ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado Fattori di Marina di Grosseto (GR) - 2A

Un’avventura sul mare. L’incontro con una tartaruga marina

L’animale è stato trovato sulla spiaggia di fronte alla nostra scuola. Purtroppo, privo di vita

Venerdì 13 febbraio 2026, durante la ricreazione, la professoressa Milani e la professoressa Sartini hanno chiamato e radunato tutti gli alunni della Scuola secondaria di Primo grado ’Giovanni Fattori’ di Marina di Grosseto per andare al mare. Visto che abbiamo la fortuna di essere davanti alla spiaggia, ci abbiamo messo cinque minuti. Quando arriviamo ci ritroviamo davanti ad uno scenario abbastanza triste: in mezzo alla spiaggia c’è una tartaruga, che purtroppo ci ha lasciati. Grazie all’aiuto di alcuni passanti siamo riusciti a trovarla e capirne le cause di morte.

Probabilmente è stata colpita da un raffio sulla nuca che l’ha disorientata, ma ancora non si sa poiché i risultati della necropsia non sono arrivati. Purtroppo alcuni pescatori colpiscono le tartarughe e quelli che se ne rendono conto non segnalano l’accaduto alla Guardia Costiera per paura delle conseguenze. Abbiamo fatto una lezione di Educazione civica con la professoressa Papetti, responsabile di ’Tartamare’, durante l’attesa della Capitaneria di Porto. Ci ha spiegato che per comprendere la fascia d’età bisognerebbe misurarle il guscio, ma solo chi è specializzato e chi ha un permesso può toccare le creature marine. Nel nostro caso era un esemplare di femmina adulta di almeno vent’anni.

Ci ha spiegato anche come capire se è maschio o femmina: se è maschio ha la coda lunga, se ha la coda corta che arriva solo a fine guscio è femmina. La nostra era una femmina. Per capire se la tartaruga era veramente deceduta, la professoressa Papetti le ha messo un dito davanti alla bocca per vedere se reagiva, ma purtroppo questo non è avvenuto.

Ogni anno, prima dell’estate, dei gruppi di specializzati controllano la presenza di uova di tartarughe sulle spiagge per evitare che, durante il posizionamento delle strutture degli stabilimenti, vengano schiacciate. Lo scheletro delle tartarughe può essere recuperato da musei di storia naturale o centri di ricerca per fini didattici e di studio, oppure viene mandato in laboratori per monitorare lo stato di salute delle creature marine. Se, trovando una di queste creature marine, si è in compagnia di un gatto o di un cane, è raccomandabile tenere i propri amici a quattro zampe lontani poiché un loro intervento accidentale potrebbe complicare la necropsia. Dopo una mezz’ora arrivò la Capitaneria di Porto, e tutti noi ci spostammo dalla tartaruga per far parlare la professoressa e per far ispezionare la povera creatura spiaggiata. Una delle cose che hanno interferito nel salvataggio provato il giorno prima è stata la sbagliata indicazione data durante la telefonata e il maltempo che fece ingrossare il mare.

Grazie alla nostra professoressa abbiamo intrapreso una lezione fantastica di Educazione civica, fatta con supervisione e permessi.

 

Cosa fare se catturi una tartaruga marina. Non tagliare la lenza a filo: se l’amo è ingerito, non tentare di estrarlo ma taglia la lenza il più vicino possibile all’amo. Tirare la lenza può danneggiare gli organi vitali. Portala a bordo con cura: usa il coppo o reti a maglie larghe per issare l’animale a bordo, evitando di sollevarlo per le pinne o per la coda. Maneggiala con delicatezza: appoggia la tartaruga sul ponte all’ombra, coprendola con un panno bagnato (evitando di ostruire le narici) per mantenerla umida. Verifica lo stato: se l’animale è inerte, posizionalo con la parte posteriore più alta rispetto alla testa per facilitare lo svuotamento dei polmoni.

Contatta subito la Guardia Costiera (1530) o i centri di recupero locali per segnalare la cattura. Cosa non fare: non gettare la tartaruga in mare se è ferita o inerte (potrebbe affogare), non tentare di togliere ami profondi o reti strette se non si è esperti, non abbandonare l’animale al molo. Salvare una tartaruga è un obbligo di legge, ma è anche un atto di tutela del mare. Molti progetti (esempio, ’Tartamare’) supportano i pescatori nella gestione delle attrezzature e nella salvaguardia, talvolta offrendo supporto per la sostituzione di reti danneggiate da specie protette. Le conseguenze di un mancato recupero sono sanzioni penali e amministrative: pesanti multe, fino al sequestro delle attrezzature.

Questa pagina è stata realizzata dagli studenti della classe II A della Scuola media ’Giovanni Fattori’ di Marina di Grosseto: Neri Bartolini, Marika Bernazzi, Lucrezia Biadi, Alisa Dafku, Endri Dafku, Loris Dafku, Daniel Dedej, Alessio Dello Stritto, Melania Fini, Cesare Mori.

La dirigente scolastica è la professoressa Daniela Bilgini.

Le insegnanti tutor che hanno seguito il progetto e aiutato gli studenti nella realizzazione del lavoro giornalistico (dalla raccolta del materiale fino alla stesura degli articoli) sono le professoresse Eleonora Sartini e Susanna Milani.

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