Scuola e Carabinieri al lavoro. Insieme per lo stesso obiettivo
Un incontro dell’Arma con gli studenti di San Quirico d’Orcia sul bullismo e il cyberbullismo
Qualche giorno fa il Maggiore Giuseppe Rotella, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Montalcino, ha tenuto una lezione ai ragazzi della secondaria di I grado di San Quirico.
Era accompagnato dal Maresciallo Capo Francesco Cianetti, Comandante della Stazione di San Quirico d’Orcia. Il tema dell’incontro era il bullismo. Il Maggiore ci ha fatto riflettere sulla differenza fra bullismo e scherzo, e sul diverso peso che può avere una battuta per chi la dice e per chi la subisce.
«Le parole possono ferire più di un coltello», ha ripetuto più volte. Ha spiegato qual è secondo lui il limite: se tutti ridono sinceramente è scherzo, se ridono solo alcuni diventa bullismo e mancanza di rispetto.
Il che ha delle conseguenze: il ricordo di violenze subite da ragazzi, anche solo verbali, rimane ben impresso per tutta la vita. Per non parlare di casi estremi in cui uno scherzo pesante può sfociare in tragedia. Purtroppo si tratta di un fenomeno in crescita, e una grossa parte di responsabilità ce l’hanno i social: insultare da dietro uno schermo è più semplice che farlo dal vivo e spesso si sottovalutano le conseguenze di quello che si scrive. In ogni caso gli atti di bullismo e cyberbullismo sono veri e propri reati, punibili per legge. Il Maggiore ha precisato che se le forze dell’ordine vengono a conoscenza di atti di bullismo, come per qualsiasi altro reato hanno l’obbligo di intervenire. La Polizia Postale può vigilare su chat e social, a tutela di eventuali vittime di violenza digitale. Anche i ragazzi e le ragazze sotto i 18 anni possono essere perseguiti dalla Procura dei minori. Se si subiscono atti di bullismo non bisogna assolutamente tenersi tutto dentro o vergognarsi di raccontare, anzi è importante riferirlo a un adulto di cui ci si fida, un genitore, un insegnante o lo psicologo dell’istituto. Ci si può anche rivolgere con fiducia alla locale stazione Carabinieri oppure, in caso di emergenza, al 112. Lo stesso comportamento deve essere adottato se si viene a conoscenza di atti di bullismo, fisico o cyber, o se ne è testimoni: anche in questi casi è molto importante portare alla luce la situazione per evitare che si aggravi. Esistono numerosi enti che vittime e testimoni possono contattare per chiedere aiuto, come il Telefono Azzurro, il Centro Nazionale Contro il Bullismo, l’Associazione Contro il Bullismo Scolastico. In conclusione: rispettare se stessi e gli altri, non rimanere passivi, avere il coraggio di raccontare, essere consapevoli delle conseguenze.
Nel giugno 2025 l’ISTAT ha pubblicato i risultati della nuova indagine «Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri», dove il fenomeno del bullismo risulta in forte crescita. Non si parla più di episodi isolati: il 68,5% dei giovani tra gli 11 e i 19 anni dichiara di aver subito offese o violenze. In pratica, quasi sette studenti su dieci hanno vissuto sulla propria pelle il bullismo. I numeri mostrano un fenomeno che emerge in maniera impressionante: il 21% subisce bullismo mensilmente e l’8% deve affrontarlo ogni settimana. I più esposti sono i giovanissimi (11-13 anni) e chi vive nelle regioni del Nord-Est.
Esiste poi una differenza di genere: se i maschi sono più colpiti da offese verbali (16%), per le femmine il bullismo passa spesso per l’esclusione sociale, un’arma silenziosa ma devastante. Inoltre, con il 90% dei ragazzi online per oltre due ore al giorno, il cyberbullismo è diventato una minaccia costante: il 34% degli adolescenti è stato vittima di insulti via chat o esclusioni dai gruppi WhatsApp. Lo scenario quindi è sempre più complicato perché esistono contesti in cui la paura di segnalare gli episodi è estremamente alta. Ma le scuole stanno reagendo: il 96,7% degli istituti ha attivato percorsi di educazione alle relazioni e i risultati si vedono, con miglioramenti nei comportamenti del 70% degli studenti.
Inoltre, dal prossimo anno, cambiano le regole: gli studenti sospesi saranno obbligati a partecipare ad attività socialmente utili. È il momento di capire che il rispetto non è un optional, ma la base del nostro stare insieme.
Classe IA: Bartolommei Pietro, Bisdomini Aurora, Bruno Matteo, Capitoni Lorenzo, Maria, Cercizi Angelo, Chechi Tiberio, Cipollone Gabriele, Eamroaud Adele, ForteTtibet, Martini Mattia, Papini Sole, Pitzeri Jacopo, Serbescu Aidamihaela, Suke Elmen, Turchi Laura, Vasconi Rachele, Vona Tommaso, Xhafa Samuel. Classe IIA: Crociani Mattia, Ferretti Altea, Gambino Giorgia, Palmi Petra, Puccini Vittorio, Recchia Linda, Rossi Giovanni, Rossi Milo, Scaccini Tommaso, Serino Diego, Serino Lorenzo, Tiberi Diego, Vagnoli Luna, Voyat Gabriel.
Docenti tutor: Marco Del Bigo, Lucia Bartalucci Dirigente Scolastica: Silvia Tegli