La fortuna incontra il talento. Luchini, talent scout a Radicofani
’A spasso’ con Fausto Cecconi tra gli angoli meno conosciuti del borgo
Un angolo nascosto del nostro paese racconta una storia che forse in pochi conoscono; quella di un ragazzino, capitato quasi per caso a Radicofani più di un secolo fa e che poi, proprio partendo da qui, è diventato uno dei protagonisti dell’arte del Novecento. Una persona che invece questa storia la conosce bene è Fausto Cecconi, consigliere comunale con delega alla cultura, che ci è venuto a trovare e ci ha trasportati con le sue parole nella Radicofani di fine ‘800. Tutto ha inizio quando il Granduca Ferdinando I de’ Medici immagina l’ «Osteria Grossa», un suggestivo ristoro per i viaggiatori di alto livello, non pellegrini qualsiasi, ma figure di un certo spessore. La famiglia Madioni proprio grazie alla Posta Medicea, che ai tempi gestiva, diventa a sua volta «punto di snodo» e collegamento di vite, storie e talenti. Gino Severini, pittore e critico d’arte italiano tra i maggiori esponenti dell’Avanguardia Futurista, vive parte della sua infanzia nel palazzetto Piccolomini di Radicofani, comprato da Davide Madioni. Quest’ultimo lo aveva diviso in 4 appartamenti, di cui uno dato in affitto proprio alla famiglia Severini. In questo periodo della sua vita, poco conosciuto e documentato, se non grazie all’atto di morte della sorellina, Gino scopre la passione per l’arte. Attraverso la famiglia Madioni, conosce una donna speciale, lungimirante a tal punto da vedere il suo futuro e da credere talmente tanto in lui da consegnargli, «metaforicamente parlando», il pennello per dipingere la propria carriera artistica. Celsa Madioni, nipote di Davide, è solo una bambina quando incontra Gino e subito ne diventa amica. Passano molto tempo insieme, fino al giorno in cui Celsa decide di far conoscere al suo nuovo amico Matilde Luchini, un’amica dei suoi genitori. Gino rimane immediatamente affascinato dal carisma della giovane nobile, dai dipinti, dalle tecniche, da tutto ciò che la pittrice fiorentina gli insegna con orgoglio e dedizione. La signora Luchini, nata a Firenze nel 1874, conosce bene Radicofani, poiché possiede una casa di famiglia, dove torna ogni volta che ne ha la possibilità. Gino è una scoperta sensazionale anche per lei, che ne riconosce subito le qualità come una vera «Talent scout»! Matilde continua a prendersi cura dell’apprendimento di Gino, inviando lettere anche dalla città. Di fronte ai problemi economici della famiglia Severini, la pittrice, ormai affezionata al suo allievo, decide di contribuire finanziando al ragazzo una vera e propria borsa di studio a Roma. E’ proprio partendo da qui che Gino intraprende la sua ascesa artistica.
La Posta medicea, voluta dai Medici nella seconda metà del 1500, fu progettata da Bernardo Buontalenti come un vero e proprio hotel a 5 stelle e venne costruita in soli 4 anni. Ebbe molti gestori tra cui i Madioni, una famiglia specializzata nell’ospitalità viaria. La Posta di Radicofani ospitò molti personaggi illustri come: i granduchi Ferdinando I, Cosimo II e Leopoldo II; lo scrittore Thomas Gray; l’imperatore Giuseppe II d’Austria; William Beckford; il maresciallo Axel Von Fersen; Giacomo Casanova; il marchese De Sade; Montaigne; Stendhal; François René de Chateaubriand; John Ruskin; Charles Dickens; Mozart e tanti altri ancora.
Una delle tante curiosità legate al luogo riguarda Papa Pio VII, che soggiornò più di una volta a Radicofani. La prima durante il viaggio da Roma verso Parigi, voluto nel 1804 da Napoleone, che lo aveva obbligato a raggiungerlo per farsi incoronare imperatore. A Radicofani il papa arrivò malato, ma trovò un gradito ristoro; venne accudito con calore e con una buona zuppa! Qualche anno più tardi, nel 1809, sempre a causa di un viaggio obbligato, che si concluse con una prigionia a Savona, Pio VII si fermò per la seconda volta a Radicofani per un giorno. Infine nel 1818 il papa, ricordando la gentilezza e l’accoglienza ricevuta, ritornò per sua volontà per omaggiare con un regalo la cuoca che gli aveva preparato la zuppa quando era malato. Per onorare la presenza la famiglia Madioni fece attaccare una lapide nella parete della suite, dove il papa soggiornò. Un membro discendente della famiglia Madioni conserva ancora oggi la tazzina che il papa usò per bere durante il soggiorno.
1^ media: Alessandro Ciacci Leonardo Grinchi 2^ media: Olimpia Anselmi Vittorio Fatini Alice Fuccellara Martina Fuccellara Linda Nutarelli Reika Pellegrini Eva Rossi Denis Scarpelli 3^ media: Bianca Maria Aggravi Mauro Carrone Marica Casarini Federico Del Grasso Francesco Martelli Aurelio Massini Mario Monni Costanza Nocchi Edoardo Nutarelli Leonardo Pinzi Thomas Rossi Samuele Vicarelli Docenti tutor: Benedetta Gori Elisa Fioramanti Viola Niccolai Dirigente scolastica Patrizia Felicioni