ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

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Istituto Don Bosco di Montecatini (PT) - 2°

Nessun crimine è perfetto. Quando ogni dettaglio conta

L’incontro con Gianluca Solimene della Polizia Scientifica: gli strumenti per la ricerca delle prove

In un’ordinaria mattinata di scuola, la classe seconda media dell’istituto Don Bosco di Montecatini Terme ha avuto l’occasione di incontrare l’assistente della Polizia di Stato Gianluca Solimene, operatore della Polizia Scientifica, che ha saputo incuriosire e appassionare i ragazzi. L’incontro, organizzato dalla professoressa di lettere, ha avuto lo scopo di illustrare i mezzi, le procedure e le tecniche usate dagli specialisti in caso di reato, situazioni in cui si rendono necessarie l’evidenziazione di impronte latenti e la ricerca di indizi e tracce, organiche e non.

L’iniziativa si è inserita nella programmazione didattica della classe dove il genere ‘giallo’ occupa un ruolo centrale: gli alunni, infatti, avevano precedentemente affrontato la lettura del romanzo di Agatha Christie ’Dieci piccoli indiani’ e l’analisi del film ’Assassinio sull’Orient Express’. È stato dunque stimolante sottolineare il legame simbolico tra l’intuito del commissario Poirot e il lavoro analitico dell’operatore della Scientifica.

Ciò che è emerso non sono state solo informazioni tecniche, ma anche la dedizione con cui lo specialista svolge il proprio lavoro, finalizzato a riportare alla luce le prove di un crimine per ristabilire verità e giustizia.

Nel dettaglio, Solimene ha mostrato agli alunni gli strumenti utilizzati quotidianamente sulla scena del crimine, tra cui lampade UV per individuare tracce biologiche e i marcatori di evidenza, divisi in lettere e numeri: le prime si utilizzano per i reperti non asportabili, mentre i secondi indicano prove che possono essere prelevate e analizzate in laboratorio.

L’entusiasmo è salito alle stelle durante la dimostrazione pratica sull’evidenziazione delle impronte latenti, dove ogni studente ha potuto osservare da vicino le procedure necessarie per rendere visibile ciò che è invisibile all’occhio nudo. Infine, un momento di particolare riflessione è stato dedicato al-la violenza di genere, tema a cui la Polizia di Stato dedica massima attenzione. Lo specialista ha rimarcato l’importanza di denunciare ogni situazione anomala, incoraggiando i ragazzi a essere cittadini attivi e consapevoli, senza il timore di essere etichettati come ‘spioni’.

Questa esperienza ha permesso il dialogo tra due realtà diverse ma non lontane fra loro, la scuola e la polizia di Stato, unite da un obiettivo comune: lavorare con passione per riaffermare il valore delle regole, dell’impegno personale e dello studio, promuovendo la formazione di un mondo migliore da affidare alle nuove generazioni.

 

Durante l’incontro con Gianluca Solimene, noi ragazzi abbiamo avuto l’opportunità di porre molte domande e di realizzare una vera e propria intervista.

Come ha fatto ad entrare nella Polizia Scientifica? «Sono entrato in Polizia tramite concorso pubblico e successivamente, facendo domanda, sono passato alla Polizia Scientifica».

Di cosa vi occupate? «Interveniamo in diversi ambiti: furti, rapine, omicidi, violenze domestiche e di genere, oltre all’analisi delle sostanze stupefacenti. Andiamo dove viene commesso un crimine e raccogliamo tutte le prove possibili per cercare la verità e aiutare nelle indagini».

Qual è l’età minima per essere perseguiti e cosa succede in questi casi? «L’imputabilità inizia a 14 anni.

In questi casi, la giustizia italiana ha come obiettivo principale educare e far comprendere l’errore, favorendo un percorso di crescita e responsabilizzazione». A scuola abbiamo parlato molto di violenza di genere e sappiamo che oggi c’è più sensibilizzazione.

I casi sono aumentati o diminuiti? «I casi di violenza di genere sono sempre esistiti. Oggi sembrano aumentati perché c’è più sensibilizzazione: le persone fortunatamente sono più propense a chiedere aiuto e a denunciare. È molto importante che anche voi impariate a non girarvi dall’altra parte e a segnalare ciò che non va».

La pagina è stata realizzata dai ragazzi della scuola Don Bosco di Montecatini. Ecco i nomi dei protagonisti della classe 2 dell’Istituto Don Bosco: Allegra Bettarini, Azzurra Buonanno, Nora Buonanno, Anna Cangianiello, Matteo Carnevali, Micol Colli, Tommaso Conticini, Antonio D’Anna, Alessia Del Bino, Jimmy Du, Samuel Falorni, Diego Ferraro, Gloria Gennai, Giulia Guidi, Platon Gurko, Adriana Marrandino, Daniel Pellegrini, Elettra Pucci, Yadira Radu, Zlata Smirnova, Sara Stringi, Susanna Zhang.

Professoresse: Eleonora Ancona e Federica Michelotti. Dirigente scolastico: Andrea Baldelli.

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