ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Franca Papi di Viareggio  (LU) - 3A

Sport, disabilità e inclusione. Grandi possibilità per i giovani

Alcuni esempi reali di come sia stato positivo l’avvicinarsi all’attività fisica e agonistica

Un solo traguardo, nessuna barriera: Il nuovo volto dello sport tra parità e inclusione. Negli anni sono stati fatti grandi passi in avanti e ormai quasi tutti gli sport hanno la versione maschile e femminile. Abbiamo deciso di fare qualche domanda ad una nostra compagna di classe che pratica calcio: si chiama Aurora, ha 13 anni e frequenta la scuola calcio Lido di Camaiore.

Essendo una ragazza, le regole prevedono che debba giocare nella categoria inferiore assieme ai maschi fino a che i ragazzi non iniziano il campionato Giovanissimi. Da quel momento in poi Aurora sarà obbligata a entrare in una squadra femminile se vuole continuare a giocare. Nel nostro territorio ci sono diverse squadre femminili che offrono la possibilità di continuare questo percorso; inoltre, se si è molto brave c’è la possibilità di far parte di una squadra rappresentativa della Toscana, nella quale vengono scelte le migliori giocatrici regionali.

Tra le domande fatte ad Aurora, abbiamo chiesto come è stata accolta dai compagni, come si è trovata con l’allenatore e quali impressioni ha avuto in questo sport.

Ha risposto che si è sentita completamente accettata e a suo agio senza subire pregiudizi di genere e sull’identità sessuale. Lo Sport rappresenta un’attività che riesce ad unire tutte le persone con o senza disabilità. Nella nostra classe abbiamo un ragazzo diversamente abile: Giorgio ha 13 anni e da piccolo era molto iperattivo ma grazie allo sport e alle varie attività svolte durante il giorno è riuscito a incanalare le sue energie ed esprimere le sue emozioni.

Abbiamo intervistato la madre del nostro compagno per chiederle quali sport pratica Giorgio e come si sente quando li svolge; lei ci ha raccontato che lui frequenta molte attività come il nuoto, kick boxing, equitazione, sci, baskin e, durante l’estate, al posto dello sci pratica surf. «In questi sport vengono fatte fare gare apposite per lui – ha spiegato la mamma di Giorgio – organizzate da una federazione per ragazzi disabili e lui è molto felice quando prende una medaglia. Il baskin è un basket inclusivo per le persone disabili, con regole basate sulle loro possibilità. Questo sport non ha un campionato – commenta – perché esiste da poco e pertanto non c’è ancora un’organizzazione strutturata. Lo sport in cui ha più difficoltà è la kick-boxing, infatti durante le gare viene aiutato molto dal suo allenatore.

Tuttavia – conclude – quando lo pratica Giorgio è molto felice». In conclusione deduciamo che lo Sport in generale è uno spazio dove tutte le persone riescono a esprimere le loro emozioni, sentimenti e personalità.

 

Stefano Bacci è il presidente dell’associazione “Fiore di loto”, che si occupa di sport e inclusione: un progetto che parte dallo sport come strumento di inclusione. Con lui abbiamo voluto parlare per misurare le condizioni necessarie a svolgere attività con ragazzi diversamente abili, chiedendogli quali siano le difficoltà e le responsabilità di questo impegno: «Ho trovato le normali difficoltà che si trovano per ogni ragazzo. Ho aspettative diverse, è ancora più importante adattarsi e farsi capire ma le difficoltà sono le solite e ciò che in realtà serve è solo la capacità di adattamento».

Signor Bacci, serve un metodo di allenamento specifico per loro? «No, non c’è niente di particolare: mi piace pensare che tutti siano trattati nel solito modo di un normodotato, la tipologia degli esercizi non cambia».

Nello specifico, vi occupate di kickboxing, anzi di para- kickboxing: di che cosa si tratta? «La para-kickboxing non prevede veri combattimenti ma prove con i ‘colpitori’ che sono strumenti che come allenatore indosso sulle braccia per consentire all’allievo di eseguire le tecniche imparate».

Che cosa prova ad allenare questi ragazzi? «Non è semplice allenare, ma nella fatica c’è anche il divertimento e l’emozione mi prende sempre quando, una volta finito l’allenamento o la gara, torno a casa e rifletto sul percorso fatto: è molto di più quello che i ragazzi insegnano a me di quanto faccio io perché ogni giorno mi insegnano a non arrendermi».

Ecco i giovani reporter della classe IIIA della scuola secondaria ‘Franca Papi’ dell’istituto comprensivo Don Milani: Emma Arrighini, Aisha Keita, Francesco Bertini, Mattia Bertuccelli, Giacomo Alfio Betti, Mohamed Bislimi, Lapo Brucia, Alessio Cupisti, Giulia Del Corto, Antonio Di Cristofaro, Giulia Guidi, Aurora Limena, Jonathan Malfatti, Dario Moriconi, Noè Niccolai, Francesco Pardini, Giorgio Piancastelli, Davide Polloni, Giulia Pucci, Samuele Ranucci, Daniele Simoncini, Feroj Uddin, Nicolas Vellutini.

Dirigente scolastica: professoressa Nella De Angeli.

Docente tutor: professor Barnaba Lucchesi.

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 11/03/2026 ore 23:59
0

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260224 n via 08 pdf image