Noi, autori di racconti gialli. La scrittura fuori dagli schemi
Combinazioni casuali, capolavori reali: straordinaria esperienza che ha coinvolto gli studenti
Gli studenti della classe 2A della Scuola Secondaria di I grado dell’Omnicomprensivo di Giano dell’Umbria hanno svolto un’attività eccezionale! Si sono recati nella loro splendida Aula Magna, al piano superiore della scuola. L’insegnante li ha suddivisi in sei gruppi da tre persone, ognuna delle quali si è seduta attorno a banchi appositamente pensati per la collaborazione e ha iniziato una straordinaria esperienza assieme ai propri pari: scrivere un racconto giallo guidato. Il capogruppo ha scelto sette flashcards da sette mazzi di carte di colore diverso. In ogni mazzo vi era una carta con indicazioni inerenti a: una vittima, un colpevole, un reato, un’arma del delitto, una prova, un luogo, un momento diverso della giornata. Insieme hanno ragionato sulla trama del racconto e seguito indicazioni precise: partire dalla conclusione, creare suspense, inserire più sospettati e descriverne i dettagli, rivelare il loro movente, terminare il racconto con un colpo di scena.
La prova più difficile per i ragazzi è stata quella di sperimentare la scrittura di un racconto di questo genere dovendo mettere insieme in maniera coerente, attraverso la propria immaginazione, le combinazioni più assurde: ad un gruppo è capitato di avere come criminale una vecchietta, ad un altro come arma del delitto un candelabro in una banca! Nonostante le iniziali innegabili difficoltà, insieme gli studenti hanno tirato fuori idee per scrivere il loro giallo, alimentando al tempo stesso curiosità e svago. Soddisfatti, hanno poi letto ad alta voce i loro elaborati.
Questo tipo di iniziative è supportata nella scuola di Giano dell’Umbria, in quanto si pensa che i ragazzi possano imparare a mettere in pratica quanto affrontato in classe anche divertendosi, esponendo il loro punto di vista, riflettendo insieme sugli argomenti di volta in volta presentati a lezione. Collaborare, inoltre, li aiuta a conoscere i punti di forza dell’altro e a sentirsi una squadra, ma soprattutto a vivere serenamente la scuola.
A conferma di ciò, una studentessa commenta così questa esperienza: “Con questa attività abbiamo capito che non bisogna soltanto studiare sui banchi attraverso libri incolore e malinconici, ma che possiamo imparare con pensieri diversi e fuori dagli schemi.
Noi ragazzi abbiamo bisogno di essere vivaci, pieni di gioia e di amore, ma per esserlo dobbiamo trovare il colore in ogni momento della vita, anche nella scuola.
Intervista agli studenti. Cosa pensate delle attività innovative? Gli studenti della 1B: «Sono ideali per imparare divertendosi».
Credete siano utili? Gli studenti della 2B: «Si apprende di più con questo tipo di esercizi, perché si avvicinano a noi ragazzi e alla nostra vita. Queste attività stimolano la creatività e fanno uscire fuori più impegno». Gli studenti della 3A: «Le attività innovative sviluppano anche il cervello, uniscono le idee di tutti e sono utili ad includere e ad imparare. Noi ragazzi vogliamo metterci in gioco con esercizi e metodi diversi».
Intervista ai professori. Si ritiene più tradizionalista o innovativo? Il professor Trevisi, la professoressa Perone e il professor Bracci si dichiarano tradizionalisti, la professoressa Norgini e la professoressa Scotoni innovative. Per la professoressa Bellucci dipende dalla classe.
Una nostra compagna ha affermato che noi ragazzi dobbiamo trovare il colore nella nostra quotidianità, specialmente a scuola: cosa ne pensa? Trevisi: «Giusto. Senza il colore non ha senso studiare». Perone: «Credo che la scuola debba essere un luogo di continua crescita, altrimenti si traduce in un mero susseguirsi di verifiche».
Norgini: «Lo scopo di noi insegnanti è proprio questo: trasmettere l’entusiasmo per la nostra materia, sollecitare lo sviluppo del pensiero critico e della abilità di gestire le emozioni anche in situazioni impreviste, permettendo agli studenti di superare sé stessi».
I giornalisti della classe IIA: Armandi Adilaj, Angelo Allegretti, Valmir Aziri, Matilde Barboni, Margherita Bruni, Giada Di Benedetto, Djemaili Biljal, Sharon Falcinelli, Cherine Gharrad, Viola Malossi, Arljinda Mustafovska, Michele Passeri, Erika Piccionne, Michele Placidi, Giulia Elena Preda, Admir Sadiki, Sasha Tordoni, Oxana Trifuglia, Akram Zaazaa. I docenti tutor che hanno coordinato i ragazzi nel loro lavoro d’inchiesta: professoressa Alessandra Norgini e Marika Marolda.
Dirigente scolastico: Maurizio Madonia Ferraro.