ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Carducci di Carrara (MS) - 3G

I muri che parlano e insegnano. «Non abbandonate la città»

Negli ultimi anni, grazie alla Street Art Carrara, sembra sempre più un museo a cielo aperto Viaggio nella bellezza e nella contemporaneità con gli alunni della scuola media Carducci

Soltanto una settimana fa Carrara è stata nominata Capitale toscana dell’arte contemporanea e questa notizia ci ha fatto interrogare su quanta arte ci sia nella nostra città. Non stiamo parlando del nostro marmo bianco, famoso in tutto il mondo, né dei musei cittadini, dell’Accademia di belle arti o, ancora, delle importanti iniziative realizzate, ma di quanta arte contemporanea può incontrare chi passeggia per il centro storico. Il nostro pensiero è andato subito alla cosiddetta Street Art, che negli ultimi anni sembra aver fatto rifiorire le mura cittadine: un’opera di rigenerazione urbana che si realizza non solo con il sostegno degli enti, ma spesso anche in forme spontanee e persino clandestine, com’è nella natura di questa arte.

Quanti sono i murales che possiamo ammirare in città? Tutto sembra partire nel 2013, in Piazza delle Erbe, con il murale per le donne della rivolta del 7 luglio 1944, con la partigiana Francesca Rolla, realizzato dagli Orticanoodles di Milano, tra i cui fondatori c’è Walter Contipelli, nato e cresciuto a Carrara. A partire dal 2018 “Adotta un vicolo” ha avviato un’operazione di Street Art collettiva in Via San Piero, che giaceva in stato di abbandono e rinato oggi grazie a più di trenta murales. Tra gli artisti: Rosmunda, Exit Enter, Marco Fine, Zeta, Pescepiromane, Miles, Natalia Caprili e i collettivi A m’l rum dame e Qwerty. Anche lungo gli argini del Carrione si trovano alcuni murales: uno venne realizzato nottetempo da Alem Teklu sulla spallina, dedicato a tre ragazzi morti poco prima, destando una grande commozione. Nell’ottobre 2022 sulla Scalinata dei Buttinetti è stato realizzato “Impollinèmesi” «primo ecomurales multimediale d’Italia» dipinto da Zed1 (Marco Burresi), con interventi di un soundesigner e una scultrice.

Il murale tratta l’importanza delle api nell’ecosistema e la pittura ecologica ha trasformato i 150 mq di parete in un purificatore d’aria, neutralizzando lo smog di 31,5 automobili al giorno. L’ultimo è il “Muro delle rose” (2024), in Via del Cavatore, dove artisti da tutto il mondo hanno attaccato ben 530 rose di varie forme e colori. Sembrano lontani i tempi in cui la Street Art era vista con sospetto e accusata di vandalismo: oggi è diffusa la convinzione che possa trasformare il paesaggio urbano in un museo a cielo aperto. In Piazza delle Erbe campeggia la scritta: «Non abbandonare la città», noi l’abbiamo interpretata non solo in riferimento al fatto storico, ma ci sembra essere anche un monito per l’oggi: non abbandonare la nostra città e prendercene cura per renderla ancora più bella e accogliente.

 

La Street Art arriva anche nei paesi a monte e nelle cave di marmo.

Nel 2017 sono stati realizzati due murales nelle cave che omaggiano Michelangelo: lo street artist brasiliano, Kobra, ha realizzato una rivisitazione del David nella Cava di Gioia, mentre nella Galleria Ravaccione, a Fantiscritti, l’artista Ozmo ha realizzato la raffigurazione della Genesi della Cappella Sistina. Vicino alle cave di Miseglia è apparso un murale del collettivo romano Qwerty, che spesso fa apparire alcuni dei suoi omini longilinei, al pari di Exit Enter, i cui famosi cuori e palloncini compaiono in alcuni angoli della città.

Il murale di Piazza delle Erbe sembra aver ispirato il paese di Bergiola, la cui Pro Loco ha promosso diversi murales, a partire dal 2024, ispirati alla memoria storica, in una prospettiva di Public History.

L’idea centrale è quella di rielaborare il dolore della strage nazifascista del 16 settembre 1944 attraverso il racconto di storie di resistenza, solidarietà, vita quotidiana e ricostruzione dopo la distruzione.

Ad oggi sono ben sei i murales realizzati, in una chiave tutta al femminile: il collettivo A m’l rum da me (Carolina Barbieri, Martina Ceccarelli e Carlotta Moretti), Rosmunda, Maria Ginzburg, Fiammetta Ghiazza, Chiara Franchi, Enrica Pizzicori. Il rapporto tra Street Art e memoria storica è al centro di un nuovo progetto che abbiamo scoperto proprio mentre lavoravamo all’articolo. Si vuole realizzare in via Groppini un’opera dedicata al bombardamento del 1944 e il lavoro degli artisti Nic e NemO’s, sarà coordinato da Marco Cirillo Pedri e Chiara di Biagio.

Ecco le iniziali dei nomi degli alunni e delle alunne della 3G della scuola media ’Carducci’ dell’I.C. “Carrara e paesi a monte”: M.B., E.B., F.B., Z.C., A.D’A., A.D., E.D., F.D., F.DR., J.E., M.F., I.G., L.G., M.L., N.M., F.M., N.N., C.P., G.V.. Questa indagine sulla street art in città nasce da una riflessione sugli effetti dello spopolamento che sta colpendo il centro storico e i paesi a monte, proprio nel momento in cui Carrara viene nominata Capitale toscana dell’arte contemporanea. Tra l’altro in questi giorni durante il laboratorio d’arte un gruppo di alunni della nostra scuola sta realizzando un murale per un’aula multifunzionale, con l’obiettivo di creare un ambiente rilassante e positivo.

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