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COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Carducci di Carrara (MS) - 3D

Educazione affettiva e sessuale. Quanto conta iniziare da piccoli?

In Italia ancora troppo alta l’età in cui si affrontano questi argomenti nell’ambito scolastico L’analisi della classe 3D della scuola Carducci dell’Istituto comprensivo Carrara e paesi a monte

Educazione affettiva e sessuale a scuola, è necessario parlarne o no? Noi pensiamo che lo sia, perché si tratta di un argomento che provoca spesso imbarazzo, ciò ci può portare a cercare informazioni da fonti come i social che non sempre sono affidabili con eventuali conseguenze sulla nostra salute fisica, emotiva e psicologica.

Abbiamo approfondito la tematica attraverso un’indagine di “Save the children”, ne è emerso che i genitori sono percepiti come un buon punto di riferimento soprattutto per gli aspetti sanitari e di prevenzione, ma il 92% di essi sente comunque la necessità di un supporto per rivolgersi ai loro figli senza imbarazzo o paura di sbagliare.

Ancora più interessante il fatto che ben il 91% dei genitori è favorevole ad introdurre l’educazione affettiva e sessuale a scuola come materia obbligatoria. Infatti, come si ricava dalla cartina qui a fianco, in molti paesi dell’Unione Europea tale educazione è obbligatoria, mentre in Italia, invece, è opzionale. Per fortuna molte scuole italiane propongono progetti di questo tipo in collaborazione con figure esperte, ma ancora troppo poche se ben il 41% degli adolescenti intervistati non ha svolto nessuna attività del genere. Inoltre per il 32% di coloro che l’hanno svolta non si è trattato di un progetto ben arti-colato, ma di un incontro di un solo giorno. Un’altra questione su cui riflettere è l’età in cui viene proposta nelle scuole italiane, ben 14 anni. Ci ha stupito notare che è l’età più alta fra i paesi europei: molti infatti la introducono a partire dalla scuola primaria.

Troppo presto? In realtà gli esperti sostengono che è fondamentale iniziare fin da piccoli attraverso un approccio globale chiamato C.S.E. E che cos’è, più precisamente? L’acronimo C.S.E. significa ’Comprehensive Sexual Education’ ed è un approccio sostenuto da organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che integra prevenzione, emozioni, relazioni e autodeterminazione personale. La C.S.E. promuove valori come consapevolezza, curiosità e affronta tematiche come violenza di genere e discriminazione adattando gli argomenti alla fascia d’età, per esempio con i più piccoli si parla di rispetto, empatia, emozioni e non certo di metodi contraccettivi o violenza nelle relazioni. Pertanto noi pensiamo sia necessario introdurre anche in Italia l’educazione all’affettività e alla sessualità come materia obbligatoria fin dall’infanzia per affrontare il nostro futuro con sicurezza, senza timori e dubbi, insomma per crescere consapevoli e felici.

 

Anche la nostra scuola ha aderito ad un progetto dell’Usl Apuane dal titolo “Con Affetto e Rispetto: navigando tra le onde dell’affettività e della sessualità”, che ha proposto una lezione informativa tenuta da due specialiste del consultorio di Avenza. Non è stata una lezione frontale, infatti, per renderci più partecipi e metterci a nostro agio, ci hanno fatto sedere in cerchio.

Questa modalità ha funzionato, perché ci siamo sentiti liberi di esprimerci nonostante qualche momento di inevitabile imbarazzo.

Le tematiche affrontate sono state molte, non solo di ambito scientifico, ma anche psicologico e sociale: malattie sessualmente trasmissibili, prevenzione, contraccezione, relazioni sane e tossiche, stereotipi di genere, consenso e rispetto.

Poi le due esperte ci hanno spiegato a cosa serve e dove si trova il consultorio, un luogo aperto a tutti e gratuito dove un adolescente può andare anche senza genitori per fare domande a professionisti su ogni aspetto relativo alla sfera affettiva e sessuale. Infine abbiamo espresso i nostri dubbi e curiosità su dei foglietti anonimi e abbiamo ricevuto risposte chiare e complete. Nei giorni successivi abbiamo continuato a parlarne con i nostri insegnanti e abbiamo costruito un piccolo sondaggio sull’importanza di questo incontro e la necessità dell’educazione affettiva e sessuale a scuola.

La maggior parte di noi ha ritenuto molto utile l’incontro, ma troppo breve, infatti la quasi totalità della classe pensa che sarebbe importante inserire l’educazione affettiva e sessuale a scuola come materia obbligatoria con una frequenza di una volta al mese.

Gli articoli sono stati realizzati dai baby cronisti nella redazione della classe 3D della scuola Carducci dell’Istituto comprensivo Carrara e paesi a monte e la sua creazione è stata seguita nel dettaglio dalle insegnanti Chiara Lorieri, Roberta Menconi e Daniela Tonazzini. Il dirigente scolastico dell’istituto è Nicola Iannalfo.

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