ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Ambrogio Lorenzetti di Rosia (Sovicille) (SI) - 3B

La storia di Viola Zalaffi. Donna scelta tra gli uomini

Un incontro speciale a scuola: dal vestito di ortica a consigliere comunale a Siena

«Avete il futuro davanti a voi e non sarà facile!». Sembrano parole così semplici ma con un significato intenso! Queste sono le iniziali profonde riflessioni di Viola Panichi Zalaffi, il giorno 9 marzo 2026, nell’aula magna dell’Istituto Lorenzetti di Rosia, dove è stata ospite.

Nella sua intervista, ha parlato di donne e della forza e del coraggio dei suoi tempi e nel suo libro, appena uscito «Un vestito di ortica» racconta proprio della guerra e del dopoguerra in Italia. Scrive Viola sotto forma poetica con liriche che parlano di sofferenza di fame e del diritto delle donne ad essere, ad esistere… a contare! Alla domanda sul suo ruolo politico come donna, nell’immediato dopoguerra ha raccontato della sua esperienza nell’ambito senese come consigliere del Comune di Siena dicendo: «Le donne erano poche a intraprendere ruoli politici, perché la discriminazione era ancora molto forte, poche potevano avere accesso agli studi, molte erano relegate al solo ambito familiare. Io ho avuto la forza e la determinazione di occuparmi di alcuni articoli all’interno della Costituzione in particolare sulla parità di genere nel Diritto domestico. Mi sento onorata di essere stata la prima donna del mio Comune e una delle prime in Italia ad entrare in politica e combattere per i diritti della mia nazione». Gran parte della suo amore per la libertà di parola viene proprio dalla diretta esperienza col gruppo partigiano di cui il padre era uno stimato membro. «Lì ho imparato a non aver paura di lottare per i miei diritti e per i diritti di tutte le donne, ho imparato a non aver paura di morire per la libertà». E prosegue: «La Costituzione è il documento la cui la scrittura è bella e pura, quasi poesia. È l’unica fonte che concede a noi i nostri diritti e doveri e la consapevolezza e l’orgoglio di poterla leggere e farne tesoro». Ad un certo punto si è alzata in piedi, ci ha guardato dritto negli occhi e ha detto: «Io che ha vissuto una miseria inimmaginabile, io che non avevo nemmeno le scarpe ( mia madre ha dovuto scuoiare un cane senza vita trovato perché io le potessi avere) io che ho dovuto indossare un vestito fatto di ortica perché non possedevamo altro tessuto, io che ho sentito le bombe sopra la mia testa, io che ho visto tante donne soffrire per la loro condizione di sudditanza …io vi esorto a creare un nuovo umanesimo! Siete voi, solo voi che potete cambiare questa umanità».

 

Il diritto di voto alle donne è stato concesso la prima volta nel 1893, in Nuova Zelanda. Negli anni successivi seguirono la Finlandia nel 1906 e la Norvegia nel 1907. Il resto dell’Europa permise alle donne di votare solo dopo la fine della guerra. In Italia le donne ebbero il permesso di votare solo nel 1945 nel suffragio universale. Le ultime nazioni ad annettere il voto alle donne sono state: la Svizzera nel 1971, il Liechtenstein nel 1984 e l’Arabia saudita nel 2015. Durante il governo di Mussolini, le donne vennero riconosciute nel loro ruolo bellico e sociale, infatti Mussolini nel 1925, concesse alle donne un voto amministrativo limitato. Questo voto amministrativo venne abolito e ritirato solo un anno dopo, nel 1926, per colpa dell’abolizione delle elezioni locali e con l’introduzione del podestà. Nel 1946 per la prima volta in Italia furono votate ben 21 donne, chiamate le «Madri Costituenti», tra loro si ricordano particolarmente Angelina Merlin (ex senatrice Italiana 1887-1979), Leonilde lotti (ex presidente della camera dei deputati, 1920-1999) e Teresa Mattei (ex membro dell’assemblea costituentedellarepubblicaItaliana,1921-2013). Queste donne contribuirono alla scrittura della Costituzione Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Durante il governo di Ivanoe Bonomi (presidente del senato della Repubblica italiana dal 1948 fino al 1951), votarono per la prima volta 12 milioni di donne.

In Italia nelle elezioni politiche del 2022 le donne costituirono il 51,74% degli elettori residenti in Italia. Le donne votarono la prima volta il 2-3 giugno 1946.

Classe 3B Istituto Lorenzetti Aga Idriz Borgianni Giada Callozzo Cifala Giuseppe Candiano Gabriele Ciompi Arianna D’Alessandro Annalaura D’Orio Marianna Di Pasquale Alice Elgohary Kheloud Mahmoud Taha Fabiano Alessandro Fanteria Milo Leone Gagliardi Aurelio Huanca Justiniano Carolina Koci Manuel Lala Leonardo Nasello Adelaide Sozzi Jago Stori Arianna Tagliavia Alessia Docente tutor: Sarita Massai Dirigente scolastico: Marco Bianciardi

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