Dal 7 ottobre alla pace possibile. Quando la speranza vive dentro di noi
Intervista a Yonatan Ziegen, attivista israeliano che sogna la fine della guerra
Il 4 dicembre 2025 abbiamo incontrato Yonatan Zeigen, attivista israeliano. Sua madre Vivian Silver era una famosa pacifista israeliana, uccisa da Hamas nel kibbutz Be’ eri il 7 ottobre 2023. Prima di questo tragico evento, Yonatan non aveva mai pensato di abbracciare la missione che invece ha spinto sua madre a esporsi per anni a favore del processo di pace tra israeliani e palestinesi. Lui è cresciuto in un kibbutz, una comunità agricola dove tutti collaborano.
Vivere lì è stata un’esperienza unica per Yonatan, ma per le posizioni politiche della madre è stato anche complicato. Lui ricorda con affetto la diffusa solidarietà, ma è lì che ha capito di essere diverso dagli altri. La mattina del 7 ottobre Yonatan era al telefono con sua madre, quando ha sentito gli spari e le urla. Lei gli aveva scritto di essersi nascosta nello scantinato. Negli ultimi messaggi lui le diceva di essere con lei. Poi la linea si è interrotta.
Per un mese Yonatan ha creduto che sua madre fosse uno degli ostaggi. Ma poi sono stati trovati i suoi resti: avevano bruciato la casa con lei dentro. Nel 2014 aveva fondato il Women Wage Peace, il più grande movimento pacifista del paese. Pochi giorni prima della strage aveva organizzato una manifestazione a cui avevano partecipato più di 1500 pacifisti. Dopo la morte della madre, il figlio di Yonatan gli disse: «Vorrei tirare una bomba atomica su Gaza».
Allora lui ha capito di dover continuare il cammino della madre, per poter dimostrare ai suoi figli che non si può rispondere alla violenza con violenza. Lui sostiene che educare non significhi imporre un punto di vista sugli altri, ma far capire il dolore e la complessità della vita. L’abilità di insegnare la pace l’ha ereditata dalla madre.
Quando gli abbiamo chiesto se lui veda una speranza per la fine della guerra, ci ha confidato: «No, non vedo la speranza, ma non perché non ci sia. Nessuno la può vedere, perché la speranza vive dentro di noi. Tutte le persone possono ricostruire ciò che si è distrutto, ma la prima cosa da fare è smettere di trattarsi da nemici. Come abbiamo fatto cominciare la guerra, possiamo anche farla finire».
Yonatan è una persona straordinaria. Nonostante la sua terribile perdita, ha saputo mantenersi integro e farsi carico dell’impegnativa eredità di pacifista della madre. Il suo lavoro è trasmettere speranza. Dovremmo essere orgogliosi di persone come lui che, nel dolore più grande, continuano a credere nella pace.
Il 28 ottobre abbiamo incontrato Gabriela Soltz, esperta di cultura yiddish e di storia ebraica. I suoi nonni sono nati nell’impero zarista, quando la vita degli ebrei era durissima.
L’antisemitismo era diffuso e spesso culminava nei pogrom perché il popolo russo veniva convinto che la crisi economica fosse colpa degli ebrei.
I nonni di Gabriela sono nati nella Zona di Residenza, un’area depressa dove gli zar costringevano gli ebrei a risiedere.
Per questo motivo decisero di andarsene e si diressero in Argentina.
Qui si conobbero e nacquero i genitori di Gabriela.
Fino ai suoi 17 anni Gabriela non ricorda di essere mai stata discriminata per le sue origini ebraiche. Ma nel 1976 in Argentina si instaurò una dittatura militare: da antifascista, Gabriela decise di trasferirsi in Italia.
Alla morte dell’amatissima nonna, sua madre le regalò alcune foto dei suoi antenati.
Da quel momento Gabriela, innamoratasi della cultura yiddish dei nonni ashkenaziti, decise di ricostruirne la storia.
Questa ricerca le ha permesso di capire il dolore e il lungo viaggio dei suoi antenati.
Lei vuole preservare questa cultura affinché non venga dimenticata né oscurata dall’antisemitismo, oggi di nuovo diffuso e confuso con l’antisionismo. Perché la memoria è il filo che tiene insieme le generazioni.
Ecco i nomi della redazione, gli studenti e le studentesse che hanno realizzato questa pagina: Abrigo Joelliane, Arifov Kanija, Barrera Michele, Borgogni Francesca, Bossini Bianca, Brogi Lorenzo, Costa Livia, Danta Gwen, De Iulis Federico, Gallini Eugenia, Gutarra Rafaela, Isufaj Aurora, Kamberi Mussa, Martusciello Giulia, Masi Rebecca, Medeiros Yasmin, Monducci Alisea, Pelagotti Dario, Romeo Sophie, Sassoli Anita.
Preside: Mauro Emanuele Piras. Docente: Anna Di Giusto.