ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Mattioli di Siena (SI) - 3F

Algoritmi, etica e futuro digitale. Umano o intelligenza artificiale?

L’AI aiuta in molti settori, ma apre anche nuove domande etiche

«L’intelligenza artificiale sarà la cosa migliore o peggiore mai successa all’umanità». Così Stephen Hawking si esprimeva riguardo all’intelligenza artificiale.

Essa è una tecnologia che permette alle macchine di svolgere più velocemente compiti e problemi che normalmente richiedono l’intelligenza e lo sforzo umano. La sua origine può essere fatta risalire al 1950 con Alan Turing che mise a punto il Test di Turing. Consisteva nell’allenare una macchina a calcolare le probabilità per capire se un’operazione fosse compiuta da un umano o no.

Negli anni ‘90 si sviluppò il Machine Learning, un insieme di dati che vengono forniti al computer e da cui il sistema, provando molte volte a svolgere la stessa azione, impara a compierla senza una specifica programmazione. Con l’avanzare del tempo venne sviluppato il Deep Learning, che elabora in modo più efficiente e veloce le informazioni rispetto al Machine Learning. Nel 2017 viene messo a punto il Transformer, vera svolta di questa tecnologia. È un modello che riesce a capire il contesto dell’argomento e a riprodurlo in maniera autonoma, analizzando le singole parole, le immagini e i suoni.

Uno dei sistemi che si basa sul Transformer è Chat GPT, molto conosciuto da noi ragazzi. Lo usiamo per farci dare spiegazioni, toglierci dei dubbi o svolgere i compiti.

Abbiamo capito, però, che non sempre le informazioni date da questo programma sono vere, perciò dobbiamo verificarle. Non solo i ragazzi ma anche gli adulti devono imparare a utilizzare l’AI in modo consapevole, adoperando lo spirito critico che ci aiuta a fare scelte corrette. Senza un proprio pensiero l’uomo rischia di perdere la capacità di ragionare e, di conseguenza, la libertà di prendere decisioni senza essere influenzato dall’esterno. L’AI è uno strumento che può essere usato per scopi positivi o negativi. Negli ultimi anni ha aiutato molto gli scienziati nel campo della medicina: ad esempio per creare delle cure sempre più specifiche, per velocizzare le diagnosi e per i vaccini. L’AI sicuramente sostituirà alcune professioni, ma ne farà nascere anche di nuove, come per esempio figure specializzate nel formulare correttamente i prompt (istruzioni) per i vari usi. Un altro aspetto negativo riguarda i danni all’ambiente, perché i database hanno bisogno di tanta acqua per raffreddare i loro sistemi. Dobbiamo, quindi, imparare a farne un uso mirato e adeguato, perché l’AI è sotto il controllo dell’uomo e non il contrario.

 

Abbiamo intervistato il dottor Cannucci, laureato in statistica e il dottor Meconcelli, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria Informatica dell’Università di Firenze, per parlare dell’AI.

Che impatto ha l’intelligenza artificiale sui giovani? «L’AI è uno strumento molto potente, ma ci sono ancora pochi studi sui suoi effetti. Il suo utilizzo è cresciuto notevolmente, spesso per svolgere compiti semplici, come quelli scolastici e ciò porta a diminuire progressivamente la capacità di problem solving» Come sono cambiate le guerre con l’avvento dell’AI? «Con quest’ultima escalation in Iran, dove i sistemi di AI sono stati utilizzati per individuare obiettivi strategici, l’uso è cresciuto a dismisura. Ma queste tecnologie possono sbagliare se non vengono dati i giusti comandi, perché non riconoscono la differenza tra civili e soldati. Potrebbe consigliare punti in cui si trovano persone innocenti. Ricordiamo comunque che la decisione finale viene presa dall’uomo, che è l’unico responsabile di ciò che avviene. Bisogna anche analizzare con attenzione le notizie raccontate su questo conflitto e in generale su tanti ambiti della vita quotidiana. Vengono diffuse sempre più immagini e video falsi che sono difficili da distinguere da quelli reali».

Che impatto ha sull’ambiente l’uso di acqua per raffreddare l’AI? «L’acqua, fondamentale per la vita, sta scarseggiando e viene anche usata per raffreddare i sistemi artificiali che si surriscaldano durante il funzionamento. Dobbiamo usare questi strumenti solo quando ne abbiamo veramente bisogno».

Classe 3F Giacomo Bargagli Filippo Becatti Pietro Benvenuti Marco Betti Margherita Bianchini Elena Brotto Serena Cannucci Elia Capannoli Sofia Cerchiara Alessandro D’Avino Giulio Frati Alea Hasani Sofia Jasarevic Rawaa Katayf Matteo Lippi Alice Manasse Dalia Meniconi Emma Messina Elida Selmanaj Giacomo Silvestro Martina Thenuwara Gabriele Vischi Docente tutor Enrica Bardelli Dirigente scolastico Rosa Laura Ancona

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