Pistoia, un libro da scrivere. La Capitale vista da noi ragazzi
Inizia l’anno dedicato alla cultura nella nostra città. Un’opportunità da cogliere anche per i giovani
Spesso si pensa al libro come a un oggetto silenzioso, da riporre su uno scaffale a prendere polvere.
Ma se quel libro dovesse scriverlo un’intera città? Noi ragazzi lo abbiamo capito subito: Pistoia, diventando Capitale Italiana del Libro 2026, aprirà le sue pagine al mondo, dimostrando che i libri non sono solo qualcosa da conservare e sfogliare distrattamente, ma ponti necessari per immaginare insieme il futuro.
E così la nostra città non ha vinto solo un titolo, ma ha accettato una sfida che ci riguarda tutti da vicino. Infatti, non dobbiamo sentirci i semplici spettatori di un evento deciso dai ’grandi’, ma siamo chiamati ad agire da veri protagonisti di un’avventura che sa di futuro. Il cuore pulsante di questa impresa è la biblioteca San Giorgio, promotrice di attività giudicate interessanti e innovative. Per molti si tratta solo di un edificio, ma per noi ha qualcosa di speciale: è qui che le idee prendono forma ed è qui che si creano spazi di socialità e partecipazione attiva e inclusiva. Essere Capitale del Libro non significa solo ospitare qualche iniziativa, ma trasformare ogni angolo della città in una pagina bianca dove tutti, i giovani per primi, sono chiamati a raccontare una nuova idea di domani. D’altra parte, come dice il dossier di candidatura, ’leggere è un’avventura’, sarebbe sciocco non cogliere l’opportunità di viverla pienamente.
Allora ci chiediamo: cosa significa per noi questo riconoscimento? Ebbene, significa che, forse, anche la nostra voce conta. La lettura non è solo quella dei classici che studiamo a scuola per sostenere l’esame, ma è un modo per interpretare quel mondo sempre più complicato che, da un lato, ci spaventa, ma dall’altro ci affascina irrimediabilmente.
È tecnologia, innovazione e creatività: le storie nascono e si sviluppano nei libri, grazie all’abilità degli scrittori, ma da lì escono per trasformarsi in podcast, percorsi di realtà aumentata o altre forme d’arte che diventano patrimonio di ciascuno di noi. In questo anno speciale, che segue, a distanza di nove anni, la nomina della città a Capitale italiana della cultura, vorremmo che Pistoia diventasse un laboratorio a cielo aperto. Vorremmo incontri con autori che parlino il nostro linguaggio, spazi dove il libro sia uno strumento di crescita e non di noia. La vera vittoria di Pistoia 2026 non sarà un trofeo in una bacheca del Comune, ma il numero di ragazzi che, passando davanti a una libreria o entrando alla San Giorgio, si sentiranno finalmente a casa.
Cosa c’entra Pistoia con un piccolo paese siciliano in lotta contro la forza della natura? La risposta va cercata nel concetto di solidarietà. Niscemi, in provincia di Caltanissetta, sta vivendo ore drammatiche. Una frana minaccia di cancellare tutto: case, scuole, attività commerciali e anche la biblioteca comunale, un luogo carico di storia e valore sul piano culturale. La nostra città non è rimasta a guardare e ha offerto il suo aiuto per preservare il prezioso patrimonio librario del paese. Vedere Pistoia, fresca di nomina a Capitale Italiana del Libro, tendere la mano a Niscemi è qualcosa di cui ci sentiamo orgogliosi. Non si tratta solo di inviare fondi per la ricostruzione o di salvare qualche volume, cose che comunque sono importanti, ma di lanciare un messaggio potente: nessuna comunità dovrebbe rischiare di perdere le proprie radici, soprattutto a causa di un disastro ambientale che si potrebbe definire ’annunciato’. Questa iniziativa dimostra che essere ’Capitale’ non è un titolo onorifico da esibire, ma una responsabilità. Se i libri a Niscemi rischiano di sparire, inghiottiti da una voragine, le cui immagini fanno spavento solo a vederle in Tv, è qualcosa che riguarda tutti: ’I care»’ diceva Don Milani.
Noi ragazzi abbiamo riconosciuto in questo gesto una lezione di cittadinanza attiva: la cultura è il collante che unisce l’Italia, oltre la distanza e le difficoltà del territorio.
Ecco i nomi dei protagonisti della classe 3 E dell’istituto comprensivo Fermi di Casalguidi: Filippo Andriulo, Francesca Baldi, Miriam Beniamino, Benedetta Bisori, Tommaso Bonacchi, Chiara Campailla, Emma Castaldo, Marta Castaldo, Gaia Corrieri, Nicolas Di Leo, Federico Di Piazza, Matteo Giovannetti, Samuele Guerriero, Matteo Jakej, Giulia Magrini, Lorenzo Mungai, Sofia Niccoli, Azzurra Palandri, Giorgia Palmarozza, Dario Spinelli, Rihanna Trovato, Aurora Vaiani.
Professoresse: Valentina Giagnoni e Simona Moriconi. Dirigente scolastico: Alberto Ciampi.