ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Alessandro da Morrona di Terricciola (PI) - 2A

Posidonia, la pianta con le code. Una preziosa risorsa del mare

Quando una pianta protegge le coste, monitora la salubrità dell’ambiente e fa divertire

Noi alunni della classe 2^ A della scuola Secondaria di Primo grado «Alessandro da Morrona» di Terricciola abbiamo effettuato un’uscita didattica a Livorno, durante la quale abbiamo visitato l’acquario e siamo stati coinvolti in un laboratorio didattico che aveva come protagonista la posidonia. La posidonia non è un’alga, ma una pianta marina «con le code». La sua struttura è molto simile a quella di un polpo, poiché possiede una testa e dei tentacoli. Come ogni pianta che si rispetti produce fiori grazie all’azione impollinatrice delle correnti marine e quindi frutti.

La sua presenza è un indicatore della salubrità dei mari e i suoi depositi sulle spiagge svolgono un importante ruolo di rallentamento dei fenomeni di erosione costiera.

Il suo arrivo sulla terraferma è dovuto principalmente alle attività di pesca a strascico, le cui reti strappano la posidonia dal fondale e con essa tutti gli esseri viventi che ospita sulle proprie foglie, ma anche alle sostanze inquinanti disciolte in mare e alla torbidità delle acque che impedisce i regolari processi di fotosintesi.

La guida dell’acquario di Livorno ci ha illustrato l’attività che saremmo andati a svolgere, chiarendoci che l’obiettivo principale sarebbe stato quello di farci comprendere come qualcosa che per noi è solo un rifiuto ripugnante, ossia la posidonia ammucchiata sulle nostre spiagge dalle mareggiate invernali, può rappresentare una risorsa per abbattere, anche se di poco, la nostra impronta ecologica sull’ambiente. Ci siamo cimentati nella produzione di carta… di mare. Prima di tutto abbiamo ricevuto dei fogli di carta di cellulosa che abbiamo sminuzzato in una bacinella; analoga procedura abbiamo seguito per la riduzione in frammenti piccolissimi degli egagropili, letteralmente «pelo di capra», ossia le palline di fibra di posidonia (attenzione! Mai raccoglierle quando le trovate sulla battigia).

Successivamente la nostra guida ha frullato tutto insieme, aggiungendo acqua in abbondanza e mischiando tutto in un composto omogeneo. A questo punto è arrivato il momento più divertente: ognuno di noi, dotato di un telaio rettangolare in legno, ha setacciato dalla bacinella un po’ del composto, ha lasciato che l’acqua colasse e poi, con un abile colpo di polso, ha rovesciato la melma su un telo di cotone. Ci siamo trovati di fronte a tanti rettangoli mollicci che abbiamo appeso ad uno stendino: è stato divertente osservare una distesa di panni sporchi al posto di fazzoletti candidi e profumati. Una volta asciugati, ognuno di noi ha avuto il proprio francobollo di «carta marina» alla posidonia e all’improvviso ci siamo ritrovati da studenti a mastri cartai.

 

Naturalmente non ci siamo fatti mancare la visita all’acquario e alle sue curiosità faunistiche.

Prima di tutto abbiamo scoperto che i crostacei fanno la muta, come i serpenti, cambiano il proprio esoscheletro quando il vecchio non li contiene più, e che le stelle marine non solo sono degli echinodermi come i ricci di mare, cioè hanno piccole spine nella pelle, ma anche che sono temibili predatori per le cozze. L’incontro più divertente è stato sicuramente quello con le razze, squali cartilaginei di fondale con grandi doti mimetiche. Hanno la pelle ruvida come carta vetrata perché completamente ricoperta da microscopici dentini orientati dalla testa alla coda. La vasca che però ha attirato la nostra attenzione è stata quella nella quale nuotavano insieme tartarughe, pesci napoleone, pesci leone e squali zebra. Abbiamo scoperto che le tartarughe corrono spesso il pericolo di ingoiare plastica che loro scambiano per meduse, il loro cibo preferito. Sapevate che anche le meduse fanno parte del plancton marino? Noi adesso sì e sappiamo anche che la pericolosità della plastica non si limita a questo. Mai sentito parlare del processo di bio magnificazione? È l’accumulo delle microplastiche nella catena alimentare e, dato che l’uomo ne è l’ultimo anello, finisce per mangiare plastica senza accorgersene. Questa visita ci ha fatto conoscere meglio le bellezze del mondo marino e ci ha fatto comprendere quanto sia importante proteggerlo e rispettarlo, anche per la nostra salute.

La pagina è realizzata dalla 2^ A della scuola Secondaria di Primo grado «Alessandro da Morrona» di Terricciola (Istituto comprensivo «Sandro Pertini» di Capannoli): Thomas Balzamo, Luviann Bartolotti, Mattia Bolognesi, Stefano Cacelli, Eva Corso, Melissa Daini, Denny Di Maio, Yassmine El Kniri, Beatrice Falchi, Salvatore Filocomo, Giulia Ghionzoli, Sofia Olivia Haney, Tommaso Licciardi, Alessio Michelucci, Mattia Pasqualetti, Emma Perini, Luigi Presi, Sean Prezzi, Brando Salvadori, Marilyn Sansone, Arianna Savino, Mattia Ticciati, Andrea Trincavelli, Lorenzo Vallini.

Docente tutor Katy Giacomelli.

Dirigente scolastica Serena Balatresi. 

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