ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Pazzini di Livorno (LI) - 2M

Lato oscuro della nostra Livorno. Disagio giovanile e degrado urbano

Ogni settimana la classe si ferma a riflettere sui fatti di cornaca più importanti e significativi

Ogni settimana la classe 2M della scuola San Gaetano dedica un piccolo momento di grande valore a discussioni di attualità. Le notizie al telegiornale e sui giornali ci appaiono sempre peggiori per gravità e violenza. “Qual è il maggior problema nella società odierna secondo voi?”- chiede l’insegnante.

“La criminalità, Prof, che troppo spesso resta impunita”- risponde saggiamente Dario. “Prof, prima di uscire ascoltiamo ed analizziamo insieme gli ultimi casi di cronaca italiana ed internazionale, alcuni sembrano proprio delle storie di gialli come stiamo leggendo in questo periodo”- chiede Clara. La Prof. risponde – “Purtroppo ragazzi non si tratta di romanzi gialli, ma della dura realtà che il mondo, l’Italia e la Toscana stanno vivendo ormai da anni, ovvero l’incremento del tasso di criminalità”. La città di Livorno nel 2025 si è posizionata tra le prime dieci province italiane per indice di criminalità, in particolare per furti (in abitazioni o di mezzi come auto e ciclomotori) ed in cima alla classifica per spaccio, essendosi già svolte alcune operazioni antidroga nei primi due mesi del 2026. Le aree più critiche, soggette a intensificati controlli e “zone rosse“ includono Piazza Garibaldi, Piazza della Repubblica, stazione ferroviaria, Centro Storico, Venezia Nuova, Viale Italia e Quartieri Nord per episodi di microcriminalità, situazioni di degrado urbano e criticità legate alla sicurezza. Se da un lato ci diciamo di stare attenti, dall’altro vogliamo approfondi-re le cause per cui le persone, che una volta sono state adolescenti come noi, abbiano vissuto un disagio giovanile tale da diventare dei criminali.

Da dove nasce il disagio? Le sue cause affondano le radici nella società, nella propria cultura, nel proprio nucleo familiare e nella propria psicologia. Se un giovane ragazzo o una giovane ragazza vivono male psicologicamente l’ambiente scolastico e i rapporti familiari non rispecchiandosi in nessun punto di riferimento, genitore, insegnante o amico, tutto ciò potrebbe portare ad un isolamento totale oppure all’avvicinamento di cattive compagnie, che attirano per la trasgressione delle regole e sembrano invincibili.

Ma se noto un amico in difficoltà, il mio dovere è quello di offrirgli il mio supporto affinché non arrivi a credere che i comportamenti sbagliati delle “gang” vengano normalizzati. L’unione dovrebbe fare la forza per gli aspetti positivi della vita ovvero per contribuire a un mondo più salutare e pacifico in cui convivere civicamente insieme. Le autorità hanno aumentato la presenza delle forze dell’ordine e avviato programmi di prevenzione. Nonostante episodi di microcriminalità, Livorno mantiene un profilo di sicurezza accettabile, con i residenti impegnati a promuovere un ambiente sicuro.

 

Livorno, città portuale in Toscana dal dialetto tipico creato anche da elementi ispano- portoghesi, è nota per il suo ambiente accogliente. I livornesi al giorno d’oggi vengono generalmente visti come persone di forte identità portuale e marittima, ironici, spontanei, diretti, cordiali, schietti, anche se un po’ sboccati e irriverenti. Tuttavia, anche la Livorno del passato ha affrontato sfide legate alla criminalità, specialmente in “Livorno vecchia“.

Un tempo la zona dell’odierna Livorno era caratterizzata da una criminalità legata soprattutto alle attività marittime e di transito. I crimini più frequenti includevano: pirateria e saccheggi costieri che hanno minacciato i traffici marittimi etruschi e romani; il furto di merci, la contraffazione di monete e le frodi, reati che danneggiavano il sistema economico locale. Livorno divenne un porto franco alla fine del XVI secolo per volontà dei Medici, in particolare del Granduca Ferdinando I, con l’obiettivo strategico di trasformare un piccolo villaggio di pescatori in un grande centro commerciale e scalo internazionale nel Mediterraneo.

La trasformazione in porto franco fu sancita dalle Leggi Livornine (1590-1603), che offrirono privilegi straordinari per attirare mercanti, capitali e nuove attività. Le Livornine offrivano accoglienza a mercanti stranieri, garantendo loro libertà di culto, cittadinanza e immunità da reati pregressi, trasformando la città in un mosaico multiculturale.

Ecco gli alunni della classe 2M che hanno partecipato alla realizzazione di questa pagina di Cronisti in Classe per l’edizione di Livorno de La Nazione.

Tutti i protagonisti: Acconci Allegra, Annibale Giulia Basini Camilla, Bellandi Adele, Ceccarini Sofia, Corbino Zeno, D’Osualdo Diego, Frualdo Savio, Neri Lorenzo, Papini Marta, Pellicci Dario, Pompilio Mattia, Ponce Clara, Potestà Anna, Quercioli Emma, Vannucci Matteo, Vernace Giulia, Voliani Chiara.

Insegnante: Eleonora Bernardini 

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 25/03/2026 ore 23:59
0

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260310 n livor 19 pdf image