Un tuffo nel passato senza rete? Non solo incubo ma anche scoperta
Oggi la tecnologia ci aiuta ma non dobbiamo dimenticare di usare il nostro cervello
Caro lettore, ti racconto una giornata fuori dal comune… Mattina: sbatto leggermente le palpebre con la luce che mi graffia gli occhi, mi giro e mi rigiro nel letto cercando di riuscire a dormire di nuovo. Aspetta, ma che fine hanno fatto le mie persiane automatiche? «Ehi Alexa, abbassa le persiane». Niente, ma cosa sta succedendo? Mi giro e noto che sul mio scaffale Alexa non c’è più. Che ore saranno? Magari prima di andare a scuola posso giocare alla Play.
Mentre sono ancora sdraiato tasto il comodino con la mano, ma… Che fine ha fatto il mio telefono!? Mi alzo di scatto. Driin Driin. Ma che diavolo è? Giro la testa in tutte le direzioni alla ricerca di quel maledettissimo suono. Driin Driin. Eccolo, un piccolo aggeggio che produce un suono terribile, ma cos’è? Mi alzo strascicando i piedi con fare scocciato. Lo prendo in mano e lo sbatto per terra, preso da un attacco di rabbia. Silenzio. Decido di scendere in cucina per cercare il mio telefono. «Mammaaa». Nessuna risposta. Meglio trovare il telefono, magari mi ha scritto per avvertirmi che usciva presto stamani.
Ehi, ma cosa c’è attaccato al frigo? «Ciao amore, sono a fare la spesa, mi raccomando vai a scuola».
Ok, però è tutto così strano. Per strada c’è un viavai di gente, persone che corrono di qua e di là, come impazzite. A scuola la lezione è diversa dal solito: la Lim non funziona, i computer dei prof nemmeno. Il vero problema però arriva dopo scuola. Devo fare una ricerca con una mia amica, ma non ho stabilito l’orario. Cosa fare? Mi faccio coraggio, esco di casa e vado a casa della mia compagna. Esito un po’ alla vista della porta, non sono abituato a bussare alla porta di casa dei miei amici, di solito li chiamo con il cellulare. Sono inquieto: e se è un momento sbagliato? Comunque busso e aspetto alcuni infiniti secondi, rigido come una statua. Per fortuna la mia compagna mi apre. Ora c’è il secondo problema: la ricerca. Come facciamo? No Internet è uguale a nessuna ricerca. Ad un certo punto lei si ricorda di avere una grande enciclopedia. La consultiamo e ci vuole molto tempo per trovare le informazioni in quel mare di parole ma ci riusciamo e soddisfatti scriviamo tutto a mano. Torno a casa tardi, ceno e parlo con i miei genitori.
All’inizio credevo che sarebbe stato un incubo il mondo senza la rete ma in realtà è stato bello parlare e scherzare con gli altri. Certo ho avuto delle difficoltà e sono convinto che con la tecnologia sia tutto più facile, ma è importante imparare a vivere anche senza.
È impressionante pensare a quanto l’uomo sia cambiato nel corso del tempo: da cacciatore e raccoglitore che vive in un ambiente naturale al cittadino di oggi che utilizza tecnologie avanzate per ogni aspetto della vita. In particolare negli ultimi decenni c’è stata una trasformazione radicale: siamo passati da un telefono fisso e una televisione presenti in casa ai cellulari sempre a portata di mano, che ci permettono di essere sempre connessi. La tecnologia ha trasformato il modo di comunicare, di lavorare, di giocare … in una parola il modo di vivere. In meglio o in peggio? I nuovi strumenti hanno tanti aspetti positivi: ad esempio permettono di trovare informazioni e risolvere problemi semplicemente con un click e consentono di sentire altre persone a qualsiasi ora e a qualsiasi distanza. Ma creano anche dipendenza e riducono il tempo all’aria aperta. Un problema molto grave è il cyberbullismo: il telefono può diventare strumento di offesa e odio e causare insicurezza e sofferenza.
Quali le possibili soluzioni agli aspetti negativi? -Vietare l’uso dei cellulari al di sotto di una certa età perché i bambini/ragazzi tendono a utilizzarli in modo esagerato e poco consapevole.
-Dare dei limiti di tempo.
-Introdurre una sorta di “patente” per il cellulare, così come per il motorino e l’auto. Visto che è un mezzo potente e può essere anche pericoloso, è bene conoscere alcune regole ed essere consapevoli dei rischi prima di utilizzarlo.
-Organizzare incontri con personale esperto che aiuti a riflettere sui comportamenti e a gestire le proprie emozioni.
Istituto Comprensivo 2 «Arnolfo di Cambio» – Scuola secondaria I grado – Colle di Val d’Elsa Classe 2^ D: Bezzini Cesare, Biscioni Maya Isabel, Conigliello Nikolas, Corsoni Virginia, Gorini Virginia, Hodza Zehra, Maccianti Nieri, Magnotta Andrea, Malandrini Delia, Monaci Mirko, Nepi Matilde, Peculi Aron, Pini Leonardo, Rossi Matteo, Russo Matilde, Salvini Adele, Sannino Davide, Santini Giulia, Sigigliano Francesca, Taddei Riccardo, Tanini Edoardo, Vannozzi Thiago Samuel.
Docenti tutor: Serena Storion, Lucia Sanmicheli.
Dirigente Scolastico: Monica Martinucci.