ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Ungaretti di Grosseto (GR) - 3A, 3D, 3E, 3F

Anni di lotte per l’uguaglianza. Storia del diritto di voto alle donne

Per secoli la politica è stata considerata un ambito solo maschile. Poi però le ’suffragette’...

Il diritto di voto per le donne, detto suffragio femminile, è una conquista fondamentale che ha trasformato la democrazia moderna.

Per secoli, la politica è stata considerata un ambito esclusivamente maschile, basato sull’idea errata che le donne non fossero in grado di partecipare alle decisioni pubbliche.

Il movimento per il suffragio si sviluppò nel XIX secolo grazie alle ’suffragette’, che in Paesi come Regno Unito e Stati Uniti organizzarono proteste e campagne, affrontando arresti e discriminazioni per ottenere l’uguaglianza politica.

In Italia, il percorso fu lungo: solo nel 1945 venne riconosciuto il diritto di voto alle donne, esercitato per la prima volta il 2 giugno 1946, in occasione del referendum tra Monarchia e Repubblica.

Inoltre le donne contribuirono all’elezione delle 21 Madri Costituenti, che parteciparono alla stesura della Costituzione dell’Italia repubblicana.

Furono, però, gli anni Settanta, i cosiddetti «anni di piombo», che videro le donne impegnate nelle contestazioni studentesche e nelle lotte per l’emancipazione femminile che portarono allo svecchiamento sociale e culturale del nostro Paese. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta il cammino verso il riconoscimento dei diritti delle donne e le pari opportunità prosegue in Italia anche in ambito politico con la nomina di Tina Anselmi a ministro del Lavoro e della Previdenza sociale.

Fu un momento storico che sancì l’uguaglianza tra cittadini e cittadine.

Oggi il voto femminile è diffuso nella maggior parte del mondo, ma non ovunque è garantito pienamente.

In alcuni Paesi, come l’Afghanistan, le donne subiscono ancora gravi limitazioni dei loro diritti: non possono studiare liberamente, lavorare o partecipare alla vita pubblica.

Anche in Italia persistono problemi: le donne spesso sostengono il maggior carico familiare e la violenza di genere resta una questione grave.

Il suffragio femminile non è solo un diritto, ma un simbolo di dignità e partecipazione.

Tuttavia, la sua piena realizzazione richiede ancora impegno: non basta che il diritto esista, deve poter essere esercitato in modo libero e consapevole.

 

Nei secoli scorsi le donne in tutto il mondo sono spesso state private di molti diritti fondamentali. Negli ultimi decenni, nei Paesi più sviluppati come quelli europei e dell’America settentrionale, sono aumentate le manifestazioni e le lotte femministe per ottenere maggiori diritti e libertà. Nonostante in occidente il divario si sia ristretto molto, in oriente e in Africa, ci sono ancora grandi disparità di genere. Secondo i dati del Global Gender Gap 2025 il valore del potere politico delle donne in tutto il mondo è solamente del 22,9%.

Nel mondo i Paesi con le condizioni peggiori sono l’Iran, l’Eritrea, la Nigeria, il Pakistan e, uno su tutti, l’Afghanistan. In quest’ultimo la situazione attuale è di totale sospensione dei diritti politici e civili, infatti, a partire dal 2021, con il ritorno al governo dei talebani, il diritto di voto è stato negato a tutti i cittadini, sia uomini che donne.

Quindi le elezioni non esistono più, e tutte le decisioni sono prese dal leader supremo, attraverso decreti. Dal ritorno dei talebani, le donne non possono avere alcun ruolo politico. Non esistono spazi in cui possano esprimere la propria opinione, non possono avere un’istruzione. Il voto, che dovrebbe essere una libertà, è diventato un diritto cancellato. Nonostante questo, molte donne continuano a chiedere un riconoscimento, mantenendo viva la speranza di poter un giorno tornare a decidere del proprio futuro.

La pagina è stata realizzata dagli studenti Corsini Lorenzo, Della Posta Noemi, Grosso Matilde, Archetti Federico, Pellegrini Camilla, Rolla Filippo ella classe 3 D; Sofia Nigro, Aurora Polimene e Caterina Chipa della classe 3 E; Draghi Jaquez Garcia Joia e Catucci Martina della classe 3 F; Bianca Bambagini e Livia Bausani della classe 3 A.

Le insegnanti tutor della scuola media ’Ungaretti’ che hanno seguito gli studenti nella raccolta del materiale e nella realizzazione della pagina, invece, sono le professoresse Alessandra La Rosa, Beatrice Bai e Giuseppina D’Auria.  

Votazioni CHIUSE
Apertura votazioni 25/04/2026 ore 10:00
Voti: 0

Pagina in concorso

20260424 n gro 09 pdf image