ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria C. Collodi di Stabbia (FI) - 5C

Oltre i confini, le testimonianze. Due storie ’vere’ dal Senegal

Una bella mattina speciale per conoscere nuove culture: i racconti tra i banchi di scuola

Nella nostra classe quinta è successo qualcosa di speciale: abbiamo incontrato e intervistato due ospiti arrivati dal Senegal. Abbiamo perciò, preparato le nostre domande per conoscere meglio e provare a capire le loro storie. Alla domanda su com’era la loro vita prima di partire, C.G. ci ha spiegato che in Senegal la vita è spesso difficile: molti giovani non trovano lavoro e chi riesce a lavorare deve sostenere una famiglia numerosa.

Per questo motivo, molti decidono di partire in cerca di opportunità migliori. Anche lui è arrivato in Italia a trentotto anni per aiutare la sua famiglia, ma dopo sette anni, non riuscendo a risparmiare, è tornato in Senegal, dove ha aperto un’agenzia immobiliare. A.M., invece, è partito a soli diciannove anni.

Stava imparando il mestiere di frigorista, ma non vedeva prospettive per il futuro. Così ha deciso di raggiungere suo fratello a Empoli.

Senza documenti, ha attraversato la Francia e ha vissuto momenti di grande paura al confine di Ventimiglia.

Quando abbiamo chiesto cosa avessero nello zaino, le loro risposte ci hanno colpito molto: C.G. aveva solo qualche vestito, mentre A.M. ha detto che il suo zaino era vuoto, proprio come la speranza che sentiva in quel momento, perché non sapeva cosa lo aspettasse. Imparare l’italiano non è sta-to troppo difficile per C.G., grazie alla conoscenza del francese e alla frequenza di corsi per stranieri. Anche A.M. conosceva il francese, insegnato nelle scuole del Senegal, dove però le classi sono molto numerose. La loro lingua principale è il wolof, insegnato solo in alcune scuole.

Entrambi hanno viaggiato in aereo, in treno e a piedi. Una volta arrivati in Italia, sono rimasti colpiti dall’ordine, dal rispetto dell’ambiente e delle regole, ma anche dalla libertà delle persone e dalla presenza di culture diverse. A.M.

ha raccontato di aver lavorato, dopo aver ottenuto i documenti, in una cooperativa che si occupava della raccolta differenziata. Quando gli abbiamo chiesto cosa gli mancasse del suo paese, ha risposto senza esitazione: le sue figlie, che riesce a vedere solo tramite videochiamate.

Infine, parlando dei viaggi sui “barconi”, A.M. ci ha spiegato quanto siano pericolosi e quanto chi sopravvive arrivi spesso traumatizzato dalle violenze subite, avendo quindi bisogno di aiuto e sostegno. Abbiamo concluso così la nostra intervista, ringraziando i nostri ospiti. Questo incontro ci ha insegnato che dietro ogni viaggio ci sono coraggio, sacrifici e tanti sogni.

 

Quest’anno, in continuità con la scuola media di Cerreto, abbiamo letto il libro “La Traversata“ di Francesco D’Adamo. Tutto inizia in una notte di tempesta, quando una barca di migranti naufraga vicino alla costa siciliana. Nella confusione dello sbarco uno zainetto, appartenente a un bambino di nome Omar, rimane sulla spiaggia e viene ritrovato da un vecchio pescatore: Ezechiele. Da qui parte il suo viaggio in bilico tra realtà e fantasia, con lo scopodi trovare la mamma di Omar per restituirle lo zainetto e avvisarla che il suo bambino è arrivato in Sicilia ed è salvo. Ezechiele, il nipotino Tonino e il cane Spaghetti, attraverso difficoltà e imprevisti riusciranno a trovare la donna e comunicarle il messaggio. Sono tanti i momenti emozionanti: le storie dei bambini vittime dei naufragi in mare che si ritrovano nell’Isola Che Non C’è, la lettera che Ezechiele trova nello zainetto dove la mamma chiede a Omar di cantarle tutte le sere una canzone, oppure la maestra di Omar che non vuole togliere i banchi lasciati vuoti dai bambini che sono partiti e di cui lei non sa più nulla. Talvolta ci siamo immedesimati in Ezechiele che, seppur fragile e anziano, si mostra coraggioso e determinato nel credere in un futuro migliore, in Tonino che guarda il mondo con occhi sinceri e senza pregiudizi o con la mamma di Omar che ci fa pensare alla famiglia e alle radici che i migranti sono costretti a lasciare.

La Classe quinta della scuola primaria Carlo Collodi di Stabbia facente parte dell’Istituto comprensivo «Gino Strada» di Cerreto Guidi Gli studenti giornalisti Agostini Sara, Berti Valentina, Carapezza Lapo, Cardini Giulia, Caruso Caterina, Chen Matteo, Damanti Gioele, Ghosnabane Sara, Gori Francesca, Hu Jimmy, Hu Yu Xuan, Huang Dali, Lettieri Irene, Magaletti Giorgia, Niccolai Adele, Scovazzo Mattia Docenti tutor Angela Trassinelli Angela Bilantuono.

Dirigente scolastico Gabriella Menichetti. 

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