ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Viani di Viareggio (LU) - 1C

Viareggio: un itinerario di pace. La città che dice no alle armi

Un reportage nei luoghi di una terra dove l’opposizione ai conflitti bellici è un valore

«Se non stai buono, ti porto in Piazza delle Paure» così si diceva un tempo ai bambini monelli di Viareggio. Ci si riferiva alla piazza Garibaldi dove si trova una impressionante scultura di Lorenzo Viani e Domenico Rambelli. È da qui che comincia il nostro giro alla scoperta dei luoghi della Pace. La nostra città lega profondamente la sua identità al tema. Quel monumento non è certo rassicurante agli occhi di un bambino perché raffigura in modo molto impattante gli orrori della guerra. Imponente e scura, la statua celebra i caduti in battaglia durante la Grande Guerra dando, attraverso il personaggio del Seminatore, un barlume di speranza a chi osserva. Se ci spostiamo verso la periferia, attraversando il vecchio cavalcavia, troviamo il Monumento alla Resistenza e alla pace di Bruno Belluomini che rappresenta ľ eredità della lotta di Liberazione. Questo monumento è composto da una parete che raffigura la trasformazione delle macerie in promessa di cambiamento. Sulla facciata troviamo un mosaico dell’artista Folon che raffigura una colomba.

La città ha una lunga storia di accoglienza e convivenza pacifica, come si addice a una città di mare.

Chiunque voglia respirare un’atmosfera di calma e tranquillità può fare una passeggiata in cima al molo, osservare il mare e la scritta sul Muraglione, una dedica a Viareggio, e scambiare due parole amichevoli con i pescatori. Anche questa è pace! In città esiste anche un gruppo di associazioni e cittadini riuniti nel Forum per la Pace che ha come scopo quello di promuovere i diritti umani, la non violenza e la giustizia sociale nel nostro territorio. In occasione della seconda sfilata del Carnevale 2026 membri del Forum hanno letto un messaggio che invitava al «Cessate il fuoco ovunque!» per ricordare don Luigi Sonnenfeld, personaggio molto caro alla cittadinanza, che si è tanto dedicato al tema del disarmo. Il Carnevale di Viareggio, infatti, è una occasione privilegiata per parlare di pace: attraverso la tradizione, la manifestazione ha saputo sempre trasformare il dolore della storia in un messaggio di gioia e amicizia collettiva.

Per questo anche la Cittadella, l’anfiteatro che ospita gli hangar in cui si costruiscono i giganti di cartapesta, è da considerarsi a tutti gli effetti un luogo di pace.

Quest’anno tutta l’edizione è dedicata a questo tema e la nostra classe non può che esserne felice perché è un aspetto della nostra quotidianità che per noi è fondamentale e che difendiamo con convinzione, soprattutto dopo aver accolto tra noi un’amica che arriva dall’altra parte del Mediterraneo.

 

Il Carnevale di Viareggio non è mai stato soltanto una festa di maschere e coriandoli. Fin dalle sue origini, nel 1873, ha usato la satira e la cartapesta come strumenti per leggere il presente e prendere posizione. Tra i temi che più spesso affiorano lungo i viali a mare c’è quello della pace. Tra gli esempi più celebri spicca “La bomba” di Arnaldo Galli, realizzata nel 1973 per il centenario del Carnevale. Il carro, ufficialmente intitolato Guerra e Pace, colpiva per la sua forza simbolica: un enorme ordigno che si apriva e si trasformava, ribaltando il significato della distruzione in un messaggio di speranza. Il Carnevale, con il suo sorriso irriverente, ha spesso scelto di stare dalla parte della pace, usando il paradosso e l’eccesso per denunciare l’assurdità dei conflitti. Eppure, la storia della manifestazione conosce anche il silenzio. Le sfilate furono sospese durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, quando la realtà era troppo drammatica per lasciare spazio alla festa. Proprio queste interruzioni rendono ancora più significativo il ritorno del Carnevale come rito collettivo di rinascita.

Nell’edizione attualmente in corso, il Carnevale di Viareggio continua questa tradizione: i carri parlano ancora di tensioni globali, paure e speranze, ricordando che la pace non è un tema del passato, ma una necessità urgente del presente. Tra musica, colori e ironia, Viareggio rinnova così il suo messaggio più profondo: ridere può essere anche un atto di resistenza.

 

Ecco gli alunni della IC della scuola Marco Polo Viani di Viareggio, che compongono la redazione dei cronisti in classe che ha realizzato questa pagina: Salwa Ashour, Neri Bartoli, Filippo Biagi, Tommaso Bottari, Valentina Fusar Bassini, Maya Alessia Gagiu, Samuele Gaspari, Edward Ionut Isach, Rocco Listori, Alessio Mancin, Dario Musetti, Lorenzo Perrino, Beatrice Pezzi, Marco Santangelo, Enea Saracco, Gianmarco Savini, Alessio Strambi, Lorenzo Tabarrani, Michela Vannacci.

La tutor del progetto è la professoressa Daniela Lucatelli. 

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