ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria P. della Francesca di Pescaiola (AR) - 4A

Internet, il mondo in un clic. La rivoluzione delle relazioni

Grazie all’uso degli strumenti digitali l’apprendimento a scuola è più inclusivo ed equo

Qualche anno fa, i ragazzi della nostra età si divertivano a suonare il campanello e scappare via. Oggi in tutto il mondo facciamo storie e post, guardiamo video e Tik Tok, o meglio facciamo tutto con un click.

Ma come sarebbe un mondo senza Internet? Sarebbe di sicuro un luogo più silenzioso e lento, le giornate inizierebbero senza notifiche da controllare appena svegli. Le persone parlerebbero guardandosi negli occhi e ci si affiderebbe alla memoria invece che ai motori di ricerca. Le informazioni viaggerebbero attraverso libri, giornali, enciclopedie. Il tempo sarebbe legato all’attesa e non all’immediatezza.

Le distanze sarebbero più grandi perché richiederebbero la presenza e le relazioni forse sarebbero più profonde, ma anche più limitate nel numero.

La creatività e il gioco nascerebbero dalla noia e non dall’abbondanza di stimoli continui. La solitudine potrebbe pesare di più, ma il silenzio avrebbe più spazio per respirare. Senza Internet il mondo sarebbe imperfetto, né migliore né peggiore, ma più umano e più fragile.

Quel mondo che, nel suo essere artificiale, riesce però a soddisfare i bisogni di tutti: ci basta pensare alla scuola. Grazie all’uso di strumenti digitali, l’apprendimento è più inclusivo ed equo permettendo a ciascuno di imparare secondo i propri tempi e bisogni.

Siamo catturati nella sua rete nella nostra vita quotidiana: Internet è il luogo dove ci si informa, si stringono amicizie, si esprimono giudizi.

Tra alcuni di noi non esiste una vera e propria separazione tra il mondo online e quello offline: i due piani si intrecciano continuamente.

Nasce anche un nuovo linguaggio.

Noi ragazzi comunichiamo con messaggi brevi immagini, meme, emoji, audio e video. Le parole spesso sono abbreviate, stropicciate o mischiate con termini inglesi, non per pigrizia, ma per velocità, immediatezza e appartenenza al gruppo. Scrivere Lol, Cringe, Bro, fare cuori o freccine significa condividere un codice comune che rafforza i nostri legami, un linguaggio che serve a trasmettere stati d’animo, perché’ alla fine, come i nostri genitori anche noi abbiamo lo stesso bisogno umano di comunicare, e di sentirci parte di qualcosa.

Noi, quelli di oggi, non siamo solo consumatori di contenuti, siamo l’evoluzione di una socialità che ci fa sentire meno soli, a volte diversi ma comunque connessi in maniera globale.

Siamo lontani, qualcuno seduto nella sua cameretta o sul divano…

a volte la distanza geografica è vasta, ma siamo nonostante tutto vicini, in contatto continuo, nel vedersi, scriversi e parlare in tempo reale: ci basta solo un click.

Come sarà il nostro domani? Una finestra sempre aperta.

 

Lucia, Marco… ragazzi aggrediti, derisi e filmati davanti a scuola da quelli che ritenevano amici e diffusi nelle chat dei compagni di classe, e in quelle di altri studenti che nemmeno conoscevano. Quei bulli che a volte sono tali perché bullizzati o perché non conoscono altro che violenza. E quella fisica si trasforma in violenza digitale con rapidità e crudeltà. E pensare che Internet nasce negli anni ’60 con il nome di Arpanet, come rete militare universitaria statunitense creata per condividere le informazioni anche in caso di emergenze. Negli anni negli anni ’80 si espande e negli anni ’90, con la nascita del World Wide Web, internet diventa pubblico, trasformando radicalmente e il modo di relazionarsi ed informarsi. Poi arrivano i social network, le chat e lo smartphone, strumenti potentissimi che avvicinano le persone ma anche odio e violenza, tra questi il Cyberbullismo: una ferita che arriva dallo schermo. Per noi il telefono, il tablet o il Pc sono luoghi dove si gioca, si ride si sta con gli amici. Quando lì dentro compaiono prese in giro, sms cattivi, foto condivise senza permesso o commenti che fanno vergognare, tutto diventa confuso e spaventoso.

Non c’è il cortile della scuola da cui scappare. Ho fatto qualcosa di sbagliato? Inizi a sentirti solo triste e inutile. Una parola che fa male così tanto che solo una mano tesa la può guarire, come un amico che ci difende o un adulto che ci ascolta senza giudicare. La rete è sì parte della nostra vita, ma richiede responsabilità, educazione e rispetto

Alunni Abiddeen Muhammad Zainul, Amir Anaya Baldi Gaia Bianchini Sofia Chowdury Mohammad Ziflad, El Fiasni Sofia Fafiad Momina Gamberini Francesca Hoque Samiun Kalrr Manreet Lazzeroni Maria Vittoria Lopez Eliseo Magnani Carolina Marri Eleonora Metta Anita Metta Leonardo Pasqui Martina Salatiello Davide Selvaggio Francesco Insegnanti Tutor: Nadia Vannucci e Catia Brusca Docenti: Sbargi, Nocentini, Pascucci, Marchetti, Pausano Preside Rossella Esposito 

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