C’era una volta il mondo senza Ai. Parlando con nonni e genitori
Una realtà ormai lontana da noi. «Niente cellulare né internet. E gli amici si chiamavano al fisso»
Per capire come si viveva senza internet, nuove tecnologie e intelligenza artificiale, abbiamo intervistato i nostri genitori e i nostri nonni. Ecco cosa ci hanno raccontato: «Avere una televisione non era scontato – dice nonna Nadia – Solitamente in un palazzo le poche famiglie che avevano la televisione ospitavano i condomini per guardarla insieme oppure ci ritrovavamo ai circoli. La tv era in bianco e nero, aveva un solo canale che dalle 16 mandava in onda programmi per bambini e la sera il telegiornale e trasmissioni di vario tipo». Babbo Andrea ricorda: «Da piccolo, insieme al mio vicino di casa, avevo costruito una carrucola che andava da un balcone all’altro. Ci mettevamo gli oggetti e ce li passavamo da una parte all’altra». Mamma Alessandra e mamma Beatrice raccontano: «Nel tempo libero dopo aver finito i compiti uscivamo fuori per stare con gli amici al parco oppure andare a fare sport. Mamma Silvia per ritrovarsi con gli amici, si dava appuntamento ad un orario stabilito in un certo luogo.
«Aspettavamo 10 minuti i ritardatari e poi ci avviavamo». E ancora mamma Beatrice che per organizzarsi «cercavo il numero di telefono sull’elenco telefonico e chiamavo il numero fisso di casa delle mie amiche».
E per la vita da studenti? A scuola nonni e genitori non avevano internet. Per fare le ricerche «Andavamo a vedere le enciclopedie in biblioteca – raccontano – .Per le assenze o i voti – aggiungono – non esisteva il registro elettronico e, quando prendevamo voti bassi, capitava di non dirlo ai nostri genitori. Anche per le assenze era più facile saltare la scuola». L’infanzia e l’adolescenza erano molto differenti anche per chi viveva fuori dall’Italia. «Nelle Filippine – racconta la mamma della nostra compagna Kate – quando pioveva non stavamo in casa al cellulare come i ragazzi di oggi. Andavamo fuori e facevamo la doccia sotto la pioggia con i miei cugini, a volte ballavamo anche». E ancora, la mamma della nostra compagna Monica, in Ucraina, racconta: «I pomeriggi d’estate andavo in campagna o al lago. D’inverno invece prendevo dei sacchi della spazzatura per fare delle slitte per giocare sulla neve». Per quanto riguarda i viaggi non c’era Google maps, si usavano le mappe cartacee. «Quando andavo all’estero si chiedevo indicazioni e informazioni a chi incontravo per strada. Era tutto una scoperta». Addirittura i nostri nonni ci hanno raccontato come si viveva senza frigorifero: «Passava un furgoncino a distribuire il ghiaccio per mantenere il cibo fresco». La vita senza le nuove tecnologie era senza dubbio più spensierata ma a volte più complicata di quella di adesso.
Secondo noi la tecnologia ha aspetti sia negativi che positivi.
Gli aspetti positivi riguardano più che altro la comunicazione e l’aiuto con la scuola. Grazie allo smartphone possiamo interagire e comunicare con miliardi di persone in tutto il mondo.
Tra di noi c’è Luna che riesce a parlare sempre con i suoi parenti in Francia o Giovanni che si organizza con i suoi amici quando vuole per uscire e Francesca che può mandare le foto del suo viaggio a New York ai suoi parenti in tempo reale.
«A scuola, l’organizzazione è aiutata dal registro elettronico. Anche se ci dimentichiamo di scrivere i compiti o annotare le interrogazioni, possiamo sempre andare a controllare.
Grazie ai motori di ricerca poi, e alle fonti online, riusciamo ad approfondire un argomento o realizzare una presentazione velocemente».
Certo ci sono anche degli svantaggi. «Spesso siamo riluttanti ad uscire con i nostri amici per giocare alla playstation o scrollare sui social e quando usciamo con gli amici o andiamo a cena al ristorante stiamo seduti ognuno alla propria sedia a giocare al telefono.
Ci capita anche di non riuscire a stare concentrati per più di pochi secondi perché abituati a scrollare i video sui social velocemente.
A volte ci facciamo anche sostituire dall’intelligenza artificiale. Non appena riscontriamo una difficoltà oppure quando un lavoro ci sembra troppo lungo e faticoso.
Questa pagina del campionato di giornalismo, organizzato da «La Nazione», è stata realizzata dalla classe III Bs Fibonacci succursale G.Carducci di Pisa: Barbieri Federico, Belloni Giovanni, Bocci Zeno, Boeri Tomas, Castaldo Ilaria, Cini Giulia, De Leon Kaithlene, Di Sacco Alessandro, Fabbri Federico, Ferraro Samuel, Gambini Francesca, Pinna Giada, Poggi Emma, Riccomi Emma, Rinaudo Edoardo, Rosica Francesco, Salerno Jacopo, Scanu Pietro, Spagnolli Luna, Tchintcharauli Lizi, Tommaso Lara, Torelli Francesco, Vikulova Monica. Docente: Serni Giulia. Dirigente scolastico Luca Zoppi.