Il cibo non è solo nutrimento. È amicizia, cultura e rispetto
Come costruire una comunità più inclusiva. Immaginiamo un grande pranzo insieme
Mangiare insieme è un piacere della vita, anche se a volte non ci facciamo caso. Non è solo nutrirsi, ma è stare insieme, parlare, ridere e condividere momenti importanti. A casa, per esempio, il pranzo della domenica è un momento speciale: tutta la famiglia si riunisce, si raccontano storie e si mangiano piatti preparati con cura. In alcuni casi, ad esempio per le festività più importanti come Pasqua e Natale esistono cibi tradizionali. Ad esempio, il Venerdì Santo e il 24 dicembre non dovremmo mangiare la carne. A Pasqua è tradizione mangiare uova benedette, agnello, torte salate e vari dolci come per esempio la colomba. I musulmani osservano allo stesso modo digiuni, il più conosciuto è il Ramadan, quaranta giorni durante i quali non si può mangiare dall’alba al tramonto.
A scuola quando durante la ricreazione si chiacchiera con i compagni e si scambiano snack o panini è un momento in cui parliamo, ridiamo e stiamo insieme. Sono attimi semplici che ci fanno sentire parte di un gruppo. Noi ragazzi della scuola di Lamporecchio abbiamo immaginato un progetto speciale: organizzare un grande pranzo condiviso con tutti i ragazzi della nostra scuola, non in una classe o in una mensa, ma all’aperto, magari in una piazza o in un parco, con tavoli lunghi ricolmi di cibo e affollati di persone. Sarebbe un momento speciale in cui nessuno è escluso e tutti possono partecipare. Ognuno potrebbe portare qualcosa da casa: chi una torta, chi un piatto tipico, chi un panino.
Ci sarebbero anche i prodotti del nostro territorio, come i brigidini di Lamporecchio, che non possono mai mancare sulle nostre tavole.
Nel nostro pranzo ideale non mancherebbe spazio per le culture diverse. Alcuni compagni porterebbero piatti dei loro paesi. Sarebbe bello vedere tanti cibi differenti sulla stessa tavola, perché ognuno racconta una storia. Il cibo diventerebbe un modo per fare amicizia.
Anche i professori potrebbero partecipare condividendo con noi un momento di scambio. Nemmeno l’attenzione all’ambiente dovrebbe mancare, useremmo meno plastica possibile, magari piatti riutilizzabili, e cercheremmo di non sprecare cibo. Questo pranzo ci farebbe capire che la convivialità è qualcosa di importante. A Lamporecchio, dove ci sono già tante tradizioni legate al cibo, un evento così potrebbe rendere ancora più forte il senso di comunità. Il cibo diventerebbe un ponte tra le persone e un’occasione per imparare gli uni dagli altri.
Ogni anno, nel nostro paese di Lamporecchio, arriva un momento molto speciale: la Fiera d’Agosto e la Sagra del Brigidino, una grande festa che porta tutti in piazza per celebrare il dolce tipico più famoso del nostro territorio. La Fiera d’Agosto è una manifestazione che si tiene nei primi giorni di agosto e coinvolge tutto il centro del paese. Per molti abitanti e visitatori è un appuntamento tradizionale che si ripete da oltre 150 anni.
Le strade si riempiono di bancarelle, di persone, di musica, di spettacoli e di profumo di brigidini che si diffonde nell’aria. Il pezzo forte della fiera è sicuramente il brigidino, il dolce tipico di Lamporecchio. Il brigidino è una cialda molto sottile, croccante e profumata di anice, con una forma tondeggiante e un colore dorato. La leggenda racconta che questo dolce sia nato per caso da un errore delle suore di un convento, che aggiunsero anice all’impasto delle ostie.
Non mancano momenti per i più giovani: giochi, spettacoli, il Luna Park e anche una nuova mascotte, chiamata’ Brigicchio’, che saluta tutti e si fa fotografare con i bambini! Pensiamo che eventi come questo siano importanti perché ci permettono di conoscere e valorizzare le nostre specialità, come il brigidino, e di sentirci orgogliosi del nostro paese. La Fiera d’Agosto e la Sagra del Brigidino di Lamporecchio sono molto più di una semplice festa paesana: è un momento di tradizione e condivisione. È un’occasione per gustare uno dei dolci più amati della Toscana.
La pagina è stata realizzata dagli studenti della classe 1 B dell’istituto comprensivo Berni di Lamporecchio.
Ecco tutti i nomi dei giovani giornalisti: Emma Angelillo, Noemi Balla, Leonardo Bargi, Donya Barraoui, Niccolò Bianchini, Gioele Cofone, Sulian Curumi, Brando Ferretti, Gabriele Ilarda, Alex Lizuo Jin, Martha Laura Rivera, Ibrahim Lecini, Filippo Malucchi, Lorenzo Mele, Edoardo Poggiali, Gioia Tafa.
Docenti tutor: Monia Leone, Filippo Bucelli, Elena Montomoli.
Docente referente: professoressa Monia Leone. Dirigente scolastico: Giulia Iozzelli.