Salviamo il pianeta con i vestiti. Rinunciamo all’usa e getta
Sempre più persone ricorrono all’usato e scelgono il vintage sulla strada della sostenibilità
Negli ultimi anni il riciclo si è rivelato fondamentale perché l’accumulo di rifiuti sta aumentando a dismisura e c’è maggiore necessità di dare una nuova vita a ciò che non si usa più, per non produrre altri scarti.
Sta diventando impossibile smaltire tutti i rifiuti. Spesso capita che essi vengano spediti in stabilimenti illegali, cioè che non rispettano le norme di smaltimento. I primi dieci brand di capi invenduti nel mondo sono tutti marchi del fast fashion. Molti dei vestiti usati che arrivano in Ghana finiscono in discariche abusive o vengono bruciati nei lavatoi pubblici, contaminando gravemente l’aria, il suolo e le acque, mettendo di conseguenza a rischio la salute delle comunità locali.
GreenPeace Italia, un’organizzazione ambientalista e pacifista, ha rivelato che quasi la metà dei rifiuti di plastica esportati dall’Italia, vengono trattati da aziende che operano illegalmente. Il problema del riciclo riguarda anche la moda e le abitudini delle persone riguardo al vestiario. Quando si parla di moda si parla anche di attualità e di valori, poiché per la gente di oggi la priorità è dare un’immagine positiva di sé, trasmettendo agli altri un messaggio di rispettabilità e di carisma.
Ormai, nella nostra società, è ritenuto fondamentale colpire l’attenzione degli altri, sorprendere e impressionare. Un sondaggio rivela che gli italiani troppo spesso tendono ad acquistare capi che poi non indossano. Lo shopping rilassa la mente, soddisfa un desiderio di novità e di cambiamento che non ha molto a che fare con un reale bisogno.
Questa sorta di impulso potente ha anche conseguenze sull’ambiente e ci impone una riflessione. Sarebbe una buona idea vendere capi di abbigliamento su alcuni siti (per esempio Vinted ) o ai mercatini dell’usato, oppure darli in beneficenza ad alcune associazioni (per esempio «Lo Sbaraccador» a Vicopisano).
Noi ragazzi siamo pieni di risorse in quest’ambito, e spesso mettiamo in vendita ciò che non ci piace più. Pochi adulti crederebbero che noi, sotto il controllo dei genitori, siamo dei veri imprenditori, capaci di pubblicizzare e di vendere i nostri vestiti usati. Grazie alla scuola e alle nostre famiglie, siamo molto consapevoli del rispetto dell’ambiente.
Il vintage è un attributo che definisce la qualità e il valore di un oggetto indossato o prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale e che può essere riferito a secoli passati senza necessariamente essere circoscritto ad un luogo e ad un tempo preciso. Certo, le persone comuni non distinguono in modo troppo rigoroso e usano il termine per indicare capi di vestiario non più attuali. Alcuni capi vintage costano cifre improponibili e altri capi sono introvabili per via della loro rarità. In ogni caso, il vintage ha anche molti vantaggi, tra cui l’alta qualità dei tessuti e la possibilità del loro riciclo.
Il termine è stato infatti utilizzato per identificare la qualità superiore degli oggetti considerati di ’culto’ per differenti ragioni, soprattutto per l’irripetibilità e la non riproducibilità che li contraddistingue.
La moda ha questa caratteristica un po’ strana: da una parte fa assomigliare ad un gruppo di riferimento, dall’altra, fa sentire unici chi la segue. Vestire in un certo modo contraddistingue, esprime valori e un punto di vista sul mondo. Il vintage richiama un mondo passato, fa rivivere un sogno. Ti caratterizza come una persona interessante, dalla personalità decisa e originale. Comunque, non importa definire esattamente cosa si intende per usato, l’importante è operare scelte virtuose che riducano gli sprechi e il consumo.
Non abbiamo alternative al cercare, in ogni modo, di preservare un pianeta ormai malato, bisognoso delle nostre cure.
Questa pagina è realizzata dalla classe 2^ C della Secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Curtatone e Montanara di Pontedera: Tommaso Boldrini, Gabriel Camici, Marco Candela, Eleonora Caponi, Vittoria Ciacchini, Chantal Cipolli, Sophia Cozzolino, Andrea Ludovico Elefante, Elia Fagiolini, Vittoria Ferretti, Pier Matteo Franconi, Vittoria Gambicorti, Niccolò Lazzeretti, Inas Lekrad, Salvatore Madonna, Valentina Mangano, Adele Nannola, Olivia Nelli, Bianca Pioli, Lorenzo Romanelli, Viola Salvadori, Luca Sangiovanni, Elian Saraci, Viola Susini, Emma Vistorini.
Docente tutor Debora Noccioli. Dirigente scolastico Maura Biasci.