Donne e libertà: 80 anni di voto. Dalle lotte al referendum del ’46
L’Italia del dopoguerra e la storia di una conquista per l’uguaglianza. Dalle pioniere alla svolta
Quest’anno sono 80 anni da quando le donne italiane sono andate al voto. Votare oggi ci sembra la cosa più naturale del mondo: basta andare ai seggi, mettere una croce e il gioco è fatto. Eppure, per le nostre bisnonne, quel gesto fu il traguardo di una lunga corsa faticosa. Il viaggio del voto femminile è iniziato lontano da qui. Il primo Stato a concedere questo diritto fu la Nuova Zelanda nel 1893, seguita in Europa dalla Finlandia nel 1906. In Italia, invece, le donne furono considerate per moltissimo tempo incapaci di decidere, come se la loro utilità si limitasse solo alla cura della famiglia e della casa.
A fine ‘800 nacquero le prime eroine dei diritti.
Anna Maria Mozzoni fu la prima a sfidare il Parlamento nel 1877. Diceva una cosa semplice ma forte: se le donne pagano le tasse e rispettano le leggi, devono anche poterle scrivere. Insieme a lei c’era Anna Kuliscioff, una dottoressa coraggiosa che curava i poveri a Milano. Anna spiegava che il voto serviva alle operaie per avere stipendi giusti e non essere più sfruttate nelle fabbriche.
La svolta arrivò dopo la Seconda Guerra Mondiale perché, durante la Resistenza, migliaia di donne avevano rischiato la vita come staffette e combattenti per liberare l’Italia e altrettante avevano sostituito gli uomini, al fronte, nelle fabbriche e nel sostentare le famiglie. Dopo tanto coraggio e sofferenza, nessuno poteva più dire che le donne non fossero adatte alla politica. Così, il 1° febbraio 1945, il governo finalmente approvò il diritto di voto.
Il giorno più emozionante fu il 2 giugno 1946. Quasi 13 milioni di donne andarono a votare per la prima volta per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Una curiosità divertente: sui giornali dell’epoca si diceva alle donne di andare alle urne senza rossetto perché all’epoca le schede andavano inumidite con la lingua per essere incollate e il trucco avrebbe potuto macchiarle, annullando il voto. In quella giornata storica furono elette, su un totale di 556 Deputati, anche 21 donne su 226 candidate: le Madri della Costituzione, incaricate di scrivere le nostre leggi più importanti a fianco dei colleghi uomini. Fu una conquista di libertà e su questa importanza vogliamo riflettere, perché sempre più spesso si sente come tanti non pensino più al voto come a un diritto dal quale dipende la nostra libertà, che ci è garantita solo se ci impegniamo con dedizione nel farne un buon uso. Questo impariamo da ragazzi sui banchi di scuola, non dimentichiamolo da grandi.
Per conoscere il momento storico del 2 giugno 1946 abbiamo incontrato la professoressa Ilaria Santi che, dieci anni fa, come presidente del Consiglio Comunale di Prato, per i 70 anni del suffragio universale esteso alle donne, aveva realizzato interviste a testimoni di Prato e provincia. Da questo incontro abbiamo appreso che fino ad allora le donne erano state chiamate a votare solo per le elezioni amministrative e non per una consultazione nazionale. Abbiamo deciso di coinvolgere studenti e professori della nostra scuola, chiedendo di intervistare nonne, bisnonne e zie anziane che ricordassero quell’avvenimento. Abbiamo così raccolto preziose testimonianze. La zia Annamaria, allora ragazzina, ricorda la gioia di sua madre, delle zie e delle cugine più grandi: si sentivano finalmente libere e importanti quanto gli uomini. La bisnonna Gianfranca raccontava che nel ‘46 era giovane e povera, ma per andare a votare indossò il vestito della domenica e prese in prestito la borsetta della madre, recandosi al seggio con i famigliari. Diversa l’esperienza della nonna Giovanna: vivendo in campagna, lei e altre donne di casa non poterono votare perché impegnate con animali e faccende domestiche. All’epoca il divieto fu accettato come normale; solo anni dopo riconobbero in quell’esclusione una forma di violenza, figlia della mentalità del tempo.
Dalle testimonianze deduciamo che in città c’era più coinvolgimento rispetto alle campagne.
La pagina è stata realizzata dagli studenti della ’Redazione junior’ del giornalino dell’Istituto Suore Mantellate di Pistoia.
Ecco tutti i loro nomi: Clarissa Bensi, Mia Chen, Valentino Grassi Mora, Martino Lin, Alberto Moriconi, Adele Niccolai, Artem Zaloznyi.
Docente tutor: Manrica Castellani.
Preside: Rita Pieri