Val di Chio, viaggio nella storia. Mappa dei mulini e dei misteri
Una esplorazione tra natura, storia e tradizioni raccontata dagli alunni che vivono qui
«Valle di Chio, Valle di Dio!». Così Leopoldo II Granduca di Toscana definì questo tesoro naturalistico, storico e paesaggistico, che accoglie la nostra scuola e a cui siamo molto affezionati. Da cinque anni questa valle ci accompagna ogni mattina, con il sole che illumina le colline o con la pioggia che bagna i campi. Il contatto con la natura ci ha insegnato a riconoscere il passare delle stagioni negli alberi e nel volo degli uccelli, abbiamo scoperto come orientarci osservando il sole e le ombre, abbiamo passeggiato lungo il Cilone osservando le sue anse, le tane delle nutrie e gli aironi guardabuoi che seguono i trattori nei campi.
Ed è per questo che abbiamo deciso di raccontare la nostra valle, la comunità che la abita e che contribuisce a mantenere vivo un territorio che rischierebbe altrimenti di essere dimenticato.
Partendo dalla nostra scuola a Santa Cristina, possiamo percorrere un «cammino» che incontra chiese e maestà quale testimonianza della grande religiosità che da sempre è diffusa in questo territorio. Da qui passiamo a Taragnano, toponimo etrusco o romano, dove la memoria del passato si intreccia con la devozione popolare: un antico tabernacolo custodisce una preziosa formella in terracotta dipinta raffigurante la Madonna che allatta il Bambino, culto molto sentito nella zona, legato alla protezione materna.
Proseguendo si sale a Caprile dove un tempo vi era un antico guado in pietra. Si arriva poi a Polvano, che trae origine da una famiglia etrusca i Pulfna e salendo ancora si incontra Santo Stefano da cui si può godere di una vista mozzafiato su tutta la valle e proseguire verso le rovine del Castello della Montanina.
Scendendo si incontra la Pieve di Santa Maria a Chio importante centro religioso medievale dove c’era uno «spedale» che assisteva pellegrini e bisognosi. Procedendo verso il paese incontriamo Gaggioleto, Petreto, che prende il nome dall’antica pietraia dove sorge, Orzale con i resti del Castello di Tuori, Pergognano e la Pieve di Retina.
Da qui si risale verso la Noceta, zona un tempo ricca di castagni e noccioli, Santa Margherita da cui si può raggiungere il valico della Foce, Collesecco per concludere a Santa Cristina cuore del nostro itinerario.
Questa valle in questi anni ci ha fatto crescere, ci ha insegnato ad osservare e a rispettare la natura. Anche se cambieremo scuola, il ricordo di questi anni rimarrà nel nostro cuore, proprio come un cammino che non finisce mai ma continua in un nuovo sentiero.
L’arrivo della primavera è il momento perfetto per uscire all’aria aperta e scoprire il nostro territorio. Tra i luoghi più suggestivi sicuramente merita una menzione particolare il Percorso degli Antichi Mulini, un sentiero che segue l’antico torrente Cilone, da Pieve a Retina fino alla Pieve di Chio e che in questa stagione si riempie di colori, profumi e piccoli rumori che sembrano raccontare storie senza tempo. È un cammino tranquillo di circa otto chilometri, percorribile da persone di tutte le età, che si può fare a piedi o in bicicletta. Andando piano si possono osservare tante cose: gli alberi mossi dal vento, l’acqua che scorre, piccole cascate, ponticelli e perfino le tracce lasciate dagli animali.
L’acqua è sempre stata molto importante per questa valle. Dalle colline scendono tanti piccoli rii che si uniscono nel torrente Cilone. Nel periodo paleocristiano e alto medievale qui nacque anche un antico “culto delle acque”, considerato un simbolo di fertilità della terra. Il nome del sentiero deriva dai molti mulini che si trovavano lungo il torrente. Funzionavano grazie alla forza dell’acqua, che faceva girare una grande ruota collegata alle macine. Così si trasformavano grano e castagne in farina, con cui si preparavano pane e altri cibi importanti. C’erano anche frantoi per le olive. Oggi restano pochi ruderi, ma alcuni nomi delle località della valle li ricordano ancora. Anche il nostro territorio ha una storia preziosa da raccontare, basta mettersi in cammino per ascoltarla.
Alunni Bambini Aurora Barbini Elia Caterini Bernardo Fabianelli Lapo Gallorini Emanuele Lucci Elia Materazzi Iris Menci Vittorio Nocentini Leonardo Polvani Francesco Prato Fernanda Rapini Miriam Sanna Daniele Senesi Diletta Sfameni Teo Insegnanti Tutor: Crott Stefania Rivai Alessandra Preside Maria Corbelli