ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Renato Brogi di Sesto Fiorentino (FI) - 2C

La nuova sfida di Internet. Il falso è all’ordine del giorno

Le fake news di oggi: sempre più pericolose e frequenti. Come riconoscerle e difenderci

Ogni giorno, navigando su Internet o sui social, possiamo trovare notizie false, chiamate fake news.

L’espressione è recente, ma le bugie diffuse come vere esistono da sempre, fin dai tempi antichi, e venivano definite in modo diverso.

Ad esempio, «voci di corridoio» o «dicerie» sono informazioni false che vengono trasmesse oralmente. La «bufala», invece indica un’informazione falsa o diffusa per errore.

Inoltre, c’è differenza tra «misinformazione» ossia notizia non veritiera ma diffusa senza lo scopo di ingannare e «disinformazione» condivisa in modo intenzionale. Ne è un esempio ciò che accadeva nei regimi totalitari del Novecento, come il Fascismo e il Nazismo: lo Stato controllava giornali, radio e manifesti. Le notizie venivano modificate per far credere che il governo avesse sempre ragione. Anche oggi, in alcuni casi, le notizie false vengono usate per condizionare le opinioni e le scelte politiche.

Recentemente, l’uso dell’intelligenza artificiale ha cambiato la natura delle fake news, con la possibilità di creare e modificare le immagini.

Ad esempio si stanno diffondendo i cosiddetti deepfake, contenuti visivi falsi, modificati o ingannevoli, spesso venduti o promossi sui social media come Instagram, Telegram e Facebook, con l’obiettivo di truffare gli utenti con false promesse di guadagno, screenshot e/o foto manipolate, esibizioni di lusso, pressione psicologica, come con i modelli irraggiungibili di bellezza femminile. In quest’ultimo caso, le conseguenze per le giovani ragazze sono gravissime: diete troppo restrittive e non adatte al corpo umano fino a malattie come l’anoressia, la bulimia e altri disturbi.

Credere alle fake news comporta molti rischi, crea dubbi sulle notizie reali e spesso mette le persone le une contro le altre, incrementando anche il fenomeno del bullismo e l’odio verso certi gruppi. Le notizie false diffondono una paura ingiustificata allo scopo di rendere le persone vulnerabili.

Fra i casi più gravi ci sono la violazione della dignità e della privacy, la pornografia non consensuale, il revenge porn e i furti d’identità. Le fake news spesso sono difficili da identificare: come potremmo riconoscerle? Una strategia da mettere in atto è quella di analizzare la fonte che diffonde l’articolo, cercando di comprendere se la notizia è vera o no.

Un’altra opzione è confrontare la notizia su altri siti e prestare tanta attenzione alle immagini o ai video per verificarne l’autenticità. Distinguere fra vero e falso è ciò che ci rende cittadini consapevoli.

 

Da ottobre 2025 è stato istituito il reato di deepfake. Abbiamo intervistato il dott. G. Massettini, Direttore Tecnico Superiore della Polizia e responsabile dell’area informatica della Polizia Postale, che svolge nelle scuole attività di prevenzione e sensibilizzazione sui rischi.

Da quanto tempo lavora nella Polizia Postale? «In Polizia dal 2003 e alla Postale dal 2013, mi occupo di analisi forense digitale, cioè estrazione e analisi di prove da pc e telefoni».

Quando e perché è nata la Polizia Postale? «A fine anni ‘90. Con l’arrivo di Internet, si è resa necessaria una sezione specializzata nei crimini informatici e telematici».

Qual è la procedura per avviare un’indagine? «La Polizia avvia l’indagine a seguito di una denuncia da parte di un cittadino. Nei reati procedibili d’ufficio, come la sostituzione di persona o la pornografia minorile, si interviene anche senza denuncia».

Quanto è diffuso fra i giovani il fenomeno? In quale fascia d’età? «Non molto, tuttavia i rischi per i giovani non sono pochi: cyberbullismo e manipolazione di foto. Un altro rischio è la dipendenza e l’isolamento. Ciò è accaduto a B., 14enne, che ha iniziato a chattare con una ragazza creata con l’I.A., fino ad innamorarsene, perché, dietro un chat-bot, c’era un bot/NPC capace di intercettare le emozioni del ragazzo, attraverso il dialogo e le informazioni fornite da lui. Solo con l’aiuto della famiglia, della scuola e di una psicologa, B. ha capito che aveva perso il contatto con la realtà, rifugiandosi in un mondo virtuale per sentirsi meno solo»

La pagina è stata realizzata dalla 2^C della scuola secondaria di primo grado «Renato Brogi» di Sesto Fiorentino. Ecco i nomi: Giada Abatangelo, Eleonora Bakollari, Sofia Beneduci, Luigi Benvenuto, Lara Berna, Alessia Bertelli, Jacopo Borriello, Dario Campostrini, Chiara Castronuovo, Giuseppe Galasso, Aurora Gherardi, Matteo Hu, Aldo Kosteri, Riccardo Lavecchia, Viola Magurno, Yassine Ouaja, Giulia Pellegrini, Simone Picchi, Sofia Ristori, Stefano Scaglioni, Giulia Taurino, Zi Hang Yan.

Docenti tutor: Francesca Monaco, Elisa Foschini, Colombi Lisa, Scalia Salvatore, Filomena Morriello. Dirigente Scolastico: prof.ssa Rita Carraresi.  

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