Adolescenti, aumentano i disagi. Proviamo ad ascoltarci di più
Sempre più spesso aggressioni, isolamento e autolesionismo. Crediamo che la cura sia l’ascolto
Spesso ci sentiamo dire che la nostra è l’età della gioia e della spensieratezza, il periodo migliore, prima della maturità e dell’età adulta, ma a noi non sembra affatto, anzi, ogni giorno sentiamo parlare di disagio giovanile e alcune volte lo vediamo e lo sentiamo anche intorno a noi e dentro di noi. Ascoltiamo di adolescenti che si tagliano, si feriscono che usano il loro corpo per esprimere il disagio. A volte lo fanno per controllare e interrompere un dolore mentale troppo forte, altre volte lo fanno semplicemente per sentirsi vivi: meglio un dolore fisico che non sentire niente. Secondo i dati sono circa il 27% in più in Italia, rispetto al periodo precovid, i ragazzi e le ragazze che si tagliano, presentano pensieri inerenti il suicidio o mettono in atto tentativi di suicidio. Aumenta inoltre il numero degli adolescenti che si sottrae alla vita sociale isolandosi da un mondo percepito come fonte minacciosa di stimoli, perturbazioni angoscianti da cui sentono di doversi proteggere. Secondo una recente indagine condotta dall’associazione nazionale Dite, in collaborazione con Skuola.net, la ridotta capacità di relazionarsi si riflette in una crescente assenza di amici in carne e ossa: il 26,8% non ha legami significativi coltivati. Negli ultimi anni, in Italia, si è osservato un preoccupante aumento dell’aggressività tra gli adolescenti. Gli episodi di violenza tra giovani sono diventati più frequenti e diffusi, richiedendo un’attenzione urgente da parte delle istruzione e della società che spesso però rispondono con divieti e punizioni, piuttosto che con interventi di prevenzione. Ma questo malessere si è anche concentrato in diete estreme o disordini alimentari che riflettono i conflitti emotivi, insoddisfazione e che spesso possono sfociare in seri disturbi alimentari, come anoressia, bulimia che negli ultimi anni sono aumentate del 30% tra i giovanissimi e hanno visto nascere anche la drunkoressia, bere per dimagrire e allo stesso tempo non mangiare per poter bere. Insomma, che cosa sta succedendo? E’ possibile che la nostra generazione sia impazzita? Gli adulti tirano in ballo sempre i cellulari e l’uso, spesso smodato, dei social.
Noi non siamo d’accordo. O meglio, non siamo d’accordo sul sentirci accusati di essere solo noi a utilizzare per troppo tempo il telefonino, dato che anche gli adulti hanno difficoltà a staccarcisi e sempre più spesso li vediamo «scrollare» come noi adolescenti.
Noi crediamo che le responsabilità di ciò che sta succedendo siano di tutti e che forse tutti insieme dovremmo risolvere. Ma per questo vorremmo essere ascoltati senza dividere l’attenzione dei grandi con gli schermi dei loro telefonini.
E’ proprio nelle scuole che spesso accadono gli eventi più eclatanti, quelli che finiscono sui giornali e di cui i giovani sono i protagonisti in negativo.
Questo probabilmente perché la scuola è il luogo dove passiamo la maggior parte del tempo, e nel bene o nel male, sentiamo più vicino in ogni circostanza. Ma la scuola è anche il luogo che più di qualunque altra istituzione, riesce a dare risposte a noi giovani. Noi ci siamo chiesti in quali modi la nostra scuola cerca di fare prevenzione e di andare incontro alle difficoltà e alle fragilità di noi studenti. I nostri insegnanti ci hanno risposto che la scuola ha pensato da tempo a strategie volte proprio a rafforzare l’ascolto di noi ragazzi e ragazze, in modo da non farci sentire soli di fronte a un disagio o a un momento di fragilità. Inoltre a breve partirà un progetto in cui gli insegnanti si occuperanno di un piccolo gruppo di alunni ciascuno e saranno loro tutor, non solo per seguirli nel percorso scolastico, ma anche per porgere «un orecchio» ai loro racconti, alle loro impressioni e a qualche difficoltà che potranno incontrare. Sarà istituita, infine, una sorta di «posta scolastica» nella quale poter condividere i nostri pensieri e i nostri punti di vista per dare vita a momenti di ascolto vero, dove al centro viene messo ciò che più conta nella scuola: Noi!
La pagina è realizzata dalla classe 3^ B della Secondaria di primo grado Leonardo da Vinci di Castelfranco: Fashan Ali, Alice Aringhieri, Adele Cavallaro, Matteo De Lucia, Jasmine Ebert, Othman El Ghazly, Mohamed Elmhadi, Adam En nida, Geyes Ewemade, Emma Fontanelli, Rokhaya Hane Daba, Meryam Kassid, Sofia Lovizio, Leonardo Luongo, John Christian Massantini, Amarildo Mema, Ousmane Nokho, Moustapha Sow Serigne, Sehit Veshti, Waduge Stefan Fernando Wannakuwatta, Yuhan Zhang. Docente tutor Sara Serafini. Dirigente scolastico Sandro Sodini.