Se le bugie corrono online. Così si fermano le fake news
Sui social tante notizie veloci, ma non tutte sono vere e dobbiamo imparare a riconoscerle
Ogni giorno quando accendiamo il telefono o il computer, vediamo tantissime notizie, video e immagini. Basta un clic per condividere tutto con amici e parenti. Ma ci siamo mai chiesti se è sempre vero? Le fake news, cioè le notizie false, sono diventate un problema molto grande, ma non sono nate oggi: anche tanti anni fa esistevano le bugie e la propaganda. Intese come fenomeno virale di massa sono invece esplose tra il 2015 e il 2016, poi ulteriormente accelerate e diventate grazie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Con i social chiunque può scrivere qualcosa e farla leggere a migliaia di persone in pochi minuti. È bello perché tutti possono esprimere la propria opinione, ma è anche pericoloso se qualcuno inventa notizie. Le fake news spesso hanno titoli esagerati, con tante maiuscole o punti esclamativi. A volte usano immagini che non c’entrano niente oppure prendono fatti veri e li cambiano un po’. Di solito vogliono farci arrabbiare, spaventare o stupire: un’emozione forte ci porta a condividere senza controllare. Questo può creare problemi seri. Se una notizia falsa parla di salute, le persone possono fare scelte sbagliate. Se riguarda la politica, può far litigare le persone o far perdere fiducia nelle istituzioni. La democrazia funziona bene quando i cittadini sono informati nel modo giusto.
Se invece circolano troppe bugie, diventa difficile capire cosa è vero. Ma cosa possiamo fare noi? Anche se siamo ragazzi, possiamo essere cittadini responsabili. Prima di condividere una notizia dobbiamo fermarci un attimo e chiederci: chi l’ha scritta? È un sito conosciuto? Altri giornali ne parlano? Se il titolo sembra troppo incredibile, forse è meglio leggere tutto l’articolo. È importante controllare la fonte. Possiamo cercare la sezione «chi siamo» del sito e vedere se è affidabile. Possiamo anche verificare l’indirizzo internet, perché a volte i siti falsi copiano il nome di quelli famosi cambiando solo una lettera. Un’altra regola è leggere oltre il titolo. Molte volte il titolo è fatto apposta per attirare l’attenzione, ma il contenuto dice qualcosa di diverso. Inoltre, alcune notizie vecchie vengono condivise di nuovo come se fossero attuali, creando confusione. Se abbiamo un dubbio, possiamo chiedere a un adulto o a un insegnante. Non c’è niente di male a fare domande.
Anzi, è un modo per diventare più consapevoli. La lotta contro le fake news non è solo compito dei giornalisti o delle persone importanti. Riguarda tutti noi. Anche un piccolo gesto, come non condividere subito una notizia sospetta, può fare la differenza. Essere attenti online significa proteggere noi stessi e gli altri.
Quando apriamo un social, non vediamo le notizie a caso. Ci sono dei programmi speciali, chiamati algoritmi, che decidono cosa mostrarci per primo. Questi programmi osservano cosa ci piace, su cosa mettiamo «mi piace» e cosa condividiamo. Così scelgono contenuti simili ai nostri interessi. Questo può sembrare comodo, perché troviamo subito cose che ci piacciono. Però c’è anche un rischio: vedere sempre e solo idee uguali alle nostre. In questo modo possiamo dedurre che tutti la pensino come noi e diventare meno disponibili ad ascoltare opinioni diverse. Le fake news approfittano proprio di questo meccanismo. Se una persona crede già a qualcosa, sarà più facile che creda anche a una notizia falsa che conferma la sua idea. Alcuni gruppi organizzati creano apposta contenuti ingannevoli per farli girare velocemente. Negli ultimi anni, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, è diventato ancora più semplice creare immagini e testi falsi che sembrano veri. Perciò dobbiamo essere ancora più attenti a ciò che leggiamo e osservarlo con occhio critico.
Le regole sono semplici, ma importanti: controllare la fonte, cercare altre conferme, leggere tutto l’articolo e non fermarsi al titolo. E soprattutto, nel dubbio, non condividere. Capire come funzionano i social ci aiuta a non essere ingannati. Anche noi ragazzi possiamo imparare a usare internet in modo intelligente; così diventeremo cittadini digitali più consapevoli e pronti a difendere la verità.
Di seguito la redazione che si è occupata di scrivere gli articoli e realizzare le foto di questa pagina di giornale.
Ecco dunque l’elenco completo dei nomi dei giovanissimi cronisti appartenenti alla classe quinta della scuola primaria San Lorenzo Le Rose di Impruneta che hanno curato la redazione di questa pagina: Miriam Bausi, Federico Ciurletti, Lorenzo Fibucchi, Stella Guidotti, Leonardo Massimo, Oliver Papi, Cosimo Raveggi, Christian Rossi Docente tutor: Francesca Nenci.
Coordinatrice scolastica: Costanza Bartoli.