1786. Pietro Leopoldo Abolite tortura e pena di morte
Il Granducato di Toscana, uno Stato moderno e civile durante l’Illuminismo
Pietro Leopoldo, della dinastia Asburgo-Lorena, si insedia nel Granducato di Toscana nel 1765, imbevuto di cultura illuministica, fa del Granducato una degli Stati più moderni del mondo.
In primis, liberalizza il commercio del grano, favorendo le attività economiche in campo agricolo, non a caso, precedentemente era stata fondata a Firenze, l’Accademia dei Georgofili, base di studi agricoli. Successivamente Pietro Leopoldo iniziò le opere di bonifica della Maremma e del Lago di Sextum o di Bientina, mettendo a disposizione sempre più terre da coltivare, per promuovere la stessa agricoltura, fonte primaria del reddito granducale.
Di grande rilievo furono le riforme leopoldine del diritto penale, le quali in altri Stati europei, furono rivolte alla compilazione di leggi e alla loro raccolta, mentre nella Toscana del granduca, culminarono nell’abolizione della tortura e della pena di morte, con la pubblicazione della legge di riforma criminale il 30 novembre 1786.
Il Granducato leopoldino, passa alla storia come il primo Stato del mondo a ripudiare la pena di morte. Già i due secoli di buon governo mediceo avevano creato un terreno fertile per il codice di Pietro Leopoldo, visto che in Toscana, già con i Medici non c’erano problemi di ordine pubblico.
La legge del granduca stabiliva anche altri due princìpi fondamentali moderni: il diritto degli imputati a essere difesi da un avvocato e l’obbligo di rendere pubbliche le sentenze. Secondo i nostri cronisti, la Toscana, è uno degli stati più civili del 1700 e con questo, intendono sottolineare come oggi, nonostante la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984, la tortura sia ancora una pratica molto diffusa nel mondo e la pena di morte venga ancora praticata in molti Stati. Pietro Leopoldo è stato anche, uno dei primi sovrani europei ad essere favorevole al regime costituzionale, avendo lui stesso preparato un progetto di Costituzione politica per la Toscana.
Festa della Toscana. Il consiglio regionale della Toscana nel 2001 ha approvato una legge per celebrare il 30 Novembre di ogni anno, la festa della Regione Toscana, in onore alla pubblicazione del codice leopoldino il 30 novembre 1786. Sempre i nostri cronisti vogliono ricordare che proprio nell’anno in corso ricorrono i 260 anni dall’insediamento sul trono di Pietro Leopoldo.
Gli alunni, da una ricerca di archivio, hanno trovato la traduzione di un brano della legge di riforma criminale di Pietro Leopoldo. Lo riportano di seguito e si interrogano sul testo: «… fino dalla nostra salita al trono di Toscana guardammo come uno dei nostri principali doveri l’esame e la riforma della legislazione criminale ed avendola ben presto riconosciuta troppo severa, procurammo provvisoriamente di moderarne il rigore, con istruzioni e ordini ai nostri tribunali e con particolari editti con i quali vennero aboliti la pena di morte, la tortura e le pene non proporzionate alle trasgressioni… Abbiamo finalmente riconosciuto che la mitigazione delle pene, congiunta con la più attenta vigilanza per prevenire le azioni criminali, e la celebre conclusione dei processi, e la prontezza e sicurezza della pena dei vari delinquenti, invece di accrescere il numero dei delitti ha considerevolmente diminuito i più comuni, e resi quasi nulli gli atroci…». Quali pene sono state abolite tramite la legge nel Granducato di Toscana? Pena di morte e tortura. Quali esiti hanno avuto i provvedimenti del Granduca? Hanno diminuito i delitti più comuni e resi quasi nulli, quelli atroci. Attraverso quali azioni è diminuito il numero dei reati? Diminuzione delle pene e un’attenta vigilanza. Alle idee di quale pensatore illuminista si è ispirato Pietro Leopoldo? Cesare Beccaria, autore del libro «Dei delitti e delle pene». Beccaria si scagliava contro la pena di morte e la tortura, pratiche molto usate all’epoca.
Articoli e disegni sono realizzati dalla classe 2^ D della Secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Castelfranco: Denis Gabriel Baleanu, Miriam Bartalucci, Samuele Beati, Francesco Calò, Andrea Carli, Noemi Doci, Samuel Doci, Mosslem Dridi, Mohammed El Fakiri, David Epifanov, Elisa Esposito, Francesco Gemmi, Dante Martinelli, Kewin Melai, Sokhna Diarra Bousso Ndoye, Megi Paja, Matteo Palladino, Lorenzo Trassinelli, Marco Vene.
Docente tutor Beatrice Nieri. Dirigente scolastico Sandro Sodini.