Banchi fissi? No grazie. Scuola ferma, ci muoviamo noi
Mente, mano e cuore: rivoluzione della “Generazione DADA“. Il Manifesto del modello educativo
Scuola media, ore 8:00, suono della campanella. Inizia la sfida a chi resta più immobile. Vi sedete, aprite lo zaino e, premuto il tasto pausa, fissate il vuoto convincendo i muscoli che essere una statua sia il compito più importante della giornata; ma il corpo urla per un po’ di ossigeno. Guardate l’orologio: le lancette, incollate al quadrante, hanno la lentezza di una lumaca stanca. Un’ora diventa un’eternità fatta di schiene curve e sguardi spenti. È la scuola del “tutti fermi“; se il mondo fuori corre alla velocità della fibra ottica, dentro l’aula il tempo va alla lentezza di un bradipo in coda al supermercato. Ma ora immaginate un film completamente diverso. Ore 8:55, suono della campanella. Il silenzio esplode in un coro di voci e passi decisi; vi muovete come un’onda e liberate la mente per quei pochi minuti di svago, ricariche per il cervello. Niente zombie che trascinano zaini verso l’uscita come macigni, ma studenti che migrano verso la prossima avventura. Non aspetti che la geografia bussi alla tua porta o che la cellula si spieghi da sola su un libro: sei tu che corri a scovarle in aule che profumano di mappe, esperimenti e scoperte. A noi questo modello di scuola piace. Lo abbiamo scoperto grazie ai nostri insegnanti, leggendo con loro il Manifesto delle Scuole DADA, diventato la nostra bussola: dieci principi che trasformano la scuola in un organismo vivo dove l’aula non è una cella ma un ambiente di apprendimento tematico. Spostarsi non è un trasloco, ma un “reset“ per il cervello. «Se la scuola resta ferma, ci muoviamo noi».
È il ruggito della Generazione DADA, che ha capito una cosa fondamentale: muovere i piedi fa scorrere i pensieri lontano e, incredibile ma vero, ci si può sentire felici anche a scuola. Ma cos’è esattamente il DADA? L’acronimo sta per Didattiche per Ambienti di Apprendimento ed è un modello educativo ideato dal Dirigente scolastico Ottavio Fattorini. Non è un semplice metodo, ma una visione che ribalta le regole del gioco. Le aule diventano luoghi dalle mille facce, pezzi di mondo dove sperimentare ed emozionarsi con mente, mano e cuore. Il vero cambiamento non lo danno ore in più, tablet o vernice fresca sui muri. La rivoluzione sta nel trasformare la scuola in un luogo di apprendimento gioioso perché la gioia di fare è il modo più facile per imparare. E voi, siete pronti a questo cambiamento? Noi della Dante Alighieri di San Sisto sì e abbiamo già iniziato a camminare.
(Ps: il seguente lavoro è stato coordinato dalle insegnati tutor Annalisa Materazzi e Valentina Angelini. Dirigente scolastico: Federico Ferri).
Come nasce il modello DADA? «Dalla preoccupazione di sentire i “silenzi“ delle classi e chiedermi se a ogni processo di insegnamento corrispondesse un apprendimento. Tenere fermi i ragazzi per sei ore è un crimine contro la loro biologia. Ho cercato un modo per non sprecare il loro tempo e talento».
Cosa serve per cambiare la scuola? «Non servono soldi o armadietti. Il DADA è un dispositivo organizzativo che ha effetti sulla didattica e che offre le condizioni affinché i docenti possano cambiare il loro modo di fare scuola.
La chiave è nel loro atteggiamento».
Qual è lo scopo del DADA? «Si sintetizza con uno slogan: passare dalla scuola del tu devi a quella del noi vogliamo. Noi creiamo contesti e ambienti di apprendimento affinché lo studente possa imparare senza accorgersene. Il DADA realizza attività ludiformi, che tengono gli studenti dentro un flusso di attenzione che sostengono perché lo vogliono, non perché devono».
Quale massima muove il DADA? «Il mio spazio didattico è il mondo, che sia una cucina o un’aula. Il mio tempo didattico e le discipline sono l’oggetto di studio».
Quale l’obiettivo finale? «Innalzare la GIL, la Gioia Interna Lorda. Se si acquisisce la gioia di apprendere, si imparerà per tutta la vita. Se i ragazzi ricorderanno la scuola con curiosità e divertimento, il DADA avrà vinto».
Classe IIIC: Francesco Alunno, Paolo Arduini, Caterina Bonanni, Tommaso Bordellini, David D’Arpa, Anna Epifano, Swami Ficola, Giorgia Fiorucci, Francesco Giacanelli, Aurora Lilian Gianangeli, Llanaj Flavio, Giordano Mancini, Greta Menchicchi, Davide Mirabassi, Johannes Damian Osorio Onofre, Margherita Pasquini, Adele Schippa, Sofia Sportoletti, Eleonora Tani, Giorgia Urilli, Emma Valentini. IIID: Christian C. Agusi, Douaa Assal, Milena Bivol, Sofia Della Rovere, Kerim Elbatrik, Costanza Fezzuoglio, Margherita Fiorucci, Leonardo Frustaci, Giulia Galli, Oussama Hakkouk, Elisa Manzi, Anita Mariotti, Giulia Millucci, Nicolò Myftiu, Elena Paradisi, Gabriele Pasqualoni, Valentina Taffini, Aurora Ventanni, Zhimo Yu.