ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Maria Bonaparte Valentini di Ponte Valleceppi (PG) - 2B

L’intervista impossibile con Levi. «Siate come Ulisse, ragionate»

A colloquio con uno degli scrittori italiani più famosi del ’900. «Importante uscire dalla massa»

Chimico di professione, deportato perché ebreo, Primo Levi è uno scrittore italiano dalle mille identità. Non è solo un sopravvissuto della Shoah, ma un uomo che con una profonda lucidità ha descritto il Lager come una “gigantesca esperienza biologica e sociale“.

Leggendo le sue parole nell’ultimo capitolo di “Se questo è un uomo”, abbiamo sentito il bisogno di dialogare con lui, portando la sua lezione nel nostro mondo. Levi ci ha raccontato che nel Lager gli uomini si dividevano in due gruppi: i sommersi e i salvati. I sommersi erano i prigionieri che avevano perso tutto, anche la speranza, diventando “involucri vuoti“ senza più una “scintilla divina“ negli occhi. I salvati, invece, erano quelli che con una selvaggia pazienza e un’abilità speciale riuscivano a restare a galla. Cogliendo la metafora dei Sommersi e dei salvati abbiamo chiesto a Primo Levi chi rischia di essere un “sommerso“; oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale? I sommersi di oggi potrebbero essere quelli che smettono di ragionare perché tanto lo fa il computer, lasciando che sia una macchina a decidere cosa guardare, cosa comprare o cosa pensare.

Ma come restare salvati? Forse con la consapevolezza che l’IA sia come una Formula 1: macchina meravigliosa, capace di semplificare lo studio, tradurre testi e intrattenerci ogni giorno. Tuttavia, una F1 senza un pilota esperto che la guidi, può diventare inutile o, peggio, pericolosa. Oggi, i “salvati” sono proprio quelli che non smettono di prendere decisioni. Forse Levi ci proporrebbe l’algoretica (l’etica applicata agli algoritmi) e ci direbbe che lo smartphone e l’IA non vanno “né benedetti né maledetti“.

Sono mezzi che devono restare al servizio dell’umanità e controllati dalla mente umana. Le decisioni restano all’uomo e non alla macchina. Per non essere sommersi dalla tecnologia, dobbiamo fare come l’Ulisse di Dante, citato dallo stesso Levi in un momento di massima resistenza alla disumanità.

Da 800 anni ormai, questo personaggio ci insegna l’importanza di avere obiettivi chiari per uscire dalla massa e seguire “virtute e canoscenza“. Essere come Ulisse oggi vuol dire non accontentarsi dei dati forniti da una macchina, che imita il pensiero ma non lo possiede, ma tentare l’impresa della vita. In questa “conversazione di qualità“ con il passato, abbiamo capito che la tecnologia è una mappa, ma il navigatore dobbiamo restare noi. Sfida faticosa, rischiosa ma necessaria.

 

Crescere non è facile, soprattutto per gli adolescenti. Spesso ci sentiamo pieni di dubbi e paure, abbiamo capito che la nostra identità non è un pacchetto pronto, ma qualcosa che costruiamo giorno dopo giorno con le esperienze vissute. In questo percorso, è spuntata una nuova compagna: l’Intelligenza Artificiale. Come usarla? Ci stiamo trasformando in robot o resta solo un gioco? Abbiamo fatto un sondaggio nelle classi del nostro istituto, i risultati so-no sopra le aspettative. Nonostante se ne parli tanto, la maggior parte non ha ancora l’abitudine di “confidarsi“ con una macchina. A Valfabbrica molti ragazzi dicono di non aver mai o quasi mai utilizzato l’IA per chiedere consigli importanti o per sostituire gli amici. Alcune persone la usano per giocare o per creare immagini, ma la maggior parte concorda: “Non è essenziale“ e “Posso farne a meno“. A Ponte Valleceppi numerosi studenti affermano di non usare le chat come supporto morale o psicologico. Alla domanda “Saresti felice senza l’IA?“, la risposta è stata: “SÌ” per la maggioranza. Molti hanno scritto che l’ IA non porta alla felicità e che preferiscono sbagliare da soli. Cercando una riflessione più generale, riteniamo che i ragazzi oggi abbiano paura del giudizio altrui riguardo a questo argomento. Dalle loro parole emerge una certa resistenza a rispondere. Si è attratti ma ancora spaventati da essa.

I protagonisti. Ecco i nomi. Scuola media “Bonaparte Valentini”, (Comprensivo Perugia 13), classe IIB Ponte Valleceppi: Aurora Andreacchio, Lorella Baldelli, Pietro Batazzi, Abdulrahman Belheddad, Diego Dionisio Budnik, Esraa Chahien, Davide Chiocci, Mattia Gagliardoni, Mattia Granieri, Angelica Jiaqi Hu, Sara Ismailji, Martina Lombardo, Filippo Mariucci, Alessandro Mercantini, Riccardo Moscetti, Castellani Raffaela, Nasillo Anastasia Pucciarini, Lorenzo Rosignoli, Yelyzaveta Simonova, Arianna Trampolini, Vinti Sara, Zekai Xu. La dirigente scolastica è la professoressa Simona Tanci.

Docenti tutor: Gianna Simone, Alessandra Sensi, Vincenza Bianco.

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