80 anni fa il voto alle donne. La lunga storia delle conquiste
L’evoluzione della Repubblica italiana e dei diritti femminili: il 2 giugno del 1946 una data storica Nell’antica Grecia la popolazione femminile viveva rinchiusa nel gineceo, lontana da tutto
Ricorre quest’anno l’anniversario del voto alle donne, che ci ricorda uno dei più importanti traguardi nella storia delle conquiste dei diritti femminili. In Italia, il 2 giugno del 1946 le donne hanno ottenuto il diritto al voto e lo hanno esercitato durante il referendum tra Monarchia e Repubblica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e le lotte partigiane, lo Stato ha accolto anche le donne nella discussione politica, riconoscendo finalmente alla popolazione femminile un diritto da essa a lungo ricercato. La storia delle conquiste femminili comincia da lontano, quando nel mondo antico la vita delle donne era controllata dagli uomini e da una cultura patriarcale.
Nell’antica Grecia la donna viveva rinchiusa nel «gineceo», un’area della casa a lei sola dedicata, e si occupava di badare ai figli senza poter fare esperienza del mondo, della politica o del piacere di studiare. Come in Grecia, anche a Roma la donna era sotto l’assoluto controllo degli uomini, dal padre ai fratelli fino al marito, e solo raramente ha avuto occasione di esprimersi pubblicamente (esemplari in questo senso sono i casi della ricca Ortensia o della povera prostituta Manilia, le uniche a essersi sapute difendere dalle ingiustizie in tribunale). Per riconosce-re una vera evoluzione dei diritti femminili, però, bisogna attraversare tutto il Medioevo e l’Età Moderna, epoche in cui la donna ha continuato a mantenere una posizione subalterna all’uomo, e arrivare alle proteste del movimento britannico delle Suffragette nella seconda metà dell’Ottocento. Anche grazie a queste, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, le donne hanno piano piano ottenuto il diritto al voto nei principali paesi del mondo. Prima riuscirono a votare in Australia e in Nuova Zelanda, negli Stati Uniti e infine in Europa (i primi paesi a concedere il diritto di voto alle donne sono stati Finlandia e Norvegia). Oggi le donne hanno ottenuto tanti altri diritti, e hanno raggiunto una parità formale con l’altro genere in ogni ambito. Nella quotidianità, nel lavoro e nello sport, però, si pensa ancora che la donna sia meno capace o forte dell’uomo, e si crede che affidarle compiti di responsabilità rappresenti un rischio. Per tutti questi motivi, l’anniversario del voto alle donne è una preziosa occasione che ci ricorda che la strada della parità di genere è ancora lunga, e che iniziative come «La Toscana delle Donne» intraprese dalla nostra Regione sono quanto mai necessarie per raggiungere un’effettiva uguaglianza tra i due sessi.
Responsabilità. Multitasking.
Unicità. Resistenza. Tenerezza.
Queste sono solo alcune parole con cui le mamme della nostra classe hanno scelto di definire l’essere donna oggi. In vista del 2 giugno le abbiamo intervistate, per sentire che valore abbia ancora oggi, alla luce di una società in cui restano tante disparità tra uomini e donne, l’esperienza del voto. Quasi tutte, ricordando la prima volta in cabina elettorale, hanno parlato dell’ansiosa felicità di poter esprimere un parere e scegliere da chi farsi dirigere.
La mamma di Lapo ha detto «Mi sono sentita adulta, con una responsabilità importante», mentre quella di Kevin ha sottolineato di aver potuto «contribuire a una scelta collettiva». L’emozione più grande, però, è stata per la mamma di Viola, i cui nonni, quand’era piccola, l’hanno sempre portata al seggio: «Finalmente, quella volta toccava a me», ha ricordato.
Le nostre mamme sono però convinte che ci sia ancora da fare perché il genere femminile si allinei davvero a quello maschile, nella vita familiare e nel mondo del lavoro. «Io e mio marito lavoriamo su turni e possiamo dividerci facilmente i compiti», ha notato la mamma di Viola, «ma non tutti hanno questa fortuna». «Dovrebbero aumentare le ore di permesso dal lavoro», segnala la mamma di Rosario. Per la mamma di Kevin, infine, bisogna che la società «combatta per ottenere più aiuti alle famiglie».
La pagina che pubblichiamo è stata realizzata dagli alunni della ID della secondaria di primo grado Curzio Malaparte. Gli studenti redattori si sono occupati della realizzazione degli articoli e delle immagini a corredo della pagina.
Ecco i protagonisti: Abu Zar Muhammad, Bellandi Lapo, Caruso Emma, Conache Davide, Corradino Rosario, Dai Federica, Dong Alessia, Edosuwa Nada, Ge Mingxuan, Hasa Eleonora, Jiang Jinxi, Mosca Vincenzo, Mu Massimo, Pastore Arianna, Seravalli Viola, Smadoiu Maya, Weng Coco, Xu Kevin, Xu Laura, Yu Jiawen.
Gli studenti sono stati coordinati dal professore tutor Niccolò Maggesi.