ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Sacchetti di San Miniato (PI) - 2A

A scuola senza confini in Europa. La nostra esperienza in Polonia

Erasmus+ una grandissima opportunità, che costruisce la nostra identità di cittadini europei

Partecipare al progetto Erasmus+ fin dalla scuola Secondaria di primo grado è una grandissima opportunità, che costruisce la nostra identità di cittadini europei. Gli studenti dell’Istituto comprensivo Sacchetti già da due anni lo stanno scoprendo, ma facciamocelo raccontare da tre di loro appena tornati dalla scuola Maria Konopnicka a Mrokòw in Polonia. Siete riusciti ad integrarvi subito con gli studenti polacchi? Adele: «No, inizialmente avevo nostalgia di casa, dopo pochi giorni, però, tutto è cambiato». Come era organizzata la vostra giornata a scuola in Polonia? Eva: «Siamo andati a scuola ogni giorno, lezioni in presenza, laboratori e uscite sul territorio». Cosa vi ha colpito dell’ambiente scolastico polacco? Rayan: «L’edificio è imponente e molto curato sia all’interno che all’esterno». Adele: «La scuola ospita diversi ordini, dalla Primaria al biennio delle Superiori, gli studenti interagiscono serenamente, mi ha colpito la presenza delle lavagne tradizionali in cui si scrive con il gesso, non mancano però le Lim e i computer».

Eva: «Nel laboratorio di scienze ci sono animali e insetti vivi, di cui si occupano gli studenti». Quali discipline nuove avete incontrato? Eva: «Gli studenti di tutti gli ordini fanno scienze dell’alimentazione e preparano i pasti in un laboratorio specifico, un’ora a settimana».

Qual è il posto che vi è piaciuto di più? Eva: «Il castello reale di Varsavia». Adele: «Il palazzo della cultura e della scienza Pkin alto 237 metri». Rayan: «Il centro storico di Varsavia». Qual è la foto/oggetto più rappresentativa/o della vostra esperienza? Eva, Adele e Rayan: «Le foto scattate con i nostri ospiti polacchi». Avete imparato qualche parola nuova? Se sì, quale? Eva: «Dzień dobry, dziękuję, tak, nie, proszę, pa, przepraszam, nie mówię po polsku». Rayan: «Che significano buongiorno, grazie, sì, no, prego, ciao, permesso, non parlo polacco». Quali erano i vostri sentimenti al momento del ritorno? Rayan: «Ero molto triste nel salutare i nuovi amici polacchi, ma al tempo stesso entusiasta di rivederli in Italia». Cosa vorresti cambiare di questa esperienza? Adele: «La durata, il progetto sarebbe dovuto durare di più». Quale aspetto culturale ti ha colpito maggiormente? Eva: «I polacchi bevono tantissimo tè». Rayan: «La pulizia sia dei luoghi pubblici che privati». Adele: «La scuola inizia alle 7 e sono tutti molto puntuali». Come vi siete trovati con la cucina polacca? Eva e Adele: «Molto bene!». Rayan: «Non è la parte che ho apprezzato di più». L’episodio più divertente che hai vissuto in Polonia? Rayan: «I fraintendimenti per gli errori di pronuncia nelle rispettive lingue». Eva e Adele: «Sono nati nuovi legami di amicizia, ci siamo uniti molto tra compagni di classe e abbiamo riso tanto». Consiglieresti l’esperienza a qualcun altro? Tutti: «Assolutamente sì».

 

Erasmo da Rotterdam (1466-1536), umanista e teologo, fu un viaggiatore instancabile che visse in un’Europa lacerata dai conflitti religiosi. Egli promosse con forza il dialogo e la tolleranza, condannando la guerra come un «folle gioco dei potenti».. Oggi Erasmo è celebrato come il padre del pensiero moderno europeo. Il suo ideale di dialogo rivive nel progetto Erasmus+, nato nel 1987 per costruire scambi culturali e favorire la cittadinanza europea. Se inizialmente il programma era rivolto solo all’università, dal 2014 è aperto anche agli studenti della scuola secondaria di primo grado e a tutto il personale scolastico, promuovendo obiettivi come l’inclusione sociale e la partecipazione democratica. Con 15 milioni di partecipanti, il progetto si avvia a compiere 40 anni nel 2027.

L’Italia è tra i protagonisti di questa mobilità, ospitando e inviando migliaia di studenti ogni anno. Anche il nostro istituto partecipa attivamente: in soli due anni 39 studenti, 11 insegnanti e il dirigente scolastico hanno intrapreso questo percorso di crescita all’estero. Attraverso lo studio e l’incontro con altre culture, le nuove generazioni portano avanti il sogno di Erasmo: un’Europa unita che sceglie il confronto al posto della violenza.

La pagina è realizzata dalla classe 2^ A della Secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo «Franco Sacchetti» di San Miniato: Cesare Badalassi, Simone Dacian Bazzani, Valeria Ciampalini, Claudia Croce, Anna Cucchiara, Eva Fattorini, Zoe Fattorini, Matteo Gasparri, Giulio Gemignani, Edoardo Giugni, Eva Gorini, Rayan Hamdad, Umberto Macchi, Dora Magnani, Adele Malvezzi, Daniele Mannucci, Riccardo Molitierno, Emma Morelli, Giorgia Nuti, Tancredi Romagnoli, Alice Sassonia, Anouar Talbi, Mattia Trinchetti. Docenti tutor Silvia Maritan, Matilde Cattaneo, Emanuela Vigneri.

Dirigente scolastico Andrea Fubini.

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