ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Garibaldi di Campi Bisenzio (FI) - 3I

Quando Campi finì sott’acqua. «Non vogliamo un’altra alluvione»

Il 2 novembre del 2023, data indelebile. «Siamo ancora in pericolo. Cosa chiediamo per la sicurezza»

Il 2 novembre 2023 resterà una data indelebile per la comunità di Campi Bisenzio. In poche ore una pioggia fortissima ha gonfiato tanti corsi d’acqua causando, verso sera, la rottura di un muro a Villa Montalvo e l’esondazione del Bisenzio e degli affluenti Marina e Marinella che hanno trasformato le strade in fiumi di fango, travolgendo case, auto e sogni. Noi non sappiamo se si sia trattato di un evento meteorologico estremo e lasciamo la parola agli scienziati, ma sicuramente sappiamo che la causa di questi tragici eventi è il cambiamento climatico, dovuto alla combustione di fonti fossili che porta ad un aumento dell’effetto serra: un fenomeno naturale che è stato alterato dall’uomo, causando il riscaldamento di tutta la Terra.

Quanto accaduto nella nostra piccola Campi Bisenzio ci ricorda che il cambiamento climatico è una realtà che bussa alle nostre porte: è il grido di un pianeta che chiede aiuto. Facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi. Il nostro è uno dei territori più in pericolo e deve imparare a convivere in sicurezza con il rischio della tracimazione dei tanti fiumi che lo circondano. La vastissima inondazione ha provocato ingenti danni: l’acqua è entrata nei piani terra di tante abitazioni danneggiando mobili e murature; molte famiglie hanno perso la macchina; diverse attività economiche sono state danneggiate ed è morta anche una persona. Oltre 800 ettari di territorio sono stati sommersi con danni stimati in centinaia di milioni di euro, coinvolgendo migliaia di residenti; molte zone sono rimaste senza corrente e acqua per giorni, a volte senza poter uscire. L’alluvione ha messo a nudo la fragilità del territorio ma anche la forza della solidarietà. Sono intervenuti i vigili del fuoco e molti volontari sono giunti dai comuni vicini per aiutarci. L’arrivo di questi «angeli del fango» è stato emozionante. Per rimediare ai danni la Regione Toscana ha stanziato 25 milioni di euro e ha raccolto donazioni, ma dei 500 milioni richiesti allo Stato ne sono arrivati solo pochi. Sono state fatte delle riparazioni alle sponde dei corsi d’acqua, ma ora noi ragazzi chiediamo che siano fatte tutte le opere per rendere più sicuro questo territorio così fragile: rafforzare gli argini e i muri, creare aree dove l’acqua possa uscire senza danni, pulire il letto del fiume affinché l’acqua scorra senza trovare ostacoli. Lo chiediamo per noi: non vogliamo ritrovarci da adulti, tra venti o trent’anni, con un’altra alluvione che si aggiunga alla lunga serie che Campi Bisenzio ha vissuto nei vari decenni scorsi. Ma lo chiediamo anche per la città in cui viviamo e per tutta la comunità perché una cosa è sicura: il territorio continua a essere a rischio.

 

Campi, circondata da fiumi e torrenti, ha subito altre alluvioni prima del 2023, con molti danni al territorio e alla popolazione.

In particolare quelle del 1966 e del 1991. Per le notizie abbiamo chiesto al signor Paolo, nato e cresciuto a Campi, che ha vissuto tutti e tre gli eventi. Ecco il racconto: «Nel 1966 avevo 18 anni. L’argine del Bisenzio cedette a San Piero a Ponti. All’improvviso ci trovammo isolati con l’acqua a 4 metri di altezza a lambire i primi piani delle case. Fu un’esperienza sconvolgente; i soccorsi arrivarono in barca e salvarono persone rifugiate sui tetti. L’alluvione colpì anche San Martino e San Donnino. Fu una tragedia per Firenze e tutta la Piana e morirono 35 persone.

L’acqua fece danni a case, coltivazioni e stalle, ma i campigiani aiutandosi tra di loro riuscirono a rimettersi in piedi. Nel 1991 sembrava impossibile che succedesse di nuovo. Da giorni pioveva e le acque del fiume si erano alzate; le persone erano molto spaventate e ci fu l’allarme nel pomeriggio; a sera il centro fu sommerso con 2 metri d’acqua e di fango. Ricordo via Santo Stefano trasformata in un torrente. Le acque invasero anche Santa Maria, arrivarono fino a via Palagetta e una signora di 83 anni annegò. Furono ricostruiti gli argini, ma ci furono miliardi di lire di danni. Nel 2023 è successo di nuovo. Mi sono rifugiato al primo piano con moglie e gatto aspettando che l’acqua andasse via. Il pensiero era per i nipoti che non avevano mai vissuto questa situazione».

La pagina è stata realizzata dalla classe 3I della scuola Garibaldi di Campi Bisenzio.

Ecco nel dettaglio tutti i nomi dei giovanissimi giornalisti che hanno contribuito alla realizzazione della pagina occupandosi di redigere i testi, disegnando le foto e scegliendo i titoli: Ryan Baxhia, Matteo Chimento, Aaron Di Gaetani, Lorenzo Falorni, Giulia Gabbiani, Mirko Gheorghe, Nada Haqouq, Sara Hu, Diego Martone, Amy Mbaye, Vittoria Primieri, Eris Qarri, Biordi Rama, Giorgia Sarti, Ginevra Scarlini, Giulia Scorza, Elena Traversi Elena, Samuel Velikaj, Antonella Wang, Xinyi Zhou.

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