molte conseguenze negative: morte di molte famiglie, danni collaterali e fisici, distruzione dell’ecosistema, distruzione di molte città, mancanza di cibo e molte altre sostanze nutritive, mancanza di cure mediche. Mentre nel passato l’esperienza del trauma ricadeva esclusivamente sul diretto interessato, con l’avvento delle nuove tecnologie comunicative, si ripercuote anche su chi non ne è interessato in prima persona e assiste passivamente dalla sua sicura dimora. È rilevante l’impatto che immagini e notizie di violenza possono avere su individui così fragili e vulnerabili, che non hanno abilità ed esperienza utili a gestire informazioni difficili. I bambini hanno difficoltà a verbalizzare le loro emozioni, esprimendole in genere attraverso irrequietezza, agitazione, scoppi di rabbia, paura del buio, problemi di sonno, incubi e paura dell’abbandono. Possono anche riferire sintomi fisici come mal di testa o disturbi gastrointestinali.
Le diffuse interruzioni dell’istruzione hanno lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola in tutta la regione, mentre centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti incessanti. Le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza dei bambini, sono state attaccate, danneggiate o distrutte dalle parti in conflitto.
Nulla giustifica l’uccisione e la mutilazione dei bambini, né la distruzione e l’interruzione dei servizi essenziali da cui dipendono. Molti bambini nel mondo non hanno soldi, per questo motivo delle associazioni portano il cibo in beneficenza alle persone senza casa, molti ospedali ancora intatti curano i malati. L’associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra entra quotidianamente nelle scuole di tutto il paese attraverso laboratori dedicati alle classi delle medie e superiori. Il loro scopo è portare agli studenti la testimonianza delle vittime civili di guerra.
‘Azione Contro la Fame’ è un’associazione che aiuta le persone in difficoltà e malnutrite. Ogni anno raccoglie fondi per produrre un tipo di cibo che contiene burro di arachidi e biscotti, dall’alto valore nutritivo arricchito con proteine e sostanze energetiche, creando il PlumpyNut, che costa solo 30 centesimi a bustina. Prima di decidere di sottoporre un bambino alla cura si misura la sua malnutrizione con il Muac, oggetto da mettere intorno al braccio dei bambini minori di 5 anni. ’Azione Controla Fame’ opera in 57 paesi nel mondo, fornendo supporto nutrizionale e accesso all’acqua potabile. Oltre 828 milioni di uomini, donne e bambini soffrono di malnutrizione a causa della guerra. Azione Contro la Fame raccoglie fondi non solo con donazioni, ma organizzando ogni anno la Corsa contro la Fame con la partecipazione di molte scuole: in questa gara i ragazzi scelgono degli sponsor che dovranno promettere una somma per ogni giro di campo effettuato da un ragazzo. Lo sponsor darà quindi i soldi al ragazzo che li consegnerà alla scuola e in seguito arriveranno all’associazione che li userà per pagare il cibo terapeutico. Anche la nostra scuola parteciperà alla gara e speriamo di riuscire a dare un grande contributo cercando di superare il record di 113mila euro del 2025. Noi alunni della ’Salvo d’Acquisto’ di Follo ci impegneremo per salvare la vita ai bambini e ringraziamo l’associazione per averci dato la possibilità di partecipare a questa esperienza.
Ecco i nomi degli alunni della redazione in classe dell’istituto di istruzione secondaria di primo grado Salvo D’Acquisto di Follo, che ha lavorato a questa pagina.
Classe 1ª E: Azzurra Barli, Riccardo Benevieri, Pietro Bruschi, Emma Carli, Matteo De Pascali, Alessia Fistetto, Ginevra Gambirasio, Francesco Vincenzo Gentile, Yassamine En Naji, Eleonora Macchi, Pietro Edward Ricciardi, Giulia Ricco, Zoe Righetti, Giulia Rossi, Emma Serafini, Nicola Steffanini, Francesco Vicinanza.
Docente tutor: Paola Pastene; dirigente scolastico: Marcello Lupo.