Uno sguardo tra stelle e pianeti. Scopriamo i segreti dell’universo
Dal telescopio al planetario: l’osservazione astronomica per conoscere le bellezze del cielo
Il buio e un silenzio carico d’attesa. Poi la cupola sopra le nostre teste si illumina, a poco a poco compaiono pianeti e galassie: «Questa è una riproduzione del cielo invernale di gennaio», spiega l’astrofilo che ci accompagna in questo viaggio alla scoperta del cielo. Ci troviamo al Planetario di Foligno, dedicato alla memoria del professore Paolo Maffei, figura di spicco dell’astronomia nazionale dello scorso secolo. La sfera al centro della stanza continua a brillare: ecco sorgere Mercurio, la Luna, Venere, il Sole.
Gli astri si muovono sulle note da brividi di “Skyfall” (brano di Adele del 2012), intanto vengono chiarite alcune curiosità: ad esempio la stella polare, che indica il nord, cambierà tra qualche migliaio di anni. Oppure le costellazioni della fascia zodiacale sono in realtà tredici (qualcuno di noi scopre di essere del segno del Serpentario). O ancora che il termine galassia, deriva dal greco e significa “fatto di latte”.
«Infatti, secondo il mito, la via Lattea nacque a causa di Ercole, che succhiò il latte con troppa forza dal seno della madre Giunone, facendolo schizzare e creando la strada brillante che vediamo», prosegue Arnaldo Duranti, la nostra guida dell’associazione Antares.
Quindi ci mostra un modellino della Terra, illustrando l’asse di rotazione e gli emisferi, che devono il loro nome a dei venti (austro e bora). Vengono proiettate delle foto delle nebulose, infine parte la riproduzione dell’esplosione di una supernova. La mattinata è suggestiva e coinvolgente, ricca di spunti. Conoscevamo già alcune informazioni, perché la visita al Laboratorio di Scienze Sperimentali è stata il secondo appuntamento con l’astronomia. In precedenza, una sera d’autunno, siamo stati al campo sportivo sopra alla nostra scuola in compagnia degli insegnanti e di un astrofilo che ci ha guidati all’osservazione con il telescopio.
La prima cosa che abbiamo visto? La nebulosa di Andromeda: era co-me una nuvoletta distante con tanti puntini bianchi.
Ma vederla così bene è già tanto: pensate che questa galassia è lontana dal nostro pianeta circa due milioni e mezzo di anni luce, una distanza incredibile. L’astrofilo, dopo aver puntato il telescopio su Saturno, ci ha fatto osservare gli anelli luminosi del sesto pianeta del Sistema Solare. Anche qui non sono mancate le sorprese: Saturno ha oltre duecento lune, un vero record! Insomma, le due esperienze sono state costruttive e coinvolgenti e, divertendoci, abbiamo imparato qualche piccolo segreto dell’astronomia.
Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, oltre dieci milioni di italiani soffrono di insonnia. Tuttavia non si tratta di una patologia contemporanea: già nel Seicento un Papa ne era afflitto. Stiamo parlando di Alessandro VII: i documenti dell’epoca ne descrivono il tormento, il continuo rigirarsi nel letto a causa del ticchettio degli orologi.
Fortunatamente si erano da poco trasferiti a Roma tre abili artigiani della Valnerina. I fratelli Campani (Matteo, Pier Tommaso e Giuseppe), originari di Castel San Felice, erano conosciuti per una lunga serie di invenzioni nel campo dell’astronomia. Le lenti dei telescopi erano il fiore all’occhiello della famiglia, ma per soddisfare Alessandro VII riuscirono a superarsi: svilupparono degli ingranaggi silenziosi con l’obiettivo di creare il primo orologio notturno.
Da allora il Papa dormì sonni tranquilli e i tre fratelli acquisirono grande notorietà. Basti pensare che molte invenzioni sono oggi custodite al Museo Galileo di Firenze. Un altro nostro concittadino salito agli onori della cronaca seicentesca è lo scienziato Domenico Martinelli: nato a Vallo di Nera, si trasferì presto a Venezia dove si dedicò agli studi sulle maree e scrisse una delle prime guide turistiche della città (Il Ritratto di Venezia). A ben guardare, queste storie sono davvero attuali: ciò che conta per realizzare i propri sogni, oggi come ieri, è la passione e la capacità di credere in sé stessi.
Questa pagina è stata realizzata dagli studenti della classe III A della scuola secondaria di primo grado di Vallo di Nera (Istituto omnicomprensivo “G. Pontano”, Cerreto di Spoleto). Studenti cronisti: Ginevra Bentivoglio, Chiara Di Leonardo Borgianini, Manuel Massari, Luna Orsini, Safiria Pallucchi, Greta Tessitore, Erika Saveri.
Docente tutor, che ha coordinato il lavoro degli alunni: Federico Frigeri.
Dirigente scolastico: Giovanna Ridente.