ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuole Pie Fiorentine di Firenze (FI) - 3A

E’ tutto vero oppure è falso? Dentro il mondo delle bufale

Tra social, scuola e chat le fake news circolano in fretta e possono dividerci

Le fake news, note come bufale, notizie false o «pseudo-notizie» sono delle informazioni errate che possono essere divulgate attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione. Viviamo in un mondo dove le informazioni circolano velocemente, ma la vera domanda è: quante di queste sono realmente vere? A scuola e sui social, ci capita frequentemente di avere a che fare con notizie false. Quelle più comuni affrontano generalmente argomenti che ci attraggono e che sono di nostro interesse, come ad esempio scioperi scolastici e dei mezzi di trasporto, gossip riguardanti personaggi famosi e le loro vite private, oppure eventi atmosferici che potrebbero comportare la chiusura delle scuole.

Nel momento in cui scopriamo che queste notizie non sono vere, capiamo la facilità con cui possiamo essere ingannati. Credere ad una notizia falsa è infatti molto semplice e comune. Basta un piccolo fraintendimento per farci cadere in «trappola». Nella nostra esperienza, ci siamo accorti che anche i gruppi di classe possono diventare a volte terreno fertile per la diffusione virale di notizie false. Queste, in alcuni casi, ci hanno portato addirittura a discutere, o a litigare tra di noi. Inoltre, anche se a noi non è mai successo, siamo consapevoli dei fenomeni di bullismo che possono partire proprio dalla diffusione di informazioni non vere riguardo qualcuno. Le fake news spesso funzionano perché coinvolgono le nostre emozioni: ci fanno arrabbiare, ci spaventano, oppure ci danno ragione, anche quando non dovrebbero. Infine, ragionando tra di noi ci siamo resi conto che uno dei momenti della nostra vita in cui abbiamo avuto più contatto con le fake news è stato durante la pandemia del Covid-19.

Durante quegli anni infatti eravamo tutti sempre attenti ad ogni nuova informazione che potesse aiutarci ad affrontare la confusione e la solitudine. Si è trattato di un periodo complesso, pieno di opinioni differenti sul coronavirus e su come affrontare la crisi in cui ci trovavamo. In questo caos, non è stato affatto semplice riuscire a capire quali notizie fossero vere e quali invece fossero false. Da una parte c’era lo scontro tra posizioni diverse. Ad esempio, non tutti erano d’accordo su quanto fosse veramente pericoloso il Covid-19, oppure sulla necessità o meno del lockdown. Dall’altra, tuttavia, venivano diffuse anche delle notizie completamente false, che però riuscivano a diventare virali. Oggi sappiamo tutti quanto alcune di queste teorie fossero sbagliate ma al tempo non era così facile.

 

Le fake news sono delle «armi» molto potenti. In molti casi infatti possono influenzare profondamente sia la vita delle persone, sia il dibattito pubblico di un paese intero. Questo è principalmente causato dal modo stesso in cui queste notizie sono «costruite». E’ infatti molto facile «caderci», perché vengono comunicate in modo convincente e accattivante, spesso a partire proprio dal titolo con cui sono pubblicate. Essendo per di più diffuse sul web, oggi è molto semplice entrare in contatto con le fake news. Leggerle e condividerle non ci costa nulla, così, dopo solo qualche click, una notizia, costruita ad arte per colpire e scandalizzare, comincia a diventare virale, finendo per condizionare le idee, le opinioni e soprattutto le emozioni delle persone. Di conseguenza nessuno riflette a lungo prima di condividerle ed ognuno, nel suo piccolo, contribuisce a diffonderle in pochissimo tempo, facendole diventare impor-tanti. Purtroppo, chi scrive questo tipo di articoli di solito si focalizza principalmente sull’ottenere più visualizzazioni possibili o sul manipolare la coscienza delle persone, dimostrando spesso di avere poco a cuore il dovere di riportare in modo chiaro e preciso informazioni e notizie. Per cambiare dovremmo innanzitutto cercare di non credere immediatamente a quello che leggiamo o che viene diffuso. Bisognerebbe infatti sviluppare maggiore consapevolezza.

Ecco i nomi della redazione della IIIA delle Scuole Pie Fiorentine: Capaccioli Cosimo, Coda Nunziante Carolina, Facchini Veronica, Ferrante Carrante Nicola, Gamberini Ginevra, Guidi Niccolò, Hu Angelo, Ji Chanel, Kamami Tomas, Marconi Filippo, Micheli Alessio, Monti Guarnieri Agata, Morelli Federico, Pagni Olimpia, Pontello Livia, Scaffai Nicole, Shao Lucas, Spadi Lorenzo, Zanca Helena Maria, Zhuang Lexuan.

I docenti che hanno seguito gli studenti: Giulio Goretti, Daniela Muzio, Gabriele Franchi, Arianna Matteini.

Coordinatrice didattica: Alessandra Giannelli. 

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