Noi ragazzi e l’opera lirica Uno spettacolo per tutte le età
L’ opera fa parte della nostra cultura, ma bisogna conoscerla per poterla capire e apprezzare
L’opera lirica, uno degli spettacoli più completi e affascinanti, unisce musica, teatro, poesia e danza per raccontare storie emozionanti. Nasce in Italia alla fine del XVI secolo e si diffonde in tutta Europa con grandi protagonisti come Monteverdi, Rossini, Bellini, Verdi e Puccini. Le loro opere continuano a essere rappresentate nei teatri più importanti del mondo. Nel 2024 si sono celebrati i 100 anni dalla morte di Puccini, autore di opere famosissime come la Bohème, Tosca e Madama Butterfly. In questa occasione noi ragazzi, che inizialmente vedevamo l’opera lirica come un’arte lontana e difficile, esplorandola abbiamo scoperto che è molto più di un semplice genere musicale. L’opera ci fa sentire le emozioni dei personaggi come se fossero le nostre. La sua bellezza non sta solo nel canto perfetto, ma nella collaborazione armoniosa di cantanti e musicisti. L’opera è più attuale che mai e ci ha insegnato a guardare oltre l’apparenza, a percepire il significato profondo delle storie e a vivere ogni emozione con intensità. Il nostro incontro con l’opera lirica non è stato solo un’esperienza artistica, ma un viaggio che ci ha arricchito, cambiando la nostra prospettiva sulla bellezza e sull’espressione artistica. Chi avrebbe mai pensato che l’opera potesse rivelarci tanto su noi stessi e sul nostro modo di vivere l’arte? La Bohème tratta l’esperienza della vita dei personaggi che vivono tra molte emozioni, imparando a conoscere i dolori e i piaceri della vita. Queste emozioni sono molto vicine a noi giovani; infatti, ascoltando alcune arie siamo riusciti ad empatizzare con i personaggi e a provare sensazioni simili alle loro, tra cui la spensieratezza giovanile, il dolore dovuto alla perdita di una persona cara e l’amore. La Bohème racconta il passaggio all’età adulta di giovani sognatori che, nonostante la povertà, cercano di godersi la vita. L’opera esplora il contrasto tra il desiderio di libertà e la dura realtà. La musica, fondamentale per esprimere la personalità dei personaggi, è dolce e malinconica. Il finale, con la morte di Mimì, è tragico perché Rodolfo spera fino all’ultimo che Mimì sopravviva.
La Bohème emoziona perché parla di amore, di amicizia, di sogni e difficoltà: un capolavoro senza tempo, che non è poi così lontana dal nostro mondo, parla di quelle emozioni che viviamo ogni giorno, incoraggia a inseguire i propri sogni. L’opera è ancora così amata perché, anche se è nata tanto tempo fa, riesce ancora a parlare al cuore di chi l’ascolta.
Cosa prova quando canta? «È una domanda interessante e complessa. Dipende dal momento che vivo e dal pezzo che devo eseguire. Devo riuscire ad esprimere la storia del personaggio inserendo le mie emozioni, la mia esperienza di vita unita quello che il personaggio prova in quel momento».
Come si è appassionata al canto? «In seconda media la prof di musica ci ha fatto partecipare a un coro di voci bianche per un progetto; all’inizio non mi piaceva, dissi che non sarei più tornata lì. Ma d’estate fui contattata per un assolo: avevano pensato a me! Pensai ad uno scherzo, poi capii che la prof era seria. Partecipai e da allora il canto è diventato la mia passione. Pensate, chiunque di voi può diventare un cantante lirico!».
Ci sono stati momenti in cui voleva mollare? «Sì, ci sono tuttora! Finché uno è giovane dice “Ci riprovo!” ma quando uno diventa grande subentrano altre necessità e si domanda: “E’ la strada giusta?” Sono tantissimi i momenti in cui ho detto “interrompo”, ma poi rispuntava la fiamma e trovavo la forza di non arrendermi. Ci sono momenti difficili nella vita, l’importante è volerli superare».
Quanto studia alla settimana? «L’ ideale è farlo tutti i giorni, come in uno sport. Bisogna riscaldare la voce, fare determinati esercizi e vocalizzi, poi c’è lo studio del repertorio e delle arie; si cantano canzoni di qualunque genere: pop, indie, rock. Bisogna sempre partire dal riscaldamento vocale».
Quale compositore preferisci? «La preferenza assoluta è Mozart per me, senza niente togliere al genio del nostro Giacomo Puccini! Un’opera che mi piace tantissimo è Il «Don Giovanni» del compositore austriaco.
Articoli, disegni e foto sono stati realizzati dalla classe III E della scuola secondaria di primo grado “Renato Fucini” succursale di Pisa.
Alunni: Sadia Akter, Anita Antoni, Eleonora Bigalli, Claudio Burchielli, Cecilia Camelo, Benedetta Cini, Mark Joseph Cleofe, Louise Jade Gatdula, Valerio Giannessi, Elena Gonzalez Filippeschi, Pierpaolo Landrito, Yuxin Liao, Ascanio Maxia, Sebastian Mirano, Luisa May Olvida, Aleksis Pesigan, Vanessa Andreea Pricop, Manuela Puglisi, Giulia Claudia Rocchi, Louisse Roldan.
Docente tutor: Barbara Ricciardi. Docente di musica: Mirella Bianco Docente di arte: Daniela Travagliante. Dirigente scolastico: Francesco Feola.