ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado IV Novembre di Arezzo (AR) - 2B

Plurilinguismo, progetto pilota. Nasce il codice della mediazione

La nostra esperienza al centro del primo Regolamento per ragazzi elaborato con l’università

L’anno scorso la nostra classe, insieme alla 2A, la 3C e la 3D, ha partecipato ad un bellissimo progetto: Plurilinguismo e mediazione culturale a scuola con la professoressa Letizia Cirillo e le sue colleghe dell’Università di Siena.

Queste professoresse stanno studiando l’importanza di avere in una classe tante lingue parlate, perché, quando si impara, la ricchezza linguistica è un valore aggiunto e non una limitazione. Inoltre, con loro, abbiamo creato il Primo Regolamento sulla Mediazione linguistica a scuola, fatta da bambini e adolescenti.

Infatti molti di noi parlano più lingue, oltre l’italiano, e quindi spesso ci troviamo a tradurre e a fare da mediatori per adulti e ragazzi.

Questo ci fa sentire molto fieri di noi stessi, altruisti e importanti, ma a volte siamo insicuri, abbiamo paura di sbagliare e tradurre per gli altri ci può far perdere tempo durante le lezioni.

Per questo è importante un regolamento. Per prima cosa in classe abbiamo colorato la sagoma di un omino e le sue varie parti del corpo con colori diversi per rappresentare le lingue che parliamo.

È stato molto divertente, soprattutto perché abbiamo realizzato quante lingue conosciamo e la «varietà linguistica» della nostra classe. Tra lingue e dialetti (perché per i linguisti, come ci ha detto la prof dell’Università, anche i dialetti so-no lingue), ne abbiamo trovate 21! Nell’ incontro successivo Letizia ci ha portato un cartellone dal titolo: «Quale lingua parlo quando…?».

Mentre rispondevamo, abbiamo provato curiosità ed entusiasmo, abbiamo imparato tante cose di noi stessi e abbiamo avuto la libertà di parlare.

Un altro giorno ci ha portato le domande: «Come ci sentiamo quando traduciamo? Dove traduciamo?». Noi dovevamo scrivere in un post it e attaccarlo. È stata un’esperienza molto positiva e ci siamo resi conto che, quando traduciamo, aiutiamo la nostra famiglia, i nostri amici e anche se, a volte può essere ansioso e imbaraz-zante, è una bella cosa che ci fa sentire molto orgogliosi di noi stessi. E poi con la professoressa Cirillo, le prof Puleo e Salvischiani abbiamo scritto il Regolamento che dà consigli a noi, ai futuri alunni, al dirigente e ai prof della scuola.

Per finire, il 25 febbraio scorso, siamo stati invitati all’Università a parlare del Regolamento di fronte agli studenti e ai professori della facoltà. Che emozione e grande soddisfazione! Speriamo che venga usato in altre scuole e faccia capire che è bello avere compagne e compagni stranieri, imparare altre lingue, perché siamo esseri umani, tutte e tutti diversi e impariamo sempre gli uni dagli altri.

 

Abbiamo intervistato il nostro dirigente Marco Chioccioli e la professoressa Letizia Cirillo dell’Università. Cominciamo con il dirigente: Che cosa pensa di questo progetto? «È stata una bellissima esperienza per la scuola e per me. Ho capito quanto i miei studenti siano competenti e sono molto orgoglioso di tutti voi. Spesso si sente dire che i bambini stranieri non parlano l’italiano, senza invece sottolineare, non solo che lo conoscono, ma sanno parlare3 o 4 lingue!» È giusto tradurre alle persone in difficoltà con l’italiano o altre lingue? «Certamente, nella nostra scuola siamo tutti uguali e abbiamo le stesse opportunità di studiare, chi è nato qui e chi è appena arrivato». E poi: Si è emozionato ad andare all’università? «Lo ero nel vedere voi in luogo così importante, a presentare in pubblico il vostro lavoro. Ero molto fiero di essere il vostro preside» Professoressa Cirillo: Com’è stata questa esperienza? «È statoistruttivo e divertente lavorare con voi». Lo rifarebbe? Certo, anzi sono sicura che il progetto continuerà anche con la scuola primaria e cercheremo di coinvolgere le famiglie». Quali emozioni le ha portato questo progetto? «Entusiasmo e curiosità, ma soprattutto ho imparato tanto da voi e dalle esperienze che avete raccontato. E’ stato molto bello poi realizzare il regolamento insieme». Fiera di averci dato questa opportunità? «Sono fiera di voi, del vostro impegno e della vostra serietà».

Alunni Ahammed Shifad Bala Linda Basher Ashfin Chowdhury Miraz Dobre Ionut Alessandro El Hammaoui Omar Hassan Muhammad Hossain Radin Hossain Umayma Ibrahim Muhammad Imtiaz Yousuf Islam Ahanaf Islam Subaita Jabar Sana Jahan Tanzim Majid Hassan Miah Misrat Moeez Abdul Nawaz Shah Rahman Maim Shezad Mohammad Doored Uddin Al Muhaimin Insegnanti Tutor: Annalisa Puleo, Susanna Poddi Preside Marco Chioccioli

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