Scuola, viaggio tra i banchi. Dalle grotte ai divani svedesi
Studenti divisi a metà tra voglia di estero e il legame con una sistema che insegna a ragionare
Parlando in classe ci è venuta la voglia di capire come vivono la scuola i ragazzi all’estero. Da un confronto della nostra realtà con quella di altri paesi, abbiamo scoperto che l’«andare a scuola» può cambiare molto a seconda della latitudine. Per quanto riguarda gli ambienti, nelle scuole nord-europee sono molto diffuse vere e proprie isole di apprendimento ed è comune trovare divani e tappeti nelle aule.
Gli studenti anglosassoni sono invitati a decorare i propri spazi, come armadietti e corridoi, a differenza dell’Italia dove l’arredo è più formale. In Italia l’insegnamento è focalizzato di più sulla teoria, invece, in paesi come la Finlandia o l’Islanda lo studio dà più spazio alla pratica e alle attività extrascolastiche. Abbiamo scoperto, inoltre, che in Italia ci sono molte più interrogazioni e verifiche rispetto all’estero, dove ci sono più progetti e più presentazioni.
Uno dei problemi più comuni tra gli studenti italiani è l’ansia: secondo i dati Ocse il 70% degli studenti italiani dichiara di provare forte agitazione per le verifiche, anche se si sente preparato e il 56% degli studenti italiani diventa molto nervoso mentre studia per un compito (la media degli altri paesi è molto più bassa, intorno al 37%). Per quanto riguarda le curiosità, in Giappone gli studenti puliscono le aule e i bagni dopo le lezioni e si servono il cibo da soli, non hanno quindi collaboratori scolastici come in Italia. Nel Regno Unito alcune lezioni di nuoto sono obbligatorie e in Finlandia valutano senza voti fino ai 12 anni. In Cina esistevano delle scuole all’interno di alcune grotte, mentre in Russia e in Ucraina la materia più odiata è la matematica.
Nonostante la «fatica italiana», il nostro sistema ha però dei pregi che spesso diamo per scontati. La preparazione teorica ci fornisce una buona base culturale, che ci insegna a ragionare criticamente e a fare collegamenti tra diverse materie. Inoltre, l’Italia è all’avanguardia per quanto riguarda l’inclusione: l’accoglienza degli studenti con difficoltà nelle classi comuni è un modello che molti altri paesi non hanno ancora pienamente sviluppato.
Alla fine del nostro «viaggio», abbiamo chiesto ai compagni della nostra scuola cosa ne pensassero: il risultato è un pareggio perfetto.
Il 50% degli intervistati sogna di studiare all’estero, mentre l’altra metà preferisce restare in Italia, legata a uno studio che, nonostante la fatica, ci insegna ad affrontare le difficoltà del futuro.
Alcuni nostri docenti hanno partecipato al progetto Erasmus+ e ne abbiamo approfittato per intervistarli. Il professor Diliddo (Spagna) e le professoresse Tiralosi e Laurita (Finlandia) ci hanno svelato com’è la scuola fuori dall’Italia. La prima curiosità ha riguardato l’abbigliamento. In Finlandia si va a scuola in abiti normali, mentre in Spagna gli studenti indossano divise bordeaux e nere con il logo dell’istituto. E le materie? In Finlandia ne hanno tre che da noi non ci sono: falegnameria, cucito e lettura in palestra. In Spagna, invece, usano a volte un unico libro per due materie diverse. Per quanto riguarda la lezione, in entrambi i Paesi si danno pochissimi compiti, perché le lezioni finiscono nel pomeriggio. Anche l’uso del cellulare cambia: in Spagna si usa solo alle superiori, mentre in Finlandia è uno strumento di lavoro per fare ricerche in classe. Sul fronte inclusività, l’Italia è più avanti: la Spagna ci somiglia molto, mentre i Paesi nordici hanno un approccio diverso. I laboratori, invece, hanno attrezzature molto simili alle nostre. La giornata scolastica è scandita da pause rigeneranti. Ogni cambio d’ora ci sono 10 minuti di stop, oltre a una pausa pranzo che può durare fino a un’ora. Si inizia ad agosto o ai primi di settembre, ma ci sono più vacanze durante l’anno.
A pranzo tutti vanno in mensa, con menù attenti a ogni esigenza. Queste esperienze ci hanno fatto capire che il progetto è molto utile e speriamo che presto anche gli studenti possano partecipare.
La pagina è realizzata dalla 2^ C della Secondaria di primo grado Quasimodo di Fornacette (Istituto comprensivo King di Calcinaia): Alessandro Battistini, Hao Yu Cheng, Adele Cignoni, Giulia Comaschi, Emily Damiani, Gaia De Nardis, Christian Giaconia, Samuele Giari, Francesco Giusti, Manuel Grimaldi, Ermes Hoxhallari, Cristina Malloggi, Eliza Andreea Mardare, Melissa Natale, Mattia Panichi, Leonardi Parlanti, Noa Pasquinucci, Francesco Ranieri, Gianluigi Retini, Fefe Noel Tcham, Filippo Zanobini. Docenti tutor Caterina Ceccarelli, Simona Guendalina Manfrè, Marco Mannucci, Lorenzo Sorrentino.
Dirigente scolastico Tommaso Petti.